Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema
Visionario, Via Asquini 33
Lunedì 24 Aprile, ore 15.00

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Ramblers

Considerato un artista di manga giapponese estremamente influente, Tsuge Yoshiharu un tempo occupava in patria una nicchia controculturale simile a quella di Robert Crumb negli Stati Uniti, ma per molto tempo fuori dal Giappone è rimasto quasi uno sconosciuto.
È un peccato, ma in termini di pubblicazioni commerciali, è comprensibile. Il lavoro di Tsuge, che spesso riguarda le peregrinazioni di artisti in difficoltà nelle zone più remote del Giappone, suscitava poco interesse nei giovani stranieri appassionati di mitici mecha e voluttuose ragazze a fumetti. In Giappone, invece, i suoi fumetti sono diventati dei classici dopo la loro prima pubblicazione sulla rivista Garo, nel 1965. Molti di essi sono diventati dei film e lo stesso Tsuge appare come personaggio in Tokiwa: The Manga Apartment (Tokiwaso no Seishun, 1996) di Ichikawa Jun.
A esplorare il mondo di Tsuge è stato anche Yamashita Nobuhiro con Ramblers (Riarizumu no Yado).

Presentato nel 2003 al Toronto Film Festival, il film non è tanto un omaggio a Tsuge quanto piuttosto un’interpretazione personale e contemporanea di Yamashita dell’opera dell’artista; il mondo di Tsuge può somigliare al Giappone della sua giovinezza (l’artista è nato a Tokyo nel 1937), ma con i suoi lampi di surrealismo e la preferenza per luoghi isolati e particolari ha un aspetto atemporale e onirico. Inoltre, nel 2003, la vita di due cineasti alle prime armi – come i due protagonisti del film di Yamashita – non era di certo più semplice di quanto lo fosse quella di due sconosciuti artisti di manga negli anni Sessanta, soprattutto se privi di un minimo di ambizione o delle nozioni di base per la sopravvivenza.

I protagonisti di Yamashita – il mastodontico e infantile Kinoshita (Yamamoto Hiroshi) e lo smilzo nerd Tsuboi (Nagatsuka Keishi) – sono ancora abbastanza giovani per immaginare di avere un futuro, ma sono anche abbastanza grandi per nutrire quantomeno dei dubbi su ciò che il futuro potrebbe riservare loro. Laddove gli altri film tratti dai manga di Tsuge facevano risaltare una sorta di pathos trattenuto (Nowhere Man di Takenaka Naoto, del 1991) o di bizzarria erotica (Master of the Gensenkan Inn di Ishii Teruo, del 1993), Yamashita mette in luce gli aspetti comici, soprattutto quando i due giovani scoprono di rappresentare il punto culminante di uno scherzo cosmico.
Il film, che si basa sulle osservazioni fatte dallo stesso Tsuge su come questo scherzo si sviluppa nella vita reale, apparentemente procede a casaccio piuttosto che costruirsi in modo convenzionale, ma verso la terza parte le risate del sottoscritto accompagnavano tutta una serie di gag, costruite con discrezione ma dalle tempistiche azzeccatissime.

Conformemente allo spirito di Tsuge, Ramblers illustra anche la solitudine della condizione umana e la stranezza del mondo. E lo fa in modo molto giapponese, con un umanesimo empatico piuttosto che con un nichilismo satirico. Anche se si ritrovano senza un quattrino, Tsuboi e Kinoshita non cedono alla rabbia o alla disperazione e, se all’inizio sono sospettosi l’uno nei confronti dell’altro, in seguito diventano fratelli nella sconfitta e nell’infelicità – arrivando a ridere della propria situazione disperata.
Loro non lo sanno, ma fin dall’istante in cui arrivano contemporaneamente nella stazione ferroviaria di una città di provincia, sono predestinati. Lo sceneggiatore Tsuboi e il regista Kinoshita devono incontrare Funaki (Yamamoto Takeshi), un attore che vuole recitare nel loro film. Ma Funaki non si fa vedere e i due giovani vanno a cercare una sistemazione.

Finiscono in un albergo fuori mano dove, a forza di pasti sontuosi, rimangono ben presto al verde. Alla ricerca disperata di qualcosa da fare, i due vanno a pescare ma non riescono a prendere nulla. Poi, il proprietario dell’albergo (Sunny Francis), uno straniero massiccio, offre loro quello che ha pescato, ovviamente a pagamento: altre banconote che se ne vanno. I due discutono genericamente sulla possibilità di fare un film insieme, ma Funaki non si fa ancora vedere.
Sulla spiaggia incontrano una bella ragazza (Ono Machiko) che passeggia da sola e fa loro ipotizzare diversi scenari: è stata forse lasciata dal suo ragazzo? È lì perché ha intenzione di annegarsi? Come scoprono in seguito, la ragazza si chiama Atsuko e, visto che non ha nulla di meglio da fare, si aggrega ai vagabondaggi di Kinoshita e Tsuboi, facendo sviluppare una sorta di triangolo amoroso che provoca una nuova e stupida competitività tra i due protagonisti. Stanca di questo braccio di ferro, Atsuko improvvisamente li abbandona.
E ora, senza il becco di un quattrino, i due finiscono in una locanda diroccata che è anche l’abitazione dei proprietari, e da qui iniziano la loro discesa definitiva nello squallore. Preparatevi a commiserarli... e a ridere a crepapelle.
Mark Schilling
Regia: 
Yamashita Nobuhiro
Anno: 
2003
Durata: 
83
Stato: 
Japan

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=xAZpxpZN_jc

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