EVENTI
FAREASTVILLE!
LABORATORIO DI CUCINA GIAPPONESE
Giù al Nord - 23 aprile
Il
bentō è il tipico pranzo al sacco da una porzione che i giapponesi portano con sé al lavoro o a scuola. Una volta scoperchiata la scatola che lo contiene, il bentō si mangia con gli occhi prima ancora che con la bocca: la composizione dei colori è particolarmente curata e ogni pranzo al sacco sembra una piccola opera d’arte.
Mami Hamada illustra al pubblico riunitosi al
Wine Bar Giù al Nord il procedimento per preparare e comporre un bentō tanto gustoso quanto bello da vedere.
L’ingrediente che non manca mai è il riso: Mami prima prepara degli onigiri (polpette di riso bianco di forma triangolare con una striscia di alga nori su un lato), poi degli spinaci bolliti che - precisa - devono assolutamente essere color verde intenso, quindi non vanno cotti troppo a lungo. Agli spinaci mescoliamo un pestato di sesamo tostato e insaporiamo con la salsa di soia.
Nel nostro pranzo al sacco non ci facciamo mancare neanche un delizioso petto di pollo cotto con salsa di soia, zucchero e sake: tagliamo il pollo, lo mettiamo in padella, lo ubriachiamo con il sake; poi aggiungiamo lo zenzero sbucciato (che può essere grattugiato oppure semplicemente tagliato à la julienne) e un cucchiaino e mezzo di zucchero. Cuociamo finché il pollo assorbe il sugo, e il pollo è pronto per essere sistemato nella nostra scatola per il bentō vicino (ma separatamente!) rispetto agli onigiri e agli spinaci. Decoriamo con un ravanello tagliato a fettine e il nostro pranzo è pronto.
Per i più golosi ci concediamo un piccolo extra: un dolcetto di maccha (la polvere di tè verde, dal colore intenso e dalla consistenza sottilissima di una cipria). Cocco in polvere, albume d’uovo, zucchero e qualche pizzico di maccha sono gli ingredienti di queste verdissime polpettine: una volta composte, finiscono in forno a 150° e in 15 minuti sono pronte.
Acquolina in bocca? Niente panico! Il laboratorio di cucina giapponese con la nostra chef Mami Hamada si replica il 24 aprile alle 18:00.
Fosca Pozzar – Redazione Far East Film Festiva
Con il sole il Far East Film
Festival esplode!
Martedì 25 aprile
Finalmente la primavera ha deciso
di sorridere al Far East Film Festival e Udine si è potuta godere gli eventi
collaterali in programma.
Alle 11.00 a palazzo Morpurgo
colpi di katana con la scuola Shin Musashi Dojo.
Il pomeriggio tutti in piazza
Matteotti dove erano concentrati le varie attività: laboratori di Haiku, l’arte
giapponese dei tre versi, origami, arte e cura del Bonsai, laboratorio che ha
avuto un tale successo da richiedere un secondo banchetto a Palazzo Morpurgo, e
gioco del Majong.
In piazza anche il Gruppo
amatoriale Flickr di Udine, che ha organizzato un laboratorio di fotoritocco.
Abbiamo parlato con Piero, uno dei componenti del gruppo.
In cosa consiste il vostro
laboratorio?
Siamo tutti appassionati di
fotografia, siamo amatori, i cosiddetti “fotografi della domenica”, ci offriamo
di dare consigli di fotoritocco e vorremmo anche fare delle attività
interattive coinvolgendo i passanti.
Come mai avete scelto il Far East Film Festival?
Siamo tutti affezionati frequentatori del festival e
comprendiamo l’importanza che esso ha per la nostra regione, quindi volevamo
contribuire a nostro modo.
Avete avuto un riscontro positivo dalla gente?
Assolutamente, abbiamo distribuito più di 100 biglietti da
visita e speriamo in nuove aggiunte al nostro gruppo. Comunque per chiunque
volesse contattarci il nostro sito è www.flickr.com/groups/udine.
Appuntamento con il destino in via Paolo Sarpi dove Cesare
Cossa della scuola Wu Shi Tao ha svelato
i segreti del libro de I-Chin a chiunque volesse.
Palazzo Morpurgo dalle ore 16.00 è stato invaso
dall’eleganza della cerimonia del tè, una vera arte in Giappone. Mami Hamade
nel tradizionale kimono ha ipnotizzato tutti con movenze delicate ma
estremamente precise e misurate.
La pace non è tuttavia durata molto: dalle 17.00
spettacolari esibizioni di Judo, Shaolin (arte marziale cinese) e Taekwondo
hanno travolto gli avventori del palazzo.
Dalle 18.00
in Piazza delle Erbe si è dato letteralmente inizio alle
danze, cominciando con una performance di Giapop e concludendo con le danze
tradizionali d’Oriente: dalla Danza del Leone alla Danza tradizionale
Giapponese alla Danza del Drago.
Arianna Romano, presidente del Gruppo Espressione Est,
gruppo nato nel 1994 come aggregazione di appassionati d’arte e poi ampliatosi,
ci spiega la performance di Giapop.
Com’è strutturata l’esibizione?
È suddivisa in due parti, nella prima Giulio Baistrocchi
vestito da geisha propone un action painting attorno al tema della violenza
sulle donne e in generale sui più deboli. Nella seconda parte Ninotchka Hagen
canta una canzone in giapponese dei Pizzicato Five. Il tutto “giostrato”
musicalmente da Dj Victor from Qbeek .
Il nostro sito è www.espressione-est.com.
Myriam Bertolo – redazione Far East Film Festival