Far East Film Festival 19

Udine Italy April 21st/ April 29th 2017
The Film Festival For Popular Asian Cinema
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Domenica 23 Aprile, ore 10.45

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Close-Knit

Il Giappone potrebbe sembrare un paradiso per il popolo LGBT. I talent show transgen­der sono presenti da decenni alla televisione giapponese e le persone LGBT in questo paese possono camminare per strada senza troppi timori. Eppure, se scaviamo sotto la superficie della tolleranza nipponica nei confronti delle minoranze sessuali, come fa Ogigami Naoko nel suo film Close-Knit, scopriamo che la realtà non è poi così idilliaca.
Nota per film come il suo successo d’esordio Kamome Diner (2006), su donne giappo­nesi anticonformiste alla ricerca di un nuovo inizio, Ogigami ha aperto una nuova parte della sua carriera con Close-Knit. Scritto dalla stessa Ogigami in seguito alla sua presa di coscienza delle tematiche LGBT durante un soggiorno negli Stati Uniti, questo film possiede una dichiarata serietà, più che le sue opere precedenti della regista, caratteriz­zate da una comicità bizzarra. Anche se non è un film strappalacrime, Close-Knit flirta con il genere di film melodrammatici su tematiche sociali che in passato Ogigami aveva accuratamente evitato. E la storia tende la realtà a tal punto da arrivare al confine con quella fantasia “che si vede solo al cinema”.
Malgrado ciò, la protagonista trans del film, Rinko (Ikuta Toma), è un personaggio a tutto tondo e non la caricatura appariscente che così spesso appare sui media giapponesi. E il suo sogno di diventare moglie e madre, contro ogni ostacolo legale e sociale, viene presen­tata senza falsi ottimismi tranquillizzanti. Se i film precedenti di Ogigami erano una sorta di terapia rilassante per il suo pubblico prevalentemente femminile, Close-Knit sembra usare a fin di bene le maniere forti nei confronti della società giapponese ancora ostile nei confronti degli individui LGBT. All’inizio della storia, l’undicenne Tomo (Kakihara) vive con una madre negligente (Mimura) che le fa mangiare cibo preconfezionato e sparisce per giorni interi. Una volta raggiunto il limite della sopportazione, la coraggiosa ragazzina trova rifugio presso lo zio Makio (Kiritani Kenta), un tipo sfigato e di buon cuore che è il fratello minore di sua madre. Attualmente, però, Makio convive con la sua ragazza, Rinko, e Tomo si accorge subito che Rinko è differente. Ben presto Rinko le fa sapere il perché. “Ero un ragazzo”, dice. “Dio ha fatto un errore”. Mentre Tomo digerisce questa infor­mazione, Rinko fa tutto il possibile per farla sentire a suo agio: le prepara deliziosi bento (scatole con il pranzo) e le insegna a lavorare a maglia – il metodo preferito da Rinko per rilassarsi. E quando la ragazzina si sente sola, Rinko la accoglie tra le sue braccia, e inizia a sognare di diventare davvero la sua nuova mamma. Nel frattempo Kai, un compagno di classe di Tomo che è una versione più giovane di Rinko, le pone un dilemma morale: lui vuole esserle amico, ma lei non può essere vista parlare con Kai a scuola, dove lui è un reietto, o sarà emarginata per associazione. Ma nel momento in cui vede Rinko come un’amorevole madre sostitutiva invece che come un uomo vestito da donna, Tomo inizia a vedere anche Kai con occhi diversi. La rigida madre di Kai, però, spia Rinko e Tomo insieme in un supermercato e si offre di “salvare” la ragazzina da quello “scherzo di natura”.
L’intero film poggia sulla performance di Ikuta nel ruolo di Rinko, che è superba. Que­sto attore versatile, che ha interpretato un eccentrico gangster/poliziotto sotto copertura in The Mole Song: Hong Kong Capriccio di Miike Takashi, interpreta il personaggio di Rinko come una donna vera e propria, anche se la sua dolcezza di superficie può andare in pezzi davanti a insulti o ingiustizie malgrado abbia imparato da diverso tempo a gestire la propria rabbia. In altre parole, lei è quanto di più distante si possa immaginare dallo stereotipo della drag queen eccessiva. Questo rende Rinko un ideale non realistico, simile alle figure di colore sin troppo perfette (poliziotto, insegnante, ecc) interpretate in passato da Sidney Poitier? Può darsi, ma lei è anche uno dei tanti personaggi di Ogigami che risulta impossibile non amare.
E anche se non vi bevete la versione che il film dà della vita delle persone LGBT nel Giappone contemporaneo, vi farà decisamente desiderare che Rinko cucini per voi. De­molendo i pregiudizi a colpi di bento.
Mark Schilling
Regia: 
Ogigami Naoko
Anno: 
2017
Durata: 
127
Stato: 
Japan

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=LqsemzYocEI

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