A Laughing Frog

Cosa succede quando una ojosama (una figlia viziata della buona borghesia giapponese) deve mettere i piedi per terra, nel momento in cui suo marito, banchiere d’élite, si rivela essere un donnaiolo pieno di debiti e infine un fuggiasco? In The Laughing Frog la risposta dell’eroina a una tale catastrofe è fedele all’etichetta delle ojosama: Ryoko (Otsuka Nene) vivrà pure nella villa in campagna dei genitori dopo la scomparsa del marito, con debiti per 85 milioni di yen, ma continua a pensare solo ed esclusivamente a se stessa e cerca di farlo al meglio, ci mancherebbe. Ha ancora la giovinezza, la bellezza e quella sua ineffabile aria ojosama di chi ha diritto a tutto. Quando riappare il maritino Ippei (Nagatsuka Kyozo), con l’aspetto di un barbone, Ryoko si accascia in un mancamento molto signorile, ma quando rinviene è come se il panico non fosse mai entrato nella sua mente ben organizzata. Ordina tranquillamente a Ippei di mettere la biancheria sporca in lavatrice e di nascondersi nello sgabuzzino quando arrivano visite. Attraverso uno spioncino Ippei scopre presto diversi fatti penosi. Uno di questi è che Ryoko ha un nuovo amante, il padre di una ragazza a cui impartisce lezioni private. Un altro è che la polizia locale ritiene che Ippei sia nelle vicinanze. Il nuovo amante, Yoshizumi (Kunimura Jun), intaglia lapidi funerarie con pretese artistiche ed è tutto ciò che il disgraziato e arruffato Ippei non è: affascinante, di successo nella sua professione, ottimo cuoco. Piace anche alla volgare madre di Ryoko (Yoshimura Izumi). Viene fuori che anche la mamma ha un nuovo uomo, un arzillo antiquario cinquattottenne. Ippei fa promettere a Ryoko che non andrà a letto con Mister Lapide finché lui è sotto lo stesso tetto. Quando però arriva Yoshizumi e le fa un massaggio lenitivo ai piedi, Ryoko si fa meno determinata. La tortura del povero Ippei è appena agli inizi. Hirayama resiste alla tentazione di trasformare questo materiale in una sitcom. Invece di infarcire di battute comiche il dialogo dei personaggi, mette a nudo tranquillamente ma inesorabilmente le loro scuse, le loro illusioni e le loro bugie. Basato sul romanzo Toriko di Fujitsu Yoshinaga, A Laughing Frog è attento al modo in cui la società giapponese seleziona vincenti e perdenti, nei rapporti personali come in tutti gli altri aspetti. Ippei crede di poter rientrare in gioco; Ryoko, sebbene in superficie sia tutta femminilità dolce e remissiva, calcola ogni sua mossa secondo una logica glaciale. Casomai Hirayama smorza un po’ troppo gli umori comici del cast, ma l’ambiguità di tono che ne risulta (è un dramma o una commedia?) ci tiene sulle spine sul destino di Ippei fino alla fine. Perché le rane del laghetto della villa ridono? Decidete un po’ voi.
Mark Schilling
FEFF: 2003
Regia: HIRAYAMA Hideyuki
Anno: 2001
Durata: 111
Stato: Japan