Cry

Cry
t.l. Grido
叫び声 (Sakebigoe)

Japan, 2019, 77’, Japanese
Directed by: Watanabe Hirobumi
Script: Watanabe Hirobumi
Photography (b&w): Bang Woo-hyun
Editing: Watanabe Hirobumi 
Music: Watanabe Yuji
Executive Producers: Watanabe Hirobumi, Watanabe Yuji
Production Company: Foolish Piggies Films
Cast:Watanabe Hirobumi, Hirayama Misao, Hisatsugu Riko

Date of First Release in Territory: TBA
Premiere status: International Premiere


In tutti i suoi film, eccetto il primo – la commedia su uno scansafatiche And the Mud Ship Sails Away... del 2013 – Watanabe si esibisce anche come attore, pronunciando monologhi comici su qualunque genere di argomento, solitamente all’interno di un’auto e in compagnia di un guidatore silenzioso che a volte è il protagonista e a volte no. 

È facile dedurre che tali personaggi riflettono la vera personalità e il punto di vista personale di Watanabe. Il cineasta è un fan dei Beatles così come lo è il personaggio che interpreta in Party ‘Round the Globe, operaio in un’azienda di elettronica che riflette sulle proprie esperienze ai concerti passati di Paul McCartney e sulle aspettative riguardo al prossimo concerto che si terrà a Tokyo e al quale ha intenzione di partecipare. E questo è solo uno di molteplici esempi. 
Che dire, allora, di 7 Days (2015) e Cry (2019), due film in cui Watanabe è protagonista ma non pronuncia una sola parola? Nel primo il protagonista alleva mucche e nel secondo maiali, ma nessuno dei due film è un racconto documentaristico sulla vita in una fattoria, o meglio in una stalla. 

Si tratta invece di esercizi di stile e forma che prendono atto di un aspetto fondamentale e spesso ignorato della vita di gran parte dell’umanità: la sua estrema ripetitività nel susseguirsi delle ore e dei giorni. Quando 7 Days, opera seconda di Watanabe, venne presentato al Tokyo International Film Festival, le reazioni di critica e addetti ai lavori furono contrastanti: dopo l’umorismo cupo e facilmente leggibile di And the Mud Ship Sails Away..., questo film venne visto da alcuni come una sorta di ripiegamento verso l’autoindulgenza autoriale – oppure come un atto di suicidio commerciale.  
Girato in bianco e nero, il film seguiva il protagonista (Watanabe) in un susseguirsi di giornate banali che non hanno nulla a che fare con una storia convenzionale, mentre l’intreccio drammatico è sostituito da lunghe passeggiate attraverso la spoglia campagna della prefettura di Tochigi.

Quando, quattro anni dopo, Cry venne presentato nella sezione Japanese Cinema Splash dello stesso festival, altri film di Watanabe erano già stati distribuiti in Giappone e all’estero. Per quanto simile a 7 Days per struttura e soggetto, Cry suscitò reazioni diverse e più positive e la giuria della sezione conferì a Watanabe il premio per la miglior regia. 
Come mai un simile cambiamento? Arrivati a Cry era ormai chiaro che, film dopo film, Watanabe stava creando un suo universo personale in cui il film rappresentava una sorta di sintesi della sua personale visione del mondo. 
Come molti personaggi di Watanabe, il lavoratore in un allevamento di maiali di Cry, interpretato dal regista stesso, ripete i medesimi gesti giorno dopo giorno, senza cedimenti o lamentele. La sua routine quotidiana inizia con una faticosa camminata attraverso campi sferzati dal vento o dalla pioggia e prosegue quando dà da mangiare, fila dopo fila, ai maiali grufolanti e subito dopo butta il loro letame in una carriola. 

Nei panni dello stoico protagonista, Watanabe svolge queste e altre attività come se le avesse ripetute per anni, dando così credibilità al film e, insieme all’operatore Bang Woo-hyun, suo collaboratore abituale, crea immagini piene di potenza e persino di bellezza. Le riprese dei suini che si nutrono voracemente e che instancabilmente si spostano all’interno di affollati recinti sono prive di sentimentalismo e per certi versi minacciose, intensificate dall’ininterrotta cacofonia dei suini nella stalla.
Nel contempo, le carrellate strette di Bang su Watanabe che cammina con la sua larga schiena sempre perfettamente al centro dell’inquadratura, conferiscono ordine all’azione, e lo staccato delle percussioni nella colonna sonora di Watanabe Yuji, fratello del regista, aumenta la drammaticità. Infine, quando dopo una giornata di lavoro il protagonista cena con l’anziana nonna, altrettanto silenziosa, cala una specie di pace. 
In Cry il quotidiano si riveste di un significato in qualche modo assurdo, che si svolga fra i grugniti o tra i silenzi.


Nato nel 1982 a Otawara, nella prefettura di Tochigi, Watanabe Hirobumi si è laureato in letteratura giapponese e, dopo la laurea, è entrato alla Japan Academy of Moving Images. Il suo progetto di diploma, il film di 41 minuti The Light Pig of August(Hachigatsu no Karui Buta), ha ricevuto il Grand Prix al Fuji Film Lovers Festa, oltre ad altri riconoscimenti. 
Nel 2013, insieme al fratello Yuji, compositore di musica per film, ha creato la Foolish Piggies Films nella sua città natale di Otawara. La loro prima produzione è stata anche l’esordio nel lungometraggio di Watanabe, And the Mud Ship Sails Away..., che è stato presentato alla 26a edizione del Tokyo International Film Festival ed ha avuto diverse proiezioni fuori dal Giappone. Il film è uscito nelle sale giapponesi nel dicembre 2014. 
Il suo secondo film, 7 Days, ha vinto il premio come miglior film nella sezione Japanese Cinema Splash del 28° Tokyo International Film Festival. È stato invitato a diversi altri festival e ha vinto il Nippon Vision Jury Award alla 17a edizione del festival Nippon Connection. In seguito Watanabe ha girato almeno un film all’anno, sempre con il fratello Watanabe Yuji come autore della colonna sonora e Bang Woo-hyun come direttore della fotografia. 
Tuttavia, per il suo film più recente, I’m Really Good (2020), Watanabe ha fatto anche da cameraman. Questo è anche il suo primo titolo nel quale non appare sua nonna, deceduta lo scorso anno all’età di 102 anni. Dopo quasi un decennio di coerenza, più o meno con le stesse persone davanti e dietro la cinepresa, la carriera di Watanabe sembra essere arrivata a una svolta. 
             
FILMOGRAFIA SELEZIONATA
2013 – And the Mud Ship Sails Away...
2015 – 7 Days
2016 – Poolside Man
2018 – Party ‘Round the Globe
2018 – Life Finds a Way
2019 – Cry
2020 – Kamata Prelude (segment)
2020 – I’m Really Good
Mark Schilling
Regia: Watanabe Hirobumi
Anno: 2019
Durata: 77'
Stato: Japan
30/06 - 15:00
Far East Film Festival Online
30-06-2020 15:00 30-06-2020 16:16Europe/Rome Cry Far East Film Festival Far East Film Festival OnlineCEC Udine cec@cecudine.org
Disponibile in tutto il mondo per tutta la durata del Festival

Photogallery