Life Finds a Way

Life Finds a Way
t.l. La vita trova la sua strada  
普通は走り出す (Futsu wa Hashirimasu)
Japan, 2018, 127’, Japanese

Directed by: Watanabe Hirobumi
Script: Watanabe Hirobumi
Photography (b&w): Bang Woohyun
Editing: Watanabe Hirobumi
Music: Watanabe Yuji
Executive Producers: Watanabe Hirobumi, Watanabe Yuji 
Production Company: Foolish Piggies Films 
Cast: Watanabe Hirobumi, Kurosaki Takanori, Matsumoto Marika, Hagiwara Minori, Koga Yako, Kato Sakiko, Honoka, Nagai Chihiro, Tsukui Tomio, Hisatsugu Riko

Date of First Release in Territory: November 17th, 2018


Prima o poi nella loro carriera tutti gli artisti incontrano un intoppo creativo o arrivano a un punto morto, e Watanabe Hirobumi non fa eccezione – o forse sì? Nel semiautobiografico Life Finds a Way interpreta un regista che si chiama anch’egli Watanabe e che fatica a scrivere una sceneggiatura e a trovare i fondi necessari al suo prossimo progetto. Il film mescola umorismo autocritico e invenzione stilistica in modi divertenti e che suscitano riflessione, da cui emerge soprattutto il concetto che un’eccessiva riflessione sui perché e i percome del fare cinema conduca alla paralisi del regista, seppur tra le risate del pubblico. 

Come già in parecchi altri suoi film, a cominciare da Poolside Man del 2016, Watanabe trascorre buona parte del tempo in auto, farneticando di fianco a un guidatore silenzioso. Stavolta il malcapitato ascoltatore è l’occhialuto e imperturbabile Kurosaki (Kurosaki Takanori), assistente regista di Watanabe nonché suo amico di infanzia. Ancora una volta il personaggio Watanabe sembra esprimere il vero punto di vista del suo creatore, seppur con meno filtri e inibizioni: prima paragona il crowdfunding all’accattonaggio e si lamenta di come operatori disonesti ne facciano uso per sottrarre denaro a sostenitori ingenui, ma subito dopo pronuncia la frase “Sai mica chi potrebbe finanziarmi?”

Una risposta la cerca al municipio di Otawara, la cittadina della prefettura di Tochigi dove abita il vero Watanabe. Accompagnato da Kurosaki, Watanabe arriva a una riunione con il sindaco indossando degli occhiali da sole, presumibilmente per darsi delle arie da affascinante uomo di spettacolo, ma la sua richiesta di denaro viene accolta dal silenzio glaciale del sindaco e da grandi risate della sua segretaria. 

Il tutto risulta divertente ma anche dolorosamente familiare per più di un regista indipendente, in Giappone o altrove; tuttavia Watanabe non sta solo cercando di suscitare delle risate, ma è anche un autore raffinato e surrealista che sa trovare il grottesco nella quotidianità, come un David Lynch giapponese. Mentre il suo alter ego cinematografico si muove nel proprio quotidiano, noi spettatori osserviamo elementi ricorrenti che possono risultare via via inaspettatamente belli, strani o inquietanti. 
Ad esempio, quasi tutte le persone che Watanabe incontra nel suo peregrinare sono di sesso femminile, dall’anziana nonna, che siede muta e paziente mentre lui ciondola per la casa in cui entrambi vivono, a una bambina (Hisatsugu Riko) con cui va a pescare. Nella maggior parte dei casi, comunque, si tratta di donne giovani e attraenti come la cameriera del suo bar preferito, la cassiera del suo cinema preferito, la dentista che controlla il suo dente cariato mentre lui protesta e si dimena, la bibliotecaria che lo rimprovera ripetutamente perché ride troppo sonoramente o la dottoressa che lo mette severamente in guardia sul fatto che il suo stile di vita poco sano lo porterà a una morte precoce. 

Si tratta soprattutto di incontri comici, ma, a partire dalla lettera di un’appassionata di cinema che (attraverso i toni soavi del narratore) afferma che Watanabe è un pessimo regista, le donne consegnano la loro opinione sul cinema e sui cineasti direttamente alla macchina da presa – e non sempre si tratta di musica per le orecchie di Watanabe. 

A fare da contrappunto ci sono i Triple Fire, una band post-punk giapponese i cui testi aforistici (“Più sei brutto, più sei gentile” e “Dio vede tutto”) e le intense sonorità elettroniche ben si adattano alla reale visione del mondo di Watanabe. La maggior parte della colonna sonora del film, però, è come sempre opera del fratello minore di Watanabe, Yuji, compresi i classici cavalli di battaglia che a volte sembrano congelare l’azione sullo schermo, mentre il vento soffia sulle campagne deserte. E il Watanabe del racconto, con la macchina da presa che ostinatamente lo segue, avanza verso una nuova avventura. 

Nato nel 1982 a Otawara, nella prefettura di Tochigi, Watanabe Hirobumi si è laureato in letteratura giapponese e, dopo la laurea, è entrato alla Japan Academy of Moving Images. Il suo progetto di diploma, il film di 41 minuti The Light Pig of August (Hachigatsu no Karui Buta), ha ricevuto il Grand Prix al Fuji Film Lovers Festa, oltre ad altri riconoscimenti. 
Nel 2013, insieme al fratello Yuji, compositore di musica per film, ha creato la Foolish Piggies Films nella sua città natale di Otawara. La loro prima produzione è stata anche l’esordio nel lungometraggio di Watanabe, And the Mud Ship Sails Away..., che è stato presentato alla 26a edizione del Tokyo International Film Festival ed ha avuto diverse proiezioni fuori dal Giappone. Il film è uscito nelle sale giapponesi nel dicembre 2014. 
Il suo secondo film, 7 Days, ha vinto il premio come miglior film nella sezione Japanese Cinema Splash del 28° Tokyo International Film Festival. È stato invitato a diversi altri festival e ha vinto il Nippon Vision Jury Award alla 17a edizione del festival Nippon Connection. In seguito Watanabe ha girato almeno un film all’anno, sempre con il fratello Watanabe Yuji come autore della colonna sonora e Bang Woo-hyun come direttore della fotografia. 
Tuttavia, per il suo film più recente, I’m Really Good (2020), Watanabe ha fatto anche da cameraman. Questo è anche il suo primo titolo nel quale non appare sua nonna, deceduta lo scorso anno all’età di 102 anni. Dopo quasi un decennio di coerenza, più o meno con le stesse persone davanti e dietro la cinepresa, la carriera di Watanabe sembra essere arrivata a una svolta. 

FILMOGRAFIA SELEZIONATA
2013 – And the Mud Ship Sails Away...
2015 – 7 Days
2016 – Poolside Man
2018 – Party ‘Round the Globe
2018 – Life Finds a Way
2019 – Cry
2020 – Kamata Prelude (segment)
2020 – I’m Really Good
Mark Schilling
Regia: Watanabe Hirobumi
Anno: 2018
Durata: 127'
Stato: Japan
02/07 - 15:00
Far East Film Festival Online
02-07-2020 15:00 02-07-2020 17:06Europe/Rome Life Finds a Way Far East Film Festival Far East Film Festival OnlineCEC Udine cec@cecudine.org
Disponibile in tutto il mondo per tutta la durata del Festival

Photogallery