Night Bus

Night Bus è il film che a sorpresa ha conquistato il premio Citra come miglior film al Festival Film Indonesia 2017, equivalente indonesiano degli Oscar. Una vittoria che ha colto molti alla sprovvista, giacché, in virtù del suo enorme successo al botteghino (ma anche presso la critica), Satan’s Slaves (Pengabdi Setan) di Joko Anwar era quotato come prevedibile vincitore.

Opera seconda di Emil Heradi, Night Bus è un film “d’impegno” che si colloca sapientemente tra le coordinate del cinema politico e del film di genere. Come suggerito dal titolo, il racconto si incentra sulle vicissitudini lungo il percorso di una corsa d’autobus notturna. Siamo in un paese non determinato, in territori di fantapolitica, intrisa di riferimenti alla geopolitica contemporanea, dall’Indonesia e altrove. La corsa notturna è diretta verso Samper, località nota per le sue risorse naturali e da tempo al centro di una sanguinosa guerra separatista.

Una fragile tregua appena siglata ha riaperto le vie di comunicazione e un gruppo di passeggeri, motivati da differenti ragioni, sale sull’autoveicolo per raggiungere la remota località. C’è una vecchia signora, accompagnata da una bambinetta, che vuole visitare la tomba del figlio, probabilmente un ribelle caduto in battaglia, c’è una coppia di giovanissimi in fuga dalle rispettive famiglie, allettata dalla prospettiva di trovare un nuovo lavoro e una nuova vita nella città, c’è un attivista membro di una ONG che cerca i suoi colleghi scomparsi, forse rapiti dai ribelli, forse uccisi dall’esercito, c’è lo sbruffone del villaggio che non fa che vantarsi del suo enorme ego e che tratta tutti gli altri passeggeri con volgare arroganza, c’è un menestrello cieco, diretto all’isola natale, dove pare sia l’ultimo uomo rimasto, c’è una silenziosa giovane donna velata, apparentemente una dottoressa, e c’è un fotografo, intento e curioso, che capiamo subito non è interessato solo agli splendidi paesaggi che si attraversano per arrivare a Samper. A condurre l’autobus, il devoto autista Amang e il bigliettaio caciarone Bagudung, ex ragazzo di strada redento proprio da Amang. Tutti personaggi cesellati da interpreti encomiabili. In particolare, nel ruolo di Bagudung, Teuku Rifnu Wikana, anche produttore del film, si ritaglia un’interpretazione memorabile per versatilità e controllo dei registri; non a caso gli è valsa il premio Citra come miglior attore.

Questo composito campionario di umanità si vedrà piombare in un viaggio all’inferno allorché, proprio dopo aver passato l’ultimo posto di blocco prima dell’area di guerra, il comandante in servizio si vede arrivare una chiamata che annuncia la rottura della tregua e gli intima la chiusura degli accessi. Il percorso del bus notturno, quindi, si inerpica sui ripidi pendii della combinazione tra realismo e metafora. In queste lande di fantasia, si inanellano gli incontri con l’esercito regolare, con le truppe della guerriglia e i loro fuoriusciti e con i sanguinari mercenari il cui unico interesse è che la guerra prosegua a perpetuità.

Un tracciato narrativo che Emil Heradi impagina con grande scaltrezza e dominio della tensione. Le molteplici storie dei personaggi sono introdotte con tocchi rapidi e subito dopo siamo già nel vivo dell’angosciante tragitto di terrore. Perché si arriverà a momenti di dolorosissimo e implacabile orrore, quasi inattesi nella loro portata. Una escalation disturbante che deliberatamente non lascia lo spettatore indifferente. Ma non si tratta di efferatezze fini a se stesse. Il film è difatti intriso anche di umanità e di partecipata disperazione, talora quasi poetica (come nell’eccellente e succinto ritratto della silenziosa donna che gestisce la stazione di ristoro). Al di là dell’invocazione anti-bellica, quella di Emil Heradi è una prova di regia prossima al tour de force: con la sua precisione millimetrica nella scansione di piani e sequenze avvince lo spettatore al racconto così solidamente che non pesa mai l’ingente durata del film (quasi 140’). Una prova che fa ben sperare e crea curiosità attorno alle prossime fatiche di un regista tutto da scoprire.

Emil Heradi

Dopo aver diretto alcuni cortometraggi e aver partecipato al film collettivo Kita Versus Korupsi (2012), Emil Heradi ha esordito nella regia di lungometraggio con Sagarmatha (2013). Il suo secondo film, Night Bus, ha sbaragliato la concorrenza vincendo il premio come miglior film al Festival Film Indonesia 2017.

FILMOGRAFIA

2013 – Sagarmatha 
2017 – Night Bus
Paolo Bertolin
Regia: Emil HERADI
Anno: 2017
Durata: 131'
Stato: Indonesia
28/04 - 19:45
Teatro
28-04-2018 19:45 28-04-2018 22:04Europe/Rome Night Bus Far East Film Festival Teatro Nuovo Giovanni da UdineCEC Udine cec@cecudine.org

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