Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema
Visionario, Via Asquini 33
Domenica 23 Aprile, ore 17.30

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Accident

Tra i talenti più promettenti del cinema di Hong Kong dopo il 1997, il regista Soi Che­ang ha iniziato realizzando lungometraggi a basso budget girati in video per approdare poi nel novero dei registi di punta. Cruciale, all’interno di questo suo percorso, è stato Accident, un esempio splendido di noir hongkonghese prodotto dall’asso dei thriller Johnnie To e incentrato su un’insolita banda di assassini.
Ciò che distingue il gruppetto è il loro metodo: i quattro fanno di tutto per creare “inci­denti” che non sembrino omicidi. Quando gli spettatori fanno la loro conoscenza, Don­na (Michelle Ye), Zio (Stanley Fung), Ciccio (Lam Suet) e Cervello (Louis Koo), il capo, stanno utilizzando metodi tortuosi per far fuori il capo di una triade in pieno giorno. La missione successiva dovrebbe essere non meno difficile: un figlio vuole che la banda tolga di mezzo il padre, e il posto per farlo è un luogo pericoloso, appena fuori dal banco dei pegni di famiglia. Eppure, mentre il gruppo è specializzato in omicidi che funzionano come un orologio, le cose non vanno altrettanto lisce nel percorso verso questo colpo e nelle sue conseguenze. Tanto per cominciare, Zio mostra segni di perdita della memoria, mentre Cervello è devastato dalla paranoia dopo la morte della moglie, vittima di un in­cidente d’auto. Egli sa bene che un incidente come quello può essere una messa in scena e il sospetto si insinua nella sua vita quotidiana e nei suoi rapporti con gli altri. “Non siamo i soli a fare questo lavoro”, dice ai suoi complici. “Qualsiasi errore può costarci la vita”.
In gran parte dei suoi film precedenti, compresi i primi tre lungometraggi girati in video digitale, Cheang ha sviluppato temi e motivi ricorrenti e si è specializzato in duri horror e thriller costellati da divagazioni che incrociano generi diversi. Con Accident Cheang ha intrapreso un approccio cinematografico più disciplinato. Lo script, estremamente concentrato, lascia fuori ogni dialogo inutile e pone le basi per una vicenda nera tesa e compatta, portata avanti con una tensione crescente.
Il concetto dei killer che organizzano “incidenti” costituisce un taglio netto rispetto ai precedenti film hongkonghesi sui killer, e gli autori possono sbizzarrirsi con le varie pos­sibilità. Le scene in cui si vede la squadra al lavoro sono eleganti esercizi di messa in scena cinematografica e di uso malizioso del normale arredo urbano, mentre la forte paranoia di Cervello trascina la seconda metà del film e sostiene una sensazione crescente di disa­gio. Inoltre, essendo una produzione della Milkyway Image di Johnnie To, Accident ha l’aspetto stilizzato e audace caratteristico dei thriller della casa di produzione – e riesce così a inserirsi all’interno di una linea ben definita di film di genere, pur addentrandosi contemporaneamente in forme nuove ed eleganti.
Anche la scelta degli attori è convincente: Louis Koo si esibisce in una delle sue miglio­ri interpretazioni nei panni dell’agitato e sospettosissimo Cervello, sbarazzandosi dello stile recitativo più leggero dei suoi primi anni. Anche altri elementi del gruppo possono apparire altrettanto tesi, e ciascuno di loro ha lo spazio necessario per sviluppare una personalità distinta. Lam Suet offre momenti di delicato umorismo, mentre il veterano dello schermo Stanley Fung attira simpatia nei panni di un uomo che deve fare i conti con l’insorgere della demenza senile, mentre Michelle Ye, in un ruolo per il quale è stata premiata come miglior attrice non protagonista agli Hong Kong Film Awards, presenta un volto decisamente enigmatico.
Dopo la prima di Accident a Venezia e la successiva uscita in sala del film, Cheang ha continuato ad affinare la sua abilità come regista all’interno della Milkyway Image con Motorway (2012), al quale sono seguite incursioni nel campo dei film spettacolari a gros­sissimo budget carichi di effetti speciali, a partire da The Monkey King nel 2014 al quale ha fatto seguito l’eccellente sequel del 2016. Con entrambe le produzioni di Monkey King as­sestate tra i primi cinque titoli nella classifica annuale del botteghino in Cina continentale, il versatile Cheang si è conquistato un posto tra i registi di maggior successo della nuova era del cinema di Hong Kong, caratterizzata da costose coproduzioni.
Tim Youngs
Regia: 
Soi Cheang
Anno: 
2009
Durata: 
89
Stato: 
Hong Kong

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=jY7Wx0V_Dv0

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