Venus Talk

Shin-hye (Uhm Jung-hwa, Singles) lavora come produttrice per un’emittente televisiva via cavo. Volitiva e ambiziosa, viene notata da un collega molto più giovane di lei, Hyeon-seung, sulla ventina, e dopo una serata ad alto tasso alcolico i due finiscono a letto insieme. Leggermente imbarazzata (ma anche segretamente elettrizzata) per questa avventura con un uomo molto più giovane di lei, la liquida come una storia da una botta e via. Ma quando, il giorno dopo, lui si presenta con un mazzo di fiori in mano, si ritrova invischiata in una situazione alquanto imbarazzante.

Mi-yeon (Moon So-ri, HaHaHa) crede non ci siano grossi problemi nel suo rapporto con il marito, proprietario di un distributore di benzina: hanno una vita sessuale attiva alimentata dal desiderio insistente e apparentemente inesauribile di Mi-yeon. In realtà suo marito prende di nascosto il Viagra. Oppresso dalle richieste della moglie, e sentendo che i suoi sentimenti vengono completamente ignorati, lui ha ormai perso ogni desiderio nei suoi confronti.

Hae-young (Cho Min-soo, Pieta) vive sola con la figlia con la quale ha un rapporto molto stretto, ma ha da poco cominciato a vedersi con un falegname di nome Seong-jae (Lee Kyeong-young), che le trasmette un forte senso di appagamento e felicità. Man mano che la loro relazione si fa più profonda, il rapporto tra Hae-young e sua figlia inizia un po’ a incrinarsi.

Il film del 2003 Singles è molto amato e molto presente nella memoria della comunità cinematografica coreana, anche perché era straordinariamente interpretata da Uhm Jung-hwa e da Jang Jin-young, tragicamente morta di cancro allo stomaco sei anni più tardi. Il film coglieva perfettamente le preoccupazioni delle donne coreane a cavallo tra i venti e i trent’anni di età, ed ora il regista Kwon Chil-in ritorna sull’argomento con un film che parla di donne sulla quarantina. Di per sé Venus Talk è divertente, profondo, sexy, piacevole e triste allo stesso tempo, e vale davvero la pena vederlo, ma a chi ricorda ancora Singles, questo film porterà qualche eco del film precedente che gli aggiunge maggior profondità.

Shin-hye, Mi-yeon e Hae-young sono molto amiche, ma questo non significa che non mantengano dei segreti le une con le altre. Dato che nelle loro vite avviene un certo numero di sviluppi inattesi e a volte stupefacenti, le tre amiche cercano spesso il sostegno delle altre, ma viste le varie personalità a volte si sentono troppo a disagio o in imbarazzo per condividere i propri timori. Questa amicizia ben delineata tra le tre protagoniste rimane al centro del film, ma si può opinare che non ne è il nucleo centrale. Il regista Kwon e lo sceneggiatore Lee Su-ah, invece, utilizzano una varia collezione di scene ed esperienze individuali per tracciare il ritratto di un’intera generazione.

Per questa ragione, ci sono in Venus Talk diversi elementi che probabilmente toccheranno gli spettatori in modo decisamente personale. Il pubblico a cui è destinato il film può essere quello delle donne coreane tra i trenta e i quarant’anni (oggi il maggior segmento di spettatori tra la popolazione della Corea del Sud), ma la sua portata è decisamente più ampia, grazie ai personaggi ben tratteggiati (sia le protagoniste che i ruoli di contorno) e una narrazione forte, ricca di sfumature. Il film inoltre non teme di diventare più cupo quando serve, rendendo gli eventi del film sorprendentemente reali. Bisogna ammetter che la sua struttura frazionata rende difficile portare gli eventi a una conclusione soddisfacente, e la sua scena conclusiva è  probabilmente la più debole di tutta la storia (malgrado un cameo della pop star coreana Boa). Ma nel complesso, il film è straordinariamente ben fatto.

Come ha già avuto modo di dimostrare in Singles ed Hellcats (entrambi presentati al Far East Film), Kwon Chil-in è bravissimo a lavorare con i suoi attori. Nelle interpretazioni si coglie una qualità rilassata che giova molto a questo film. In particolare, Cho Min-soo e Lee Kyeong-young possono essere definiti una delle migliori coppie cinematografiche naturalmente affascinanti e commoventi degli ultimi anni. Anche se non fanno molto più che stare seduti insieme a chiacchierare, guardarli sullo schermo è un piacere immenso.
Darcy Paquet
FEFF: 2014
Regia: KWON Chil-in
Anno: 2014
Durata: 108'
Stato: South Korea

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