Daisuke lavora part-time in un supermercato, senza preoccuparsi del futuro. Anche Mika, la sua ragazza, non ha grosse ambizioni e non è sicura se presentarsi o no a un colloquio di lavoro la settimana seguente. Fanno coppia fissa da un po' e stanno bene insieme, ma si sta insinuando nel loro rapporto la routine. Un giorno compare inaspettatamente Tsutomu, compagno di scuola di Daisuke, e chiede ospitalità per la notte. Da ragazzi giocavano nella stessa squadra di baseball, ma poi si sono persi di vista. La mattina dopo Tsutomi se ne va, ma dimentica il cellulare. Chiede a Daisuke e a Mika di consegnarlo a casa dei suoi genitori. Lungo la strada, incontrano un altro ex giocatore della squadra di baseball, Kentaro, con la sua ragazza, Junko. Quando arrivano tutti assieme alla casa dei genitori di Tsutomi apprendono una verità soprendente…
Rei Sakamoto è il più giovane dei registi "shichifukujin", avendo esordito alla regia a soli 26 anni. L'ispirazione per il film gli venne quando un compagno di scuola cui era molto affezionato morì in un incidente d'auto. A 3-1 Count non è un esempio tipico del genere dei pink film perché le scene di sesso sono quasi caste e modeste nella loro timidezza. Il produttore ha avuto delle difficoltà a far classificare come vietato ai minori (precondizione per i pink film) questo film che segue la lunga tradizione dei film giapponesi per giovani con un ritratto vivido e umoristico della generazione cui appartiene il regista. A modo suo il film fa parte anche del genere dei film sui fantasmi. Ad ogni modo, il fantasma di A 3-1 Count contrasta piacevolmente con gli spiriti sinistri e assetati di sangue che sono così comuni nel cinema giapponese contemporaneo.