Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema

RACCOGLIERE LA SFIDA: IL CINEMA TAIWANESE NEL 2016

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Nel 2016, il cinema di Taiwan ha sperimentato un altro calo nell’epoca “post-Cape No. 7”, iniziata dopo il 2008. Il botteghino generale dell’anno è sceso del 5% rispetto a quello del 2015. Le commedie drammatiche e i film adolescenziali taiwanesi, che esercitavano una grossa attrattiva per il pubblico locale, non sono stati all’altezza delle aspettative e persino i film interpretati dall’attore di serie A Chu Ke-liang, che solitamente rappresenta una garanzia per il botteghino, non sono andati bene.
Ma i registi di Taiwan hanno raccolto la sfida: At Café 6 (2016) dell’autore e ora anche regista Neal Wu Tzu-yun, My Egg Boy (2016) di Fu Tien-Yu e un film che supera le classificazioni di genere, Godspeed (2016) del regista Chung Mong-hong, sono tutti film commerciali, di alta qualità e raccontano storie coinvolgenti. Inoltre nel 2017 si attende l’uscita di nuovi film dei registi Wei-hao Cheng e Giddens Ko, che stanno entrambi esplorando uno spettro più ampio di soggetti e hanno potenziato la loro abilità come cineasti.
Dopo i blockbuster del Capodanno Lunare dello scorso anno, sono arrivati in sala Welcome to the Happy Days di Gavin Lin e 2 Idiots di Mingzheng Huang, due commedie locali che affrontano il tema dell’economia in modo umoristico e, a tratti, satirico. I risultati al botteghino sono stati però insoddisfacenti. Welcome to the Happy Days è la storia di una ragazza taiwanese che, di malavoglia, subentra nella gestione dell’alberghetto di proprietà della sua famiglia, e lì incontra un ragazzo straniero che si offre di lavorare in cambio di vitto e alloggio. Il film prende spunto dagli aspetti puramente turistici per disquisire sulle differenze culturali dei personaggi, sul significato della vita e degli stili di vita.  
2 Idiots, un road movie, narra le vicende di due manager che, dopo un fallimento, entrano per caso in un giro di usura. Il film, diretto da Mingzheng Huang, presenta la vita banale di persone qualunque con l’intenzione di scoprire il significato esistenziale della gente comune e la loro vita quotidiana.

Con la primavera sono stati invece distribuiti il poliziesco Mole of Life, e il film drammatico Hang in There, Kids! (a.k.a. Lokah Laqi!), entrambi incentrati su questioni sociali. Mole of Life, sceneggiato e diretto da Chien-yu Yu, è la storia di due fratelli, uno poliziotto e l’altro malavitoso. Sullo sfondo dei profondi cambiamenti avvenuti all’interno della società taiwanese tra gli Anni Ottanta e Novanta, quando si è passati dalla legge marziale e dal “terrore bianco” alla libertà e all’inizio della libertà di parola, Yu mostra il complesso rapporto tra le forze di polizia e la malavita, mostrando quanto il crimine organizzato possa influenzare il governo e l’apparato giudiziario. Il film era sicuramente carico di buone intenzioni ma purtroppo il risultato non è stato all’altezza dell’idea iniziale.
Lo sceneggiatore e regista Laha Mebow (Chen Chieh-Yao) ha diretto Hang in There, Kids!, una storia fresca che guarda la vita attraverso gli occhi di bambini indigeni, mostrando la loro vita quotidiana e la loro difficile transizione verso il mondo moderno. Il film ha vinto cinque premi, tra i quali quello per il miglior lungometraggio narrativo, il gran premio e il premio per la miglior regia al Taipei Film Festival, ed è anche stato selezionato come candidato agli Oscar per il miglior film straniero.
Tra i blockbuster c’erano Go! Crazy Gangster, At Café 6, Happy Dorm, The Tenants Downstairs e The Big Power dei quali i primi tre sono drammi adolescenziali. Di questi cinque, solo At Café 6 è partito bene, ma a causa di alcuni errori di distribuzione il film non ha raggiunto i risultati sperati.
Come nel caso di Giddens Ko, l’opera prima di Neal Wu At Café 6 è un adattamento del romanzo scritto dallo stesso regista sul ricordo di un amore adolescenziale. Se confrontato con altri film di formazione come You Are the Apple of My Eye (2011) e Our Times (2015), At Café 6 più che una storia romantica adolescenziale rappresenta uno sguardo nostalgico al passato.
At Café 6 si sviluppa in due parti molto diverse tra loro. La prima, alla quale fa da sfondo la vita in un liceo, possiede gli elementi tipici della commedia romantica: i due adolescenti si incontrano e si corteggiano tra situazioni comiche e qualche innocente incomprensione. La seconda parte segue la giovane coppia (interpretata da Dong Zijian e Cherry Ngan) tra la fine del liceo e l’ingresso a due università diverse, mettendo in evidenza l’abilità di Wu nel raccontare storie romantiche agrodolci. Ovviamente sorgono problemi causati dalla distanza tra i due.
 
L’attore cinese Dong Zijian, che ha avuto una nomination come miglior attore a Cannes per Al di là delle montagne (2015) di Jia Zhangke, e il taiwanese Austin Lin (a.k.a. Lin Bo-hong), che per At Café 6 ha avuto il premio come miglior attore non protagonista ai Golden Horse Awards, vestono i panni di due amici fraterni il cui senso di fratellanza è il nucleo della storia. Attraverso le interpretazioni intense dei due personaggi il pubblico riesce a sentire l’intensità emotiva, la profonda amicizia e la forte conflittualità tra i due.
At Café 6, che è il risultato della collaborazione tra Taiwan, Cina continentale e Hong Kong, avrebbe dovuto essere l’erede di Our Times. Purtroppo, però, uno scandalo riguardante il comportamento della protagonista Cherry Ngan agli esami finali dell’università, più il presunto sostegno dell’attore veterano taiwanese Leon Dai all’indipendenza di Taiwan, nonché una dura dichiarazione pubblica di Neal Wu sulle politiche cinesi hanno fatto perdere al film il pubblico della Cina continentale.
The Tenants Downstairs di Adam Tsuei è un adattamento di un precedente romanzo di Giddens Ko, e lo stesso Ko ne ha scritto la sceneggiatura. Il film mescola i vari elementi delle pellicole commerciali, vale a dire emozioni, violenza, un cupo senso dello humour, incontri erotici e suspense. L’attore cantonese Simon Yam interpreta il misterioso proprietario di una grande dimora che dà in affitto a ogni genere di locatari: un padre single con una figlia piccola, un’impiegata sexy e uno scapolo che insegna ginnastica in un liceo.
Ognuno di essi si porta dietro dei segreti ed è a sua insaputa spiato dal padrone di casa voyeur. Le crude scene di sesso, l’eccessiva violenza e il lato oscuro della natura umana presentati nel film hanno fatto accorrere al cinema un pubblico numeroso, tanto che The Tenants Downstairs è diventato il secondo film campione di incasso dell’anno con 130 milioni di dollari taiwanesi (circa 4,2 milioni di dollari USA).
Il blockbuster del Capodanno Lunare del 2016 David Loman 2 con il famoso attore Chu Ke-liang ha avuto grosso successo e, con 170 milioni di dollari taiwanesi (circa 5,5 milioni di dollari USA) è diventato il campione d’incassi dell’anno. L’altro film interpretato da Chu, The Big Power, avrebbe dovuto essere il più importante blockbuster estivo, ma ha miseramente fallito incassando solo 2,8 milioni di dollari taiwanesi (circa 90.900 dollari USA). È possibile che Chu abbia perso i favori del pubblico, ma il fenomeno è sintomo di un problema più profondo, relativo alle produzioni comiche taiwanesi, che hanno semplicemente continuato a ripetere le stesse formule di successo del passato senza introdurre innovazioni, a discapito della qualità.
L’opera seconda dello scrittore e sceneggiatore Fu Tien-Yu, My Egg Boy, un dramma romantico dal discreto budget di 80 milioni di dollari taiwanesi (pari a circa 2,6 milioni di dollari USA, una somma elevata per questo genere di film) aveva una fotografia e una scenografia raffinate. Una scena che prevedeva la presenza della neve è stata girata addirittura in Svizzera. My Egg Boy è una commedia romantica solo esteriormente, perché il suo reale intento è quello di analizzare la vita sul piano filosofico; le due trame parallele comprendono realtà e fantasia. Nella realtà la protagonista (Ariel Lin) è la manager di un’azienda che produce cibi surgelati, che si innamora di un grande chef (Rhydian Vaughan), il quale tiene molto alla freschezza di ogni ingrediente. La donna, preoccupata di diventare sterile, decide di far congelare i propri ovuli. È qui che inizia una realtà fantastica, in cui si susseguono interessanti dialoghi.
Il film di Tien-Yu parla di due desideri umani, il cibo e il sesso, e la scelta tra cibo fresco e quello congelato rappresenta la scelta tra fertilità e infertilità. My Egg Boy esplora da una certa distanza la condizione dell’amore moderno: collegando due temi molto diversi, il film cerca realtà filosofiche più profonde. Il fatto di creare una conversazione tra una madre e il suo futuro bimbo, un ovulo nuovo e un ovulo vecchio, un uovo e un seme, è qualcosa di nuovo; spingendo lo spettatore a riflettere sugli inizi della vita, My Egg Boy è molto di più di una semplice commedia romantica.

Godspeed è il quarto film di Chung Mong-hong dopo Parking (2008), The Fourth Portrait (2010), e Soul (2013), ed è anche il più famoso e il più macho dei quattro. Il regista, che proviene dal cinema commerciale, ha un magistrale talento per la composizione: Chung Mong-hong, che oltre a essere regista è anche scrittore e direttore della fotografia, crea immagini che ritraggono una realtà apparentemente vicina ma in realtà lontana.
Godspeed descrive un assurdo quanto pericoloso viaggio on the road per trasportare stupefacenti. L’attore hongkonghese Michael Hui interpreta un tassista cantonese immigrato a Taiwan da vent’anni, che una mattina incontra un malavitoso al quale è stato ordinato di portare della droga da Taipei al sud di Taiwan. I due viaggiano su autostrade e strade di campagna, si imbattono in uno strano funerale e vengono coinvolti in combattimenti tra gangster. Lungo il percorso, l’autista e il passeggero condividono le proprie vicende personali e alla fine diventano intimi amici.
Il film è stato girato nello stile abituale di Chung, con una calma violenza e un cupo senso dell’umorismo. L’intero cast è composto da attori maschi, ad eccezione della moglie del tassista, interpretata da Lin Mei-hsiu. L’intenzione del regista è quella di ridefinire l’idea della fratellanza nei film sulla malavita. Godspeed inizia con il cervello della banda (interpretata da Leon Dai) che va in Thailandia per concludere un affare legato al traffico di droga e successivamente viene presentata tutta una serie di inseguimenti all’ultimo respiro che mettono alla prova la lealtà dei protagonisti. La fiducia sta alla base di ogni relazione, che si tratti di affari o di amicizia. Tra il boss mafioso e il suo subordinato esistono dubbi e sospetti, proprio come ne esistono tra l’autista e il suo passeggero. La storia diffonde una profonda sfiducia che conduce a ulteriori complicazioni.
Godspeed ha avuto otto nomination ai Golden Horse Awards del 2016, mentre The Road to Mandalay di Midi Z ne ha avute sei. I due film sono i migliori rappresentanti del cinema taiwanese del 2016. È interessante notare che il protagonista di Godspeed è uno stressato immigrato da Hong Kong che vive a Taiwan da diversi anni, mentre The Road to Mandalay è la storia di un cinese-birmano che per poter vivere a Taiwan rischia il tutto per tutto. Midi Z è famoso per realizzare film con budget minimi e una troupe ridottissima. The Road to Mandalay aveva un budget più elevato, pari a 40 milioni di dollari taiwanesi (circa 1,3 milioni di dollari USA), e la star del cinema Ko Chen-tung (a.k.a. Chia-Kai Ko), ma questo non ha compromesso lo stile fortemente realistico del regista.

La crisi del cinema taiwanese è continuata anche all’inizio del 2017. In passato, i blockbuster del Capodanno Lunare di Taiwan potevano benissimo competere con i film hollywoodiani; quest’anno, invece The Village of No Return di Chen Yu-hsun, 52HZ, I Love You di Wei Te-sheng e Hanky Panky dell’attore Chu Ke-liang hanno incassato al botteghino locale circa cinquanta milioni di dollari taiwanesi (circa 1,6 milioni di dollari USA), quando i film del Capodanno Lunare dell’anno precedente avevano incassato circa il doppio. La situazione è allarmante, e la ragione è forse il fatto che il pubblico non ha accettato che Chen Yu-hsun si buttasse sulla commedia satirica in costume o che Wei Te-sheng facesse un musical. Hanky Panky è semplicemente la prova che il famoso attore ha perso il suo smalto.
Wei-hao Cheng è arrivato al successo nel 2015 con The Tag-Along, e ha successivamente diretto Who Killed Cock Robin e The Tag-Along 2, che usciranno in sala quest’anno e sono entrambi interpretati dall’attrice Hsu Wei-ning. Ai suoi esordi, Cheng ha catturato l’attenzione del pubblico con i cortometraggi Gao She Mo Gui? (ossia “Che sta succedendo?”) e Zu Ji Shou (“Cecchino”). Nel 2015, il suo The Death of a Security Guard ha vinto il premio come miglior cortometraggio ai Taipei Film Awards e ai Golden Horse Awards. The Tag-Along, primo lungometraggio del regista che si sviluppava con un ritmo vivace e un’atmosfera di grande tensione, ha incassato ottanta milioni di dollari taiwanesi (circa 2,6 milioni di dollari USA) al botteghino locale e si è guadagnato il sostegno del pubblico.
Who Killed Cock Robin e The Tag-Along 2 incrementano i risultati già raggiunti dal regista, permettendogli di lavorare su un una tela più ampia. Who Killed Cock Robin che, come The Death of a Security Guard, è incentrato su questioni sociali e sui media, possiede una sua profondità e analizza il lato oscuro delle lotte politiche per il potere e la natura complessa dell’etica dei media. Nel film Kai-Hsun Chuang è un giornalista che indaga sul legame tra due incidenti automobilistici avvenuti a nove anni di distanza uno dall’altro, mentre Hsu Wei-ning interpreta un superiore che ostacola le indagini e Ko Chia-yen è la misteriosa vittima.
Il cast originale del primo film, composto da Hsu Wei-ning e Huang He, è presente anche nel sequel, con l’aggiunta della star taiwanese Rainie Yang. The Tag-Along 2 continua a scavare nel lato oscuro delle esperienze traumatiche ed è decisamente più terrificante del suo predecessore.

Sei anni dopo You Are the Apple of My Eye, lo scrittore e regista Giddens Ko ha finalmente girato il suo secondo film, Mon Mon Mon Monsters. Stavolta Ko ha scritto una sceneggiatura originale e ha diretto il film senza un produttore esecutivo, sfidando i propri limiti personali e sperimentando i limiti del mercato. Ko ha inserito nuovi attori, combinato generi diversi e applicato nuove tecniche di regia. Oltre alla consumata attrice Carolyn Chen e a Yukai Deng di Partners in Crime (2014), il resto del cast è composto esclusivamente da attori esordienti. Mon Mon Mon Monsters è un violento thriller fantasy con un budget da cento milioni di dollari taiwanesi (all’incirca 3,25 milioni di dollari USA) e le riprese hanno implicato la chiusura di un’intera strada per costruire il set, e un mucchio di effetti speciali aggiunti in post-produzione.
Mon Mon Mon Monsters è una versione taiwanese del giapponese Battle Royale (2000), che narra la storia di uno studente estremamente dotato che denuncia i suoi compagni che lo bullizzano. L’insegnante decide di risolvere la questione chiedendo ai giovani coinvolti di occuparsi di una persona anziana. Questi però scoprono un piccolo mostro cannibale e iniziano a diventare sempre più malvagi man mano che lo studiano.
Mon Mon Mon Monsters si ispira al bullismo al quale Ko dovette assistere al liceo. Malgrado si tratti di un altro film adolescenziale, è anche un raro e innovativo thriller fantasy. Inoltre è un film completamente mainstream, e si prevede che avrà la stessa popolarità di You Are the Apple of My Eye.
Hsiang Yifei

Ospiti

  • CHAI Angie
  • HUANG Jimmy
  • KO Giddens
  • LIU Eugenie
  • WEI Te-sheng
  • WU Neal