Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Domenica 23 Aprile, ore 00.00

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Take me home

Kongkiat Khomsiri è il regista thailandese più attivo al Far East Film Festival. Il festival ha invitato più film firmati da lui che di qualsiasi altro regista thailandese – dall’horror a episodi Art of the Devil 2 ai suoi film come regista unico, Chaiya (2007), Slice (2009) e The Gangster (2012). Ora torna a Udine con il quarto film realizzato da solo, Take Me Home.

Nel 2016, dopo una pausa di quattro anni, Khomsiri è tornato dietro la macchina da presa per realizzare due film, che affrontano uno stesso genere in modi molto diversi. Khun Phan è un horror basato sull’azione, mentre Take Me Home è decisamente più focalizzato sulla famiglia. Quest’ultimo film in particolare mette in luce l’abilità di Khomsiri come regista di film dell’orrore capace di grande complessità e maestria.

Un giovane, Tan, vive in un ospedale dandosi da fare con le incombenze quotidiane mentre indaga sulle proprie radici. Ha perso la memoria una decina di anni fa e nessuno si è fatto avanti a chiedere di lui. Un giorno si manifesta inaspettatamente un indizio e Tan scopre di avere una casa. Estremamente determinato, torna a casa, dove fa la conoscenza della sorella gemella, Tubtim, con la sua famiglia: un marito belloccio e cordiale e due figli. Ma i bambini gli dicono che, a porte chiuse, le cose sono diverse da come sembrano: altro che casa dolce casa. Tan riscopre le sue radici, ma sono aggrovigliate da tanti segreti intimi e dolorosi, e ora non può scappare via.

Khomsiri è conosciuto per essere un fine sceneggiatore. Oltre ai propri film, ha curato la sceneggiatura di opere di importanti registi thailandesi come Wisit Sasanatieng. Take Me Home è uno dei suoi migliori film degli ultimi tempi: un capolavoro a più livelli, inaspettato e doloroso. La trama vede intrecciarsi la storia di tre famiglie che hanno vissuto in una stessa casa – una è la famiglia del proprietario, un ex ballerino; le altre sono le famiglie di Tan e della sorella gemella. Khomsiri spariglia le carte e fa convergere tutte le vicende in un’unica storia che ha al centro la vita di Tan – una tecnica che potrebbe trasformarsi facilmente in un fallimento se lo sceneggiatore non sapesse mantenere una salda presa sul materiale. Tutti i personaggi sono interconnessi attraverso Tubtim, e tutti sono perseguitati da disastri. La casa è maledetta: più si avvicina ai segreti della casa, più Tan scopre che le sue radici sono dolorose e peccaminose. Take Me Home dimostra che anche in un film di genere come un horror si può trovare l’arte: in questo caso, un esempio di arte malinconica e solitaria.

Il rubacuori asiatico Mario Maurer dimostra di essere maturato come attore, diventando qualcosa di più di un divo di richiamo per il giovane pubblico femminile. Dal suo esordio di giovane in un momento di passaggio in  The Love of Siam una decina di anni fa, nessun altro ruolo gli aveva dato la possibilità di dimostrare le sue capacità interpretative meglio del Tan di Take Me Home. Tra gli altri attori veterani del cast figura, nei panni del marito della sorella di Tan, Peter Noppachai che appare spesso nei film di Pen-Ek Rattanaruang.
Altri elementi cinematografici sono intessuti con estrema cura: il montaggio è complesso, artistico e malinconico allo stesso tempo, la fotografia e la messa in scena sono ricche di atmosfera. Da vedere assolutamente a Udine quest’anno.
Anchalee Chaiworaporn
Regia: 
Kongkiat Khomsiri
Anno: 
2006
Durata: 
94
Stato: 
Thailand

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=1kxknooesy8

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