The Name

Cos’è un nome? Essenzialmente è la nostra identità nella società, il nostro legame con la famiglia. Il protagonista di The Name, un sobrio thriller drammatico e sfaccettato di Toda Akihiro, si è lasciato tutto questo alle spalle. Vive da solo in una vecchia casa cadente in campagna e lavora come operaio in un impianto di trattamento rifiuti; si chiama Nakamura Masao (Tsuda Kanji) ma in alcuni momenti e in alcuni luoghi usa diversi nomi falsi.

Poi, proprio quando il suo datore di lavoro scopre il suo imbroglio e sta per licenziarlo, un’adolescente spilungona (Komai Ren) sbuca fuori da chissà dove, dicendo di essere sua figlia, e fornisce una copertura alle sue bugie. Per il momento la crisi viene evitata, ma Masao non ha la più pallida idea di chi sia la studentessa che lo ha salvato e che, invece di ritornare da dove è venuta, si intrufola allegramente nella sua vita.

Tratto da una novella del premiato autore Michio Shusuke, The Name ci consegna nelle scene iniziali una vivace commedia sull’inversione di ruoli, con la misteriosa e sorridente ospite di Masao che dà una sistemata alla sua casa caotica e lo batte abilmente al bowling, mentre lui brancola nel buio per dare un senso alla presenza della ragazza – e giustificarla agli altri. Si decide per la definizione di “giovane amica”, ma quando rimane solo con lei non fa mai nessun gesto ambiguo, invece i due diventano amici, malgrado lei lo stuzzichi e lui continui a fornire deboli scuse per tutti i suoi sotterfugi e bugie.

A questo punto la storia cambia registro per diventare un dramma in cui i personaggi si svelano, senza però cadere nell’eccessivo sentimentalismo tipico di questo genere cinematografico in Giappone. La nostra protagonista è Hayama Emiko, che vive con la madre single e conduce più o meno la tipica vita di un’adolescente, finché il fidanzato (Kanjuji Tamotsu) della sua migliore amica Riho (Matsumoto Honoka) annuncia in modo plateale che è innamorato di lei.

Intanto scopriamo qualcosa in più sui veri trascorsi di Masao, che comprendono una ex moglie (Tsutsui Mariko) che si è rifiutata di avere un figlio da lui e che attualmente non vuole aver nulla a che fare con Masao, malgrado i goffi tentativi di lui per riconquistarla.

La sceneggiatura di Moriguchi Yusuke si sposta abilmente tra queste due storie, mentre Masao ed Emiko scoprono man mano i reciproci segreti e vediamo che hanno più cose in comune di quanto appaia inizialmente, a cominciare dal loro isolamento e dalle maschere che indossano per nascondere i loro veri pensieri e sentimenti. Ma proprio quando la storia sembrerebbe assestarsi sull’ormai familiare modello in cui diavolo e acqua santa si mescolano, per non dire che si “innamorano”, c’è un improvviso cambio di direzione che scompagina completamente tutto quel che pensavamo di conoscere sui due protagonisti.

L’attore veterano Tsuda Kanji interpreta tipi loschi come Masao ormai da diversi anni, ma a questo ruolo conferisce una nuova disperazione invece di riciclare il passato. Il film comunque poggia completamente sull’interpretazione di Komai Ren nel ruolo di Emiko – un’originale e convincente combinazione di seduzione e spensieratezza, di isolamento e dolore. Quasi da sola Komai riesce a portare il film oltre la sua trama a sorpresa fino a un dramma di rivelazioni che spazzano via le false maschere per giungere a una verità inattesa. Il nome da ricordare è il suo.

Toda Akihiro 

Toda Akihiro è nato nel 1983 nella prefettura di Nara e si è laureato in drammaturgia alla Kindai University. A Kindai ha studiato il metodo dell’attore, mimo e docente di recitazione francese Jacques Lecoq. Toda ha studiato cinematografia autonomamente, vincendo premi per i suoi cortometraggi, ed ha lavorato anche come sceneggiatore, direttore di scena e insegnante di recitazione. Nel 2014 è uscito il suo primo lungometraggio, il dramma familiare anticonformista Tangerines on Cat, seguito lo stesso anno da Yokotawaru Kanojo, un drammatica su due sorelle che vivono insieme ma che entrano in rotta quando una delle due trova un fidanzato. Toda ha realizzato anche un episodio dell’horror antologico del 2017 Kuruibana.

FILMOGRAFIA

2008 – Hana no Fukuro
2010 – Yuugure
2014 – Tangerines on Cat
2014 – Yokotawaru Kanojo 
2017 – Kuruibana (the segment Waltz) 
2018 – The Name
Mark Schilling
Regia: TODA Akihiro
Anno: 2018
Durata: 114'
Stato: Japan
26/04 - 17:30
Teatro
26-04-2018 17:30 26-04-2018 19:24Europe/Rome The Name Far East Film Festival Teatro Nuovo Giovanni da UdineCEC Udine cec@cecudine.org

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