Riempire le platee: l’esercizio cinematografico a Hong Kong riprende vita

È dagli anni Novanta che l’industria cinematografica hongkonghese ha vita difficile. I suoi problemi non si riflettono solo nella diminuzione del numero di produzioni locali e nella contrazione delle entrate al botteghino, ma anche nelle fortune dell’esercizio locale. Sebbene la quota di mercato del cinema di Hong Kong abbia continuato a diminuire, negli ultimi anni il numero totale degli schermi è aumentato: dopo aver fatto registrare un certo calo durante il primo decennio del millennio, ora sta riprendendo vigore.

A Hong Kong gli esercenti avevano un grosso peso. Secondo i dati governativi, nel 1993 c’erano 119 sale cinematografiche, per un totale di 188 schermi, con oltre 120.000 posti complessivi. Il numero di sale però è diminuito gradualmente, tanto che nel 2013 c’erano solo 45 sale, con 194 schermi e solo 36.000 posti a sedere. Ciò significa che in vent’anni Hong Kong ha perso il 60% delle sale cinematografiche e il 70% dei posti a sedere.

Un fattore che ha giocato un ruolo importante nella chiusura dei cinema è costituito dai prezzi elevatissimi degli immobili di Hong Kong. La maggior parte delle sale si trovava all’interno di centri commerciali e i proprietari pensavano che affittando lo spazio a marchi famosi avrebbero ottenuto un ritorno migliore. Di conseguenza, i cinema hanno dovuto chiudere o sono stati costretti a trasferirsi in luoghi meno attraenti.

Inoltre, la politica che prevedeva, all’interno della pianificazione urbanistica, la costruzione di una certa quantità di cinema, è stata abbandonata e ciò ha comportato, tra il 1997 e il 2000, la chiusura su larga scala dei cinema stessi. Il numero totale dei cinema è calato del 40%, passando da 100 a 60. Le cifre sono rimaste così fino al 2013 e Hong Kong si è ritrovata ad avere la minor percentuale di cinema pro capite di tutta l’Asia. Nel 2013 le sale erano distribuite in modo non uniforme; più del 28% dei posti a sedere erano concentrati nella zona commerciale di West Kowloon, mentre alcuni quartieri non avevano nessuna sala.

Da allora il mondo dell’esercizio è cambiato enormemente. Tra il 2013 e il 2018 il numero di cinema è aumentato da 43 a 56, con un incremento netto di 13 cinema, mentre il numero totale di posti ha superato i 40.000. È interessante notare anche che la maggior parte di questi nuovi cinema non si trovavano nei principali distretti economici o commerciali ma erano vicini a zone residenziali, come negli anni Ottanta.

Otto siti erano già utilizzati come cinema e sono stati ristrutturati. Alcuni di questi, che avevano uno o due schermi, sono stati suddivisi in quattro o cinque sale, una scelta che permette di ampliare l’offerta di film per il pubblico e rendere anche più facile riempire il cinema. Queste soluzioni, insieme a poltrone più confortevoli e prezzi competitivi dei biglietti, dovrebbero far tornare il pubblico nei cinema locali invece che in centro città. Per fidelizzare i clienti di questo tipo di cinema, di solito all’inizio si propongono biglietti a prezzi estremamente bassi e si organizzano eventi della comunità per sostenere la frequenza regolare.

Ci sono alcune ragioni dietro l’aumento dei cinema. In primo luogo, il cambiamento nel mercato immobiliare e locativo. Gli affitti estremamente alti hanno portato a prezzi elevati, che hanno determinato la contrazione delle vendite nei negozi. L’affitto per un cinema diventa più abbordabile quando gli affitti diminuiscono. Inoltre, i proprietari hanno la garanzia di un affitto stabile, perché di solito le locazioni cinematografiche durano un decennio. Questo tipo di sicurezza fa sentire i proprietari più a loro agio in un mercato immobiliare in declino.

Ci sono più circuiti cinematografici che entrano nel mercato. Nel 2010 i principali circuiti cinematografici erano cinque: Broadway, Unite Artists, Multiplex Cinema, Golden Avreste e Newport. A metà del 2013 Cinema City, appartenente a Pegasus Entertainment Holdings, ha aperto il suo primo cinema rilevando la sala migliore, la UA Langham Place a Mongkok, e ribattezzandola Cinema City Langham Place. Cinema City ha ampliato la propria rete e nel giro di due anni è arrivato a gestire cinque cinema. Pegasus è entrato nel business del cinema per sviluppare e rafforzare la propria attività di distribuzione. Avendo delle sale proprie, infatti, Pegasus può distribuire più facilmente le proprie produzioni.

La strategia sembra essere condivisa da Emperor Movie Group, uno dei maggiori distributori e grande produttore locale. Emperor si è qualificato come esercente trasformando due piani di un centro commerciale da negozio di CD a multisala con cinque schermi. Sebbene Emperor gestisca solo due cinema, si prevede che ne aprirà almeno tre quest’anno, diventando a tutti gli effetti un operatore di rilievo nel mercato locale.

Per quest’anno si prevede l’apertura a Hong Kong di almeno altri quattro cinema, tre dei quali situati in zone residenziali. Inoltre, nel cuore dell’area dello shopping di Tsim Sha Tsui dovrebbe aprire un multisala con 12 schermi, anche IMAX. Tutto lascia supporre, quindi, che l’esercizio cinematografico continuerà a svilupparsi in modo sano nel prossimo futuro.
Ryan Law