Glitter

Tokyo nel futuro prossimo. Dopo un grande terremoto, la città è diventata un deserto dove regnano terrore e violenza. I sopravvissuti sono in gran parte fuggiti e solo pochi fuorilegge continuano ad abitare in questa zona anarchica, controllata da Shamo, un assassino a sangue freddo che riunisce attorno a sè un manipolo di maniaci. Uno dei suoi uomini è stato ucciso e Sudo e Ishibashi sono sulle tracce dell'autore del crimine. Ad uccidere è stata Kanna, una ragazza che porta abiti maschili. Kanna salva un uomo fuggito dal mondo esterno e chiede a Mitsuo di aiutarlo. Mitsuo possiede un chiosco nel quale vende la sua ragazza Yasuko a clienti paganti: quando avranno guadagnato abbastanza, intendono scappare da quella desolazione. Mitsuo, che conosce il nascondiglio di Kanna, tenta di contrattare con Shamo, ma viene fatto prigioniero… Due anni dopo il terremoto di Kobe, Toshiro Enomoto con Glitter dà vita ad una visione apocalittica di Tokyo dopo il prossimo terremoto, basandosi sulla sceneggiatura di Kishu Izuchi, uno dei giovani sceneggiatori più promettenti della scena attuale. Il film si ispira ai manga giapponesi, soprattutto per la banda di Shamo e il personaggio di Kanna, la giovane capace di proteggere e salvare. C'è poco da sperare in questa desolazione animalesca dove prevalgono gli istinti primitivi. Le proporzioni della produzione di Glitter sono insolite per un pink eiga e il film dimostra che si possono fare film di fantascienza senza costosi effetti speciali e computer grafica. Con un budget inferiore a 30.000 dollari americani, Enomoto e l'operatore Koichi Sato riescono a presentarci una anti-utopica Tokyo post-terremoto, che risulta molto più realistica, ad esempio, di Swallowtail Butterfly di Shunji Iwai.
Roland Domenig
FEFF: 2002
Regia: Enomoto Toshiro
Anno: 1997
Durata: 60'
Stato: Japan