Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Martedì 25 Aprile, ore 15.00

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The Last Princess

La dinastia reale coreana si concluse bruscamente e senza tante cerimonie all’inizio del Ventesimo secolo. L’imperatore Sunjong salì al trono nel 1907, dopo che il Giappone aveva obbligato suo padre Gojong ad abdicare. Poi, solo tre anni più tardi, la Corea venne ufficialmente annessa al Giappone e in quel periodo la monarchia venne abolita. La famiglia reale non poteva più esercitare alcun potere, ma la vita dei suoi componenti andava avanti ugualmente. Nel 1912 Gojong e la sua concubina Yang Gui-in ebbero una bimba che chiamarono Deok-hye. Gojong provava un particolare attaccamento nei confronti della sua ultimogenita, ma dopo la sua morte, nel 1919, la vita di lei entrò in un lungo periodo di incertezza e di cambiamento.

The Last Princess è la storia di Deok-hye, che crebbe in un palazzo di Seoul ma si ritrovò in Giappone per gran parte della sua vita adulta. Va detto subito che la trama del film si basa non tanto su fatti storici quanto su un popolare romanzo che ha abbellito e reinventato le esperienze della vita della principessa a uso e consumo di un pubblico di massa. Così facendo, The Last Princess cerca di raccontare, attraverso Deok-hye e il suo devoto ammiratore Jang-han (Park Hae-il), la storia del trauma e delle ferite non rimarginate lasciate dalla lunga occupazione della Corea da parte del Giappone. Il fatto che molti degli eventi descritti sullo schermo non siano realmente accaduti pare sia stato irrilevante per la maggior parte degli spettatori al momento della sua uscita in sala: il film, infatti, è stato un grande successo e ha venduto 5,6 milioni di biglietti.
Può godersi il film anche chi non nutre grande interesse per la storia coreana o la conosce poco. E questo, essenzialmente per due motivi: il primo è l’intensità emotiva delle riprese. Il regista Hur Jin-ho è molto amato dai suoi numerosi fan sudcoreani per il modo in cui ha reinventato il melodramma a cavallo tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Christmas in August e One Fine Spring Day sono storie di persone che devono affrontare tragedie, e nel frattempo si innamorano e si disinnamorano. Concentrandosi sui dettagli quotidiani di persone carismatiche, ma per il resto del tutto normali, Hur ha creato una nuova e attenuata estetica del melodramma coreano che si è rivelata validissima.

Anni dopo, Hur Jin-ho si trova in una fase molto diversa della sua carriera e, a prima vista, The Last Princess potrebbe sembrare agli antipodi del suo stile precedente. Gesti grandiosi e scenografie elaborate hanno sostituito le ambientazioni ordinarie dei suoi primi film, ma siccome il cinema progredisce, appare chiaro che anche questo è un nuovo tipo di melodramma, almeno per il cinema coreano. Ci possono essere gesti grandiosi, ma sono contestualizzati nell’ambito di uno sfondo emotivo tratteggiato in modo più delicato. È uno stile filmico estremamente controllato che ha molto di più in comune con i melodrammi hollywoodiani classici degli anni Quaranta e Cinquanta piuttosto che con gli altri melodrammi coreani contemporanei.
La seconda ragione per vedere questo film è l’interpretazione di Son Ye-jin. Diventata famosa molto giovane per via della sua immagine pulita e del suo volto grazioso (è stata anche la protagonista del terzo film di Hur Jin-ho, April Snow), Son negli ultimi anni si è davvero spinta molto avanti a livello drammatico in film come il thriller a sfondo politico The Truth Beneath, del 2016. Il suo ruolo in The Last Princess si distacca di meno dalla sua immagine cinematografica precedente, ma il suo impegno nel rivestire questo ruolo è stato straordinario. E questo è vero sia davanti che dietro la macchina da presa: in pre-produzione, quando i finanziamenti al film stavano per ridursi di molto, lei si è fatta avanti e ha salvato il film investendo il proprio denaro.
La Deok-hye del film è una donna alla quale è stato sottratto il diritto stesso di prendere decisioni nella vita. Sballottata come una scialuppa nel mare in tempesta, riceve vita e indipendenza emotiva dall’intensa interpretazione di Son. Prima che il film venisse proiettato in sala, era facile immaginare un certo numero di attrici nel ruolo della protagonista; ora, invece, non è più così: Son ha avuto il ruolo e lo ha fatto completamente suo.
Darcy Paquet
Regia: 
Hur Jin-ho
Anno: 
2016
Durata: 
127
Stato: 
South Korea

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=cSINxwvkhPU

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