Money Has Four Legs

Italian Premiere
White Mulberry Award for First Time Director Nominee

Money Has Four Legs
t.l. Il denaro ha quattro zampe

Myanmar, 2020, 100’, Burmese
Directed by: Maung Sun
Screenplay: Maung Sun, Ma Aeint
Photography (color): Thaiddhi
Editing: Myo Min Khin
Production Design: Lone Lone Kavan
Costumes: Yupar Mo Mo
Music: Ko Ko, Lone Lone Kavan, Eastern Scorpio
Sound: D.R.E.A.M. Sound Works
Producers: Maung Sun, Ma Aeint
Production Company: Electronic Pictures Production
Cast: Okkar Dat Khe, (Wai Bhone), Ko Thu (Zaw Myint), Khin Khin Hsu (Seazir), Hein Thiri San (Meemi), Phay Thadi (producer Tin Htut), Hane Latt (censor)

Date of First Release in Territory: TBA


Il nostro cuore sta col popolo birmano oppresso dal colpo di Stato, e questo sentimento coincide con la presenza al FEFF di un film che, come avverte una didascalia all’inizio, celebra i 100 anni del cinema birmano. Money Has Four Legs è una commedia disinvoltamente cinefila, in cui il regista esordiente Maung Sun ha riversato un elemento autobiografico ispirato alla sua vita di cineasta indipendente. Non per nulla il film inizia con il regista protagonista Wai Bhone (Okkar Dat Khe) che ascolta il monologo del dirigente della censura: troppo fumo, troppe parolacce, troppo sesso, i cattivi devono costituirsi o morire alla fine, ci vuole un messaggio pro-polizia – dopo di che il censore ammazza una mosca sbattendoci sopra la Legge sul Cinema del 1996.

Wai Bhone è un giovane regista, figlio di un premiato maestro defunto, alle prese col suo primo lungometraggio dopo dei filmetti straight-to-video. Sta girando il remake di un classico film di gangster birmano del 1940, Bo Aung Din (che fu diretto da Shwe Done Bi Aung, con Khin Maung Yin nel ruolo del protagonista). Wai è pieno di guai personali e professionali: la famiglia non ha un soldo ma la moglie Sleazir (Khin Khin Hsu) vuole mandare la figlioletta Meemi a lezioni private; sul set, in aggiunta ai problemi con la censura (eterno flagello del cinema birmano), gli attori fanno quello che vogliono, mancano i permessi per le location, e Wai è in lite col produttore – amante di un’attrice incapace – che vuole più scene d’amore perché costano meno di quelle d’azione. Peggio ancora, suo cognato Zaw Myint (Ko Thu), un ex galeotto ubriacone preso come comparsa, gli rompe la macchina da presa, e Wai non sa come fare a ripagarla.

Nella disperazione, Wai decide di rapinare assieme a Zaw una banca disonesta che sta per chiudere dopo aver rovinato i correntisti. Inutile raccontare tutto lo svolgimento tragicomico che segue... Il finale coi soldi che volano via ha un sapore alla I soliti ignoti (si sa, i “colpi” dei poveracci non riescono mai). È molto intelligente l’accostamento di questa scena in montaggio parallelo con il rito buddhista che si svolge in contemporanea per benedire la casa: la preghiera sulla condivisione dei meriti si applica pure a queste banconote disperse per strada e raccolte dalla gente. Molte banconote finiscono anche nell’acqua del fiume: l’inanità del desiderio nella forma gentilmente ironica del film, dove i riferimenti al buddhismo non sono rari.

Michel Hazanavicius (The Artist) è accreditato come consulente alla sceneggiatura. In sintonia con l’ambientazione cinematografica, il racconto si consente un paio di scherzi metanarrativi gustosi. A un certo punto, per esempio, vediamo il “finale”, con tanto di fermo immagine sul protagonista e credits che cominciano a scorrere – ma solo per scomparire subito, perché arriva una telefonata, il film riprende e la storia continua per altri 15 minuti. Con un uso ripetuto di canzoni che fanno da commento alla situazione (ma il più divertente coinvolge l’opera teatrale Ramayana), il film ha qualcosa di cordiale nella sua semplicità; si vede con piacere e se ne apprezzano i dettagli, compreso lo sguardo fugace sui dirimpettai del protagonista. La bella fotografia, non lirica, firmata Thaiddhi restituisce realisticamente una Rangoon povera e affollata.

 

 

Maung Sun

Maung Sun ha iniziato la carriera come animatore e ha poi cominciato a scrivere sceneggiature. Dichiara che Money Has Four Legs, il suo primo film, è ispirato dalle sue esperienze come cineasta indipendente in Myanmar. Il film ha avuto la sua “prima” mondiale al 25° Busan International Film Festival nel 2020 ed ha partecipato nel 2021 a Helsinki Cineasia.

FILMOGRAFIA

2020 – Money Has Four Legs

Giorgio Placereani
Regia: Maung SUN
Anno: 2020
Durata: 100'
Stato: Myanmar
27/06 - 8:45
Visionario, Via Asquini 33
27-06-2021 8:45 27-06-2021 10:25Europe/Rome Money Has Four Legs Far East Film Festival Visionario, Via Asquini 33CEC Udine cec@cecudine.org
27/06 - 15:00
Far East Film Festival Online
27-06-2021 15:00 27-06-2021 16:40Europe/Rome Money Has Four Legs Far East Film Festival Far East Film Festival OnlineCEC Udine cec@cecudine.org
28/06 - 16:15
Visionario, Via Asquini 33
28-06-2021 16:15 28-06-2021 17:55Europe/Rome Money Has Four Legs Far East Film Festival Visionario, Via Asquini 33CEC Udine cec@cecudine.org
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