The Berlin File

Dal momento in cui è stato annunciato, il thriller di spionaggio The Berlin File di Ryoo Seung-wan ha generato nel pubblico aspettative sempre crescenti e una crescente pressione sugli autori per la riuscita del film. Il budget di 9,5 milioni di dollari per questo blockbuster era di gran lunga il più consistente mai gestito dal regista. L’annuncio di un cast stellare che comprendeva Ha Jung-woo (The Chaser), Gianna Jun (My Sassy Girl), Han Seok-gyu (Shiri) e Ryoo Seung-beom (The Unjust), talentuoso fratello dello stesso regista, non ha fatto che accrescere l’interesse del pubblico. Ambientato a Berlino, il film ha richiesto un lungo periodo di riprese in Europa, con alcune scene d’azione particolarmente elaborate. Non solo, ma nei due anni che hanno preceduto la sua uscita, una sfilza di costosi film coreani di genere come My Way, Soar into the Sun, e Sector 7 avevano fallito miseramente al botteghino. Di conseguenza, il regista Ryoo sentiva su di sé non solo la responsabilità di recuperare il denaro degli investitori ma anche quella di rinverdire la reputazione offuscata del blockbuster coreano.

In questo caso, gli autori se la sono cavata con una pellicola di grandi proporzioni e realizzata in modo imponente, che ha venduto 7 milioni di biglietti, superando Shiri e diventando il film d’azione campione d’incasso di tutta la storia del cinema coreano. Anche se qualcuno ha trovato frustrante la complessità della trama, tutti si sono trovati d’accordo sul fatto che le sequenze d’azione siano creative ed eccitanti. The Berlin File è attualmente il primo per incassi tra i film di Ryoo.

La storia di spionaggio e gli esterni girati a Berlino potrebbero far ricordare a qualcuno le storie classiche della guerra fredda, ma il film ha un’ambientazione contemporanea. Un agente speciale nordcoreano di nome Pyo Jung-song (Ha Jung-woo) sta negoziando l’acquisto di armi con un’organizzazione terrorista araba quando gli agenti del Mossad israeliano fanno irruzione e catturano il terrorista. Per di più, un agente sudcoreano (Han Seok-gyu) cerca di bloccare Pyo mentre lui tenta la fuga. Ben presto, intorno all’ambasciata nordcoreana inizia a girare la voce che qualcuno stia passando informazioni al nemico. Quando un ambiguo intermediario di Pyongyang (Ryoo Seung-beom) arriva a Berlino, Pyo istintivamente teme il peggio – e come previsto, l’uomo accusa la moglie di Pyo (Gianna Jun), che lavora per l’ambasciata come traduttrice.

Intrecciando tutta una serie di personaggi e nazionalità, nella prima metà del film Ryoo imbastisce una complessa storia di intrighi che coinvolge le lotte di potere che hanno luogo attualmente in Corea del Nord. Il pubblico segue la storia sia dal punto di vista di Pyo che da quello dell’agente sudcoreano, il quale mette alla prova la pazienza dei suoi superiori con azioni da loro considerate avventate e puro frutto dell’istinto. Man mano che arrivano i colpi di scena il film prende slancio dando al regista l’opportunità di inserire le scene d’azione per le quali è tanto famoso.

Negli ultimi quindici anni, Ryoo e qualche altro regista hanno fatto molta strada nella definizione di un’identità tutta particolare per l’azione coreana, distinguendola dallo stile di lotta tipico di Hong Kong o del cinema cinese. L’azione ha un ritmo veloce e dinamico ma anche altamente realistico, tanto che lo spettatore sente su di sé il dolore di ogni osso fracassato. Nel caso di The Berlin File, l’azione è stata dilatata nei tempi e un po’ alleggerita nell’intensità, ed è quindi meno dura che in The City of Violence, ma altrettanto sensazionale.

The Berlin File segna una nuova, interessante tappa nella carriera di Ryoo: uno spostamento verso film di genere su più larga scala e con un orientamento più internazionale. Per certi versi questo riflette tendenze più generali del cinema coreano, che vedono distributori come CJ E&M mirare a un pubblico internazionale e alcuni tra i migliori registi coreani girare film a Hollywood con cast internazionali. Rimane ancora da vedere se Ryoo continuerà o meno in questa direzione, ma è rilevante il fatto che questo suo sforzo particolarmente ambizioso sia stato considerato un successo.
Darcy Paquet
FEFF: 2013
Regia: RYOO Seung-wan
Anno: 2013
Durata: 121'
Stato: South Korea

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