Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Sabato 22 Aprile, ore 17.25

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Godspeed

La leggenda della commedia hongkonghese Michael Hui fa un ritorno speciale al cinema in un luogo inaspettato. Godspeed è il quarto film di Chung Mong-hong, l’autore anticonformista del dramma di formazione The Fourth Portrait e del thriller psicologico Soul. Godspeed rappresenta il ritorno del regista alla commedia nera dopo la sua opera prima Parking, e nonostante tutte le sue eccentricità, risulta essere il film più accessibile di Chung.
Na Dow (il comico taiwanese Na Dow) contrabbanda droga per il gangster Bao (Leon Dai), trasportando periodicamente la droga da Taipei a Fratello Tou (Tou Chung-hua) a Tainan. Mentre sta attendendo un passaggio durante il suo ultimo viaggio, Na Dow viene avvicinato da Xu (Michael Hui), un tassista di lunga data immigrato a Taiwan da Hong Kong oltre vent’anni fa. Dopo lunghe contrattazioni e un po’ di braccio di ferro, Na Dow acconsente a salire sul catorcio di Xu per attraversare il paese. Anche se Bao e il suo braccio destro Wu (Matt Wu) lo sorvegliano da una certa distanza, il viaggio dei due uomini non sarà di tutto riposo.

All’età di 74 anni e in semipensionamento, Hui offre la sua migliore interpretazione degli ultimi vent’anni nel ruolo del vecchio tassista. Come forma fisica il comico sembra il guscio stanco, triste, quasi alla Charlie Kaufman, dell’uomo che è stato in passato, ma il suo personaggio burbero e comicamente asciutto traspare ancora attraverso quel guscio. Un suo breve monologo in cantonese a metà del film farà sicuramente la felicità dei suoi fan.
Malgrado le sue ben documentate difficoltà con i dialoghi in cinese mandarino, Hui ha confezionato un personaggio un po’ servile ma anche istantaneamente simpatico per l’ovvietà della sua disperazione. Hui inoltre forma un’interessante coppia comica con Na Dow, che qui gli fa da spalla. L’alchimia fra i due è altrettanto piacevolmente insolita come tutto il resto del film.
Anche il gangster dalla faccia impassibile interpretato da Leon Dai ha il suo momento di gloria, specialmente in un dialogo alla Tarantino con Tou riguardo ai copridivano in plastica. La breve scena di Dai e Tou insieme è talmente godibile da far desiderare che Chung faccia un altro film completamente dedicato solo a loro due.

Con Godspeed Chung sembra convogliare il cinema della Hong Kong degli anni Ottanta nel suo modo peculiare, visto il tono sfrenatamente volubile del film. Gran parte dei personaggi usano i loro nomi reali (una caratteristica tipica del cinema di Hong Kong), e la sceneggiatura mostra una capacità di assumersi rischi che muove la storia verso direzioni fresche e inattese. Godspeed non rimane mai troppo a lungo entro i confini di un dato genere – e si sposta dalla classica “strana coppia” delle commedie on the road a un violento thriller gangsteristico (una sequenza di interrogatorio che coinvolge un elmetto è particolarmente brutale) per diventare alla fine un toccante dramma sulla ricerca di un’anima gemella nel mondo. L’incrocio di generi e la narrazione frammentata potrebbero allontanare qualche spettatore, ma sostanzialmente Godspeed premia il pubblico di mentalità aperta che può apprezzare più il viaggio che la destinazione.
Kevin Ma
Regia: 
Chung Mong-hong
Anno: 
2016
Durata: 
112
Stato: 
Taiwan

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