Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Mercoledì 26 2017, ore 17.15

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Hamon: Yakuza Boogie

In Giappone la yakuza (i criminali) e i bravi cittadini hanno la tendenza a muoversi in ambiti separati, con i cattivi che spesso considerano i buoni come pecore che vanno tosate o polli da spennare.
Invece, nella brillante commedia sull’amicizia Hamon: Yakuza Boogie di Kobayasi Syoutarou il protagonista scansafatiche (Yokoyama Yu) diventa il riluttante e piagnucoloso braccio destro di un malavitoso irriducibile (Sasaki Kuranosuke) che lo considera inaffidabile e in generale disprezzabile.

Tratto dal quinto romanzo della serie bestseller di Kurokawa Hiroyuki su questa improbabile accoppiata, il film non è così forzato come potrebbe sembrare. Lo scansafatiche Ninomiya, lavora come “consulente edile” e ingaggia dei malavitosi per risolvere (se così si può dire) contenziosi lavorativi, mentre il gangster Kuwahara è uno dei suoi “committenti”, sebbene Ninomiya si lamenti del fatto che una nuova legge antimafia ha ridotto i suoi affari praticamente a zero.
La coppia finisce in una riunione con un anziano e untuoso produttore cinematografico, Koshimizu (Hashizume Isao), il quale vuole trarre da loro tutte le informazioni per farne un film ambientato nel mondo della malavita. Ninomiya è molto eccitato dall’idea, come pure dalla prosperosa figlia di Koshimizu, Reimi (Hashimoto Manami), mentre invece Kuwahara è giustamente sospettoso.
Per farla breve, Koshimizu scappa coi soldi che ha sottratto agli investitori del suo inesistente progetto cinematografico, compresi quelli di Shimada (Kunimura Jun), il raffinato capo di Kuwahara. Kuwahara si mette in viaggio verso la sperduta Ibaraki, dove ha sentito dire che Koshimizu si nasconde, con Ninomiya al seguito.
I due trovano la loro preda, ma anche due insubordinati malviventi che appartengono a una banda più grande e più potente della loro, quella dei Takizawas, che stanno anche loro cercando di recuperare denaro dal produttore. La lezione di Kuwahara sui dettagli del galateo a questi ultimi due ha come risultato non solo qualche testa rotta  ma anche a una bella rogna/gatta da pelare con i boss Takizawa. Nel frattempo Koshimizu e Reimi tagliano la corda e vanno a Macao.
Tutti i colpi di scena successivi provocano più risate che paura, malgrado Kobayashi metta in scena risse di malavitosi con i balzi degli stunt oltre a esilaranti battute pronunciate nel colorito dialetto di Osaka.
Il film ha una base realistica, non solo in relazione alle attività della malavita ma anche rispetto alla natura umana, compresa la sua ostinata tendenza a sorprendere. Il vigliacco e indolente Ninomiya, che potrebbe sembrare inutile per un duro come Kuwahara, alla fine rivela la sua utilità. Lui invece, come gli ricorda la sua saggia cugina Yuki (Kitagawa Keiko), sta sprecando il suo tempo e rischia la vita impelagandosi con gente come Kuwahara e i suoi compari della yakuza. Ninomiya però ha le sue buone ragioni, che spaziano dai legami familiari a una specie di ammirazione per il carisma da macho di Kuwahara e per l’etica dei malavitosi della vecchia guardia.
Eppure non ci sono rivelazioni commoventi né stimolanti evoluzioni personali. Kuwahara e Ninomiya affrontano diverse prove, compresa quella dell’esilio (hamon) che dà il titolo al film, ma rimangono essenzialmente uguali a se stessi, secondo la vecchia e particolarmente esemplificativa massima di Ninomiya secondo cui “Non si possono guarire gli stupidi”.

Nella parte di Ninomiya, Yokoyama è il più recente idolo pop giapponese (è un componente della boy band Kanjani Eight) a interpretare coraggiosamente ruolo il più distante possibile dal mondo degli idoli musicali. (Il suo collega di scuderia Morita Go si è spinto ancora più in là interpretando uno psicotico serial killer in uno dei film presentati lo scorso anno al FEFF, Himeanole.)
La vera rivelazione del film, però, è Sasaki nel ruolo di Kuwahara. Sasaki, un veterano che ha al suo attivo una lunga lista di interpretazioni per il teatro, la televisione e il cinema, non solo conferisce al suo ruolo la spavalderia e il brio necessari, ma anche un’impeccabile scansione dei momenti comici e una caratterizzazione davvero articolata, tanto che persino il suo modo di fare il karaoke in inglese, pieno di egocentrismo e autostima, rispecchia appieno il personaggio di Kuwahara.
Ovviamente, Ninomiya e Kuwahara dovranno imbarcarsi ancora in diverse avventure insieme, e attualmente ci sono altri cinque romanzi della serie di Kurokawa che possono essere adattate per il cinema, e anche se i due in realtà si odiano, perché fermarli?

Mark Schilling
Regia: 
Kobayasi Syoutarou
Anno: 
2017
Durata: 
120
Stato: 
Japan

Photogallery

  • Hamon: Yakuza Boogie 00
  • Hamon: Yakuza Boogie 01
  • Hamon: Yakuza Boogie 02
  • Hamon: Yakuza Boogie 03