Far East Film Festival 20

Udine Italy April 20th/ April 28th 2018
The Film Festival For Popular Asian Cinema

SEMPRE LA SOLITA STORIA? IL CINEMA FILIPPINO NEL 2016

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In un certo senso, per l’industria del cinema filippino il 2016 è stata la solita storia. Commedie romantiche come Imagine You and Me, The Third Party e Always Be My Maybe hanno dominato il botteghino, a fianco di melodrammi come The Unmarried Wife ed Everything About Her. Quest’ultimo risponde a tutti i requisiti del blockbuster: è un melodramma costellato di risate, interpretato da una delle attrici di maggior successo nella storia delle Filippine (Vilma Santos, che ha messo a profitto la celebrità per crearsi una carriera politica come sindaco, governatrice, e infine deputata), da una diva (Angel Locsin) e da un idolo delle folle (Xian Lim), alle prese con crisi familiari e con una trama secondaria romantica. Niente di nuovo. Barcelona: A Love Untold, da parte sua, ha consolidato l’importanza di un’altra giovane coppia cinematografica, Kathryn Bernardo e Daniel Padilla.

Vice Ganda, la formidabile star trans i cui film occupano diverse caselle nella classifica delle pellicole filippine di maggiore incasso di tutti i tempi, con Super Parental Guardians segna un ulteriore traguardo e fuga ogni dubbio sulla tenuta della sua posizione al botteghino dopo la morte improvvisa del suo collaboratore abituale, il regista Wenn Deramas. Vale la pena notare che, ad eccezione di Imagine You and Me, interpretato dalla coppia composta da Maine Mendoza e Alden Richards, tutti i film di cui sopra sono stati prodotti da Star Cinema, la società di produzione più grande e più influente delle Filippine, di proprietà della più grande e più influente rete televisiva del paese.
Sul fronte del cinema d’essai, il regista Lav Diaz ha vinto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino per Lullaby to the Sorrowful Mystery in febbraio e il Leone d’Oro al Festival di Venezia per The Woman Who Left nel mese di settembre. Entrambi i film sono stati accolti con entusiasmo dalla critica locale e internazionale, ma hanno lasciato a malapena il segno al botteghino nelle Filippine, dove sono stati oggetto di “proiezioni speciali” ma non sono usciti in sala. L’attrice Jaclyn Jose ha vinto il premio per la miglior interpretazione femminile al Festival di Cannes per il suo ruolo di trafficante di droga in Ma Rosa, battendo dive del calibro di Isabelle Huppert in Elle e Sonia Braga in Aquarius. Nemmeno Ma Rosa è stato però un successo commerciale.
E poi, è arrivato il cambiamento tanto atteso.

Per tutto l’anno i film hanno dovuto competere con una questione più urgente, più coinvolgente e viscerale: la politica. Anche per gli standard elettorali delle Filippine la corsa per le presidenziali del 2016 è stata straordinariamente emozionante. Il vincitore, Rodrigo Duterte, ha fondato la sua campagna elettorale sul cambiamento, incentrandola su una guerra senza quartiere contro la droga e sull’uccisione extragiudiziale dei criminali.
Il cambiamento che ha avuto luogo nel mondo del cinema è stato meno cruento, ma comunque drammatico. Da diversi decenni l’evento annuale più importante del settore è il Metro Manila Film Festival (MMFF), che si tiene alla fine dell’anno e dura due settimane, durante le quali nelle sale cinematografiche vengono proiettati solo film di produzione filippina. Senza produzioni hollywoodiane con cui competere, i produttori locali possono contare su uscite commerciali più redditizie.
Dalla fine degli anni Ottanta sono i governi locali a sovrintendere il MMFF e i film vengono selezionati in base alla loro “sostenibilità commerciale”, che viene determinata da un apposito comitato. Questo comitato decide sulla base degli script e della lista di interpreti potenziali che vengono presentati dai produttori. Quasi ogni anno il Metro Manila Film Festival è stato investito da polemiche, e nel 2015 la polemica è stata talmente accesa da richiedere un’indagine del Congresso.

Nel 2016 è stato costituito un nuovo comitato esecutivo per il MMFF, composto da addetti ai lavori e docenti universitari che hanno formulato la loro decisione dopo aver esaminato tutte le candidature completate e non soltanto le loro sceneggiature. Com’era prevedibile, i produttori hanno sollevato un gran polverone, perché la loro influenza commerciale era sempre stata garanzia di inserimento nel programma annuale. Le ultime ripetizioni dei film della Regal Films Mano Po e Enteng di Vic Sotto sono rimasti fuori, come pure Super Parental Guardians di Vice Ganda. Questo non è stato un problema per Super Parental Guardians, che è semplicemente uscito in sala tre settimane prima ed è diventato il film filippino di maggiore incasso di sempre. Ma gli altri film esclusi hanno incassato meno del previsto e i loro produttori hanno chiesto che il cambiamento… fosse cambiato.  
“Il pubblico invece si è espresso a favore del cambiamento intrapreso dal MMFF, ha apprezzato i film che ha visto, ne ha parlato”, dice Moira Lang, membro del nuovo comitato esecutivo del MMFF. “Il passaparola funziona ancora, è un ulteriore indicatore di un pubblico che sente e pensa. I film del MMFF che hanno avuto le interviste più positive all’uscita dalle sale hanno registrato un incremento nella vendita dei biglietti”.
L’anno scorso al MMMF ha partecipato per la prima volta un documentario, Sunday Beauty Queen di Baby Ruth Villarama, incentrato sulle lavoratrici filippine emigrate all’estero che trascorrono il loro tempo libero partecipando ai concorsi di bellezza. Saving Sally di Avid Liongoren coniuga animazione e live action per raccontare la storia di un ragazzo fantasioso innamorato di una ragazza tormentata. Oro di Alvin Yapan ha approfondito gli effetti dell’avidità in un’impresa di estrazione mineraria; Kabisera di Real Florido è un dramma familiare che tocca temi politici attuali, mentre Die Beautiful di Jun Lana affronta tematiche LGBT con una potente miscela di dramma e commedia.
Tra i titoli più noti partecipanti al MMFF vanno citati The Woman in the Septic Tank 2 di Marlon Rivera che, come il suo predecessore, punzecchia i gusti di cineasti e spettatori filippini; Seklusyon di Erik Matti, un film horror incentrato sulla religione; e Vince & Kath & James, l’unico titolo in rappresentanza di una major (la Star Cinema), una commedia romantica resa più fresca dall’avvincente interpretazione dei protagonisti.
Lang ha aggiunto: “I membri del nuovo comitato esecutivo del MMFF sono stati bombardati da solleciti e inviti basati su presupposti errati che sminuiscono la capacità del pubblico di apprezzare i buoni film. Siamo stati accusati di essere come il Grinch, quello che aveva rubato il Natale ai bambini! Continuavano a chiederci dove fossero i film per bambini al MMFF.

Chiediamolo ai produttori: perché non hanno prodotto film per bambini?”
I titoli del MMFF sono stati accolti positivamente ma, essendo per lo più film indipendenti, non potevano contare su un supporto di marketing e di pubblicità da film mainstream, necessari per attirare un vasto pubblico. Pare che alcune sale cinematografiche si siano rifiutate di proiettare i film selezionati e il festival si è concluso prima del previsto.
“Gli spettatori sono molto più intelligenti di quello che pensano alcuni operatori del settore”, osserva Lang. “Essi rispondono ai film che entrano in contatto con loro, che li coinvolgono e che hanno un rapporto qualità-prezzo corretto. I biglietti per il cinema qui non costano poco. Poi, come sempre, che i film brutti facciano fiasco è più la regola che l’eccezione”.
Joji Alonso, la cui casa di produzione Quantum Film ha prodotto The Woman in the Septic Tank 2, ha una visione più pragmatica. “Il rinnovamento del MMFF ha messo tutti nelle stesse condizioni e ha dato una grande opportunità ai registi dei piccoli film. Il festival ha le date più ambite dell’anno, e quasi tutti i titoli erano di registi indipendenti. Il pubblico però vuole andare sempre sul sicuro. I film rappresentano una delle forme di intrattenimento più economiche e chi va al cinema vuole soprattutto divertirsi. Il film di Vice Ganda lo dimostra: Super Parental Guardians non ha partecipato al MMFF ed è uscito alla fine di novembre, quando una buona percentuale dei lavoratori ha ricevuto la tredicesima. La gente aveva più soldi, e li ha usati per divertirsi”.
“Solo una percentuale risibile dei film prodotti e usciti nelle Filippine è andata in pareggio o ha creato profitto”, continua Alonso. “I nostri film fanno scalpore all’estero, ma si possono contare sulle dita di una mano i titoli che hanno successo in patria. Ecco quante persone vanno effettivamente a vedere questi film, quando vengono proiettati qui”.
Fare incetta di premi all’estero può rappresentare allo stesso tempo un aiuto e un ostacolo per le produzioni filippine. “La maggior parte dei registi che conosco, tra cui quelli che vincono premi all’estero, scambierebbero volentieri quei premi con un pubblico locale più vasto”, sottolinea Lang. “Pur affrontando questioni di interesse locale, molti dei nostri film hanno viaggiato. Ma il pubblico con cui più vogliamo entrare in contatto è quello filippino”.
“I premi vinti all’estero hanno contribuito al successo di Die Beautiful perché hanno creato curiosità intorno ad esso”, fa notare Alonso. “I riconoscimenti ottenuti da questo film gli hanno dato un forte impulso nell’ambito del MMFF, dato che la maggior parte dei film non poteva contare su grandi campagne di marketing. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i trofei conquistati ai festival internazionali non aiutano un film filippino al botteghino locale, in quanto il pubblico ha l’impressione che il film sia troppo pseudoartistico e che non lo capirà”.
Lang concorda. “Di certo, la pubblicità gratuita male non fa, e contribuisce ad accrescere la consapevolezza intorno a un film premiato, ma non basta. Solo una campagna di marketing tempestiva e ben ponderata potrà tradurre la consapevolezza in interesse per le vendite. Inoltre, le cose potrebbero andare molto meglio se gli esercenti fossero più solidali e reattivi alla crescita dei nostri registi e dei nostri spettatori”.

Il 7 marzo, il MMFF ha lanciato l’edizione 2017 dell’annuale festival cinematografico e ha annunciato la composizione del comitato esecutivo. Nel comunicato ufficiale si legge: “Dopo il successo del Metro Manila Film Festival 2016, nel quale la qualità artistica è diventata l’obiettivo principale, quest’anno il MMFF vuole proseguire nella stessa direzione, con una selezione di film in cui la qualità non è disgiunta dal potenziale di botteghino. Non abbandoneremo i risultati artistici che abbiamo ottenuto l’anno scorso, ma abbiamo necessità di spingere anche in direzione del botteghino”.
Sempre la solita storia?

Jessica Zafra