Opening Night

77 titoli in programma (52 in concorso) provenienti da 13 cinematografie, una retrospettiva, una monografia, un omaggio al nuovo cinema indipendente coreano, un restauro in anteprima mondiale e più di 100 eventi tematici nel cuore della città: ecco, per la ventunesima volta, il maggiore avamposto europeo del cinema popolare asiatico. Ecco il Far East Film Festival di Udine.

I riflettori si accenderanno venerdì 26 aprile con l’anteprima mondiale del potentissimo Birthday (ore 20.00) seguito dall’anteprima italiana del super action hongkonghese Bodies at Rest (ore 22.25). Ad accompagnare Birthday sul palco saranno la regista, Lee Jong-un, e la straordinaria protagonista: Jeon Do-yeon, la più grande star femminile del cinema asiatico contemporaneo. Incoronata a Cannes per Secret Sunshine, la regina sarà incoronata anche a Udine con il Gelso d’Oro alla Carriera, affiancando nella hall of fame dei giganti orientali Jackie Chan, Joe Hisaishi, Brigitte Lin e Johnnie To.

Sempre parlando di colossi dell’entertainment asiatico, saranno premiati con il Gelso d’Oro alla carriera anche altri due guest of honour: mister Anthony Wong, autentica leggenda vivente di Hong Kong (torna a Udine dopo vent’anni esatti: fu ospite del primissimo FEFF!), e la meravigliosa diva-attivista cinese Yao Chen, 80 milioni di follower, che Time Magazine ha inserito fra le 100 persone più influenti del mondo. E il mondo, fino a sabato 4 maggio, si darà appuntamento al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”.

Film di oggi e film “di domani”. Film che parlano la lingua dell’attualità, cominciando dalle 14 opere prime incluse nella line-up (concorrono per il Gelso Bianco e saranno sottoposte all’esame di tre giurati: Giovanna Fulvi, programmatrice del Toronto Film Festival, Freddy Bozzo, storico fondatore del BIFFF – Brussels International Fantastic Film Festival, e Mattie Do, prima e unica regista donna del Laos). Film che, a volte, indagano lo stesso tema da angolazioni completamente diverse, come le tre stupende ballate senili Only The Cat Knows, Romang, Heaven’s Waiting: una giapponese, una coreana, una filippina. Come cambia la percezione della realtà, da nazione a nazione?

Un affascinante “gioco delle differenze” che non si esaurisce qui e nemmeno nell’atteso remake coreano del nostro Perfetti sconosciuti (cioè Intimate Strangers): il FEFF 21 ci ha costruito sopra un segmento speciale, The Odd Couples, curato da mister Roger Garcia. 2 “strane coppie” di gemelli cinematografici dove l’Oriente si misura col proprio “doppio” occidentale e viceversa (My Name Ain’t Suzie /Il Mondo di Suzie Wong City On Fire/Le Iene). 

Altro segmento speciale 100 Years of Korean Cinema: I Choose Evil – Lawbreakers Under the Military Dictatorship. Una retrospettiva (8 film) e una monografia messi a punto dal FEFF 21 con il sostegno del KOFIC (Korean Film Council) e la collaborazione del KOFA (Korean Film Archive), ragionando sui concetti di “libertà” e di “censura”.
    
Il cinema, al Far East Film Festival, non viene solo celebrato (3 anteprime mondiali, 12 internazionali, 18 europee), ma viene anche declinato al futuro: quest’anno sono 15 i progetti scelti per Focus Asia, il market del Festival, e 10 per Ties That Bind, il workshop Asia/Europa. Oltre 200 i professionisti del settore attesi a Udine, da 36 paesi, e c’è un’importante novità: il Co-Production Day. Un grande tavolo di lavoro che, il 1° maggio, radunerà filmmaker e produttori, europei e asiatici, per analizzare e sviluppare l’accordo co-produttivo Italia/Cina del 2018.

Non resta che aggiungere… buio in sala: it’s FEFF 21 time!