Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Giovedì 27 Aprile, ore 17.30

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Nel mondo di oggi la difficoltà a comunicare con il prossimo e il progressivo isolamento che ne consegue è un problema serio, che affligge non solo i rapporti personali ma anche quelli tra popoli e Paesi. Il film di debutto della giovane regista Liu Yulin è incentrato su questo tema. È tratto dal romanzo One Sentence Worth Ten Thousand di Liu Zhenyun – padre della regista – che è stato pubblicato nel 2008 ed ha vinto il prestigioso premio letterario Mao Dun Literary Prize nel 2011. Il romanzo è stato paragonato a Cent’anni di solitudine di García Márquez per la rappresentazione della solitudine esistenziale di generazioni successive di cinesi e la ricerca dell’anima gemella.

Il film è ambientato nello Henan ed inizia con una scena quasi comica, se non fosse l’anticipo del dramma che seguirà: i giovani Aiguo e Lina sono all’anagrafe per sposarsi, e mentre raccontano entusiasticamente all’ufficiale dell’anagrafe che si vogliono sposare perché si parlano tanto e di tutto, all’improvviso arriva un’altra coppia che li scansa bruscamente per chiedere allo stesso ufficiale dell’anagrafe di certificare il loro divorzio, motivandolo con il fatto che non si parlano mai… Ma passano dieci anni ed Aiguo e Lina si ritrovano esattamente nella stessa situazione della coppia che voleva divorziare: non si parlano più.
Erano persone ambiziose ed idealiste e si ritrovano invece a fare una vita modesta, un po’ squallida anche se apparentemente confortevole sul piano materiale. Aiguo era un militare quando si sono sposati ma è finito a fare il ciabattino, mentre Lina lavora come operaia. Hanno avuto una figlia che trascurano, presi come sono dai propri problemi esistenziali. Lina tradisce Aiguo con un collega, sposato ad una panettiera; con l’amante Lina sembra ritrovare l’entusiasmo e la facilità di comunicazione che aveva un tempo con il marito, anche se forse è soltanto il senso del proibito che vivacizza il rapporto clandestino.

Aiguo sembra un uomo senza polso, ma quando il morso della gelosia lo attanaglia il suo cervello si rimette in moto e comincia a pedinare la moglie con tecniche da investigatore professionista, prima di farsi prendere dallo sconforto. Tutti i suoi amici gli consigliano di divorziare ma lui rifiuta di farlo, e quando Lina scappa per la seconda volta con l’amante decide che deve ucciderli, più per orgoglio che per disperazione – in città circolano pettegolezzi su di loro e la moglie dell’amante di Lina minaccia di suicidarsi se non sarà vendicata. Aiguo parte senza convinzione per cercarli ma durante il viaggio incontra un’ex compagna di scuola, che lo aiuta ad aprirsi e con la quale ritrova la facilità di comunicazione che aveva perso con la moglie.
Nel frattempo la sorella di Aiguo, Aixiang, che ha 39 anni, lavora come commerciante ambulante di pizzette ed è ancora nubile – anche lei anni prima aveva cercato di suicidarsi per una delusione amorosa – decide di accettare la corte di Jiefeng, un amico di Aiguo di mezza età che fa il cuoco ed è divorziato. I due si sposano, perché hanno paura della solitudine e perché hanno bisogno di qualcuno con cui parlare. Ma anche il loro è un tentativo destinato a fallire ed in breve tempo si ritrovano nella spirale dell’incomunicabilità.
Sembra quasi che tutti i personaggi della storia siano bloccati come in individuali campane di vetro e non riescano ad andare avanti; l’unica persona con cui Jiefeng – il solo personaggio che apparentemente prende la vita con serenità – riesce a parlare e nei confronti della quale prova un interesse genuino è la figlia di Aiguo e Lina. Sembrerebbe quindi che al di là dello scoraggiante ritratto di una società in cui alienazione e solitudine imperano, il film ci voglia far intravedere anche una luce alla fine del tunnel, rappresentata dai giovani che non sono stati ancora tartassati dalla vita: come dice uno dei personaggi del film, “dovremmo vivere per il futuro, non per il passato”.

Il film è uscito in Cina in corrispondenza del Single’s Day, che da qualche anno si festeggia il giorno 11 novembre per celebrare il sempre maggior numero di persone non sposate o divorziate, a dispetto della mentalità tradizionale che guarda con sospetto o commiserazione una realtà sociale ormai molto diffusa.

Maria Barbieri
Regia: 
Liu Yulin
Anno: 
2016
Durata: 
107
Stato: 
China

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