Gli otto film ero-guro girati da Ishii Teruo per la Toei dal 1968 al 1973 hanno ampiamente fissato la sua reputazione di “re del cult” sia in Giappone che all’estero: ma nessuno di essi quanto Horror of the Malformed Men. Tratto dai racconti di Edogawa Ranpo (Hirai Taro, 1894-1965), che aveva preso a prestito il nome e l’estetica da Edgar Allan Poe, il film è quanto di meglio Ishii abbia fatto in termini di stranezza ed eccesso e viene riproposto di frequente in Giappone. Ma nonostante sia il suo film più famoso, non è disponibile in Giappone in video: la Toei non vuole affrontare le inevitabili proteste che saluterebbero l’uscita del film sugli scaffali dei negozi. “Alcuni gruppi eccepiscono sull’immagine che dà dei disabili”, ha spiegato un dirigente della Toei.
Tuttavia, il film non è tanto l’omologo giapponese del controverso Freaks di Tod Browning, quanto la lettura che Ishii dà della grottesca visione artistica di Edogawa, supportata dall’interpretazione di Hijikata Tatsumi (1929-1986), il fondatore della scuola di danza Butoh e la migliore delle creature del sottosuolo brillantemente “deformate” del film.
Il film ha inizio con il mistero di uno strano omicidio. Hirosuke (Yoshida Teruo) uno studente in medicina che lavora in un ospedale per malati di mente, scopre che Hatsuyo (Yumi Teruko), una ragazza di sua conoscenza che lavora in un circo, è stata uccisa. Determinato a trovare l’assassino, egli prende un treno per la regione di Hokuriku, vicino al Mar del Giappone. Durante il viaggio legge sul giornale di un’altra morte, questa volta di un suo caro amico, Komoda Genzaburo. Nel frattempo, il padre di Genzaburo, Komoda Saigoro (Hijikata), un tipo misterioso con le dita palmate, è partito per un’isola deserta.
Fingendo di essere Genzaburo, Hirosuke entra nella casa dei Komoda. Stranamente tutti, la moglie di Genzaburo, Chiyoko, sua figlia Shizuko e il maggiordomo Hirukawa, lo accettano come fosse davvero Genzaburo. Poi Chiyoko viene uccisa e Genzaburo/Hirosuke porta la figlia e la servitù sull’isola. Sulla spiagga essi incontrano Saigoro che li conduce in un’umida e profonda caverna dove incontrano Hideko (Yumi Teruko, in un doppio ruolo) una creatura che assomiglia stranamente a Hatsuyo, ma non è del tutto umana. Come scopriranno presto con loro grande orrore e sconcerto, le stranezze sono appena cominciate.
Nel ruolo di Saigoro, Hijikata è l’“effetto speciale” più impressionante del film. Con la sua barba incolta, i suoi capelli lunghi e arruffati e il vestito fluttuante, ha l’aspetto del profeta pazzo di una fede sacrilega. Muovendosi fra le rocce della sua isola-regno con la determinazione e con la grazia obliqua e inquietante di un granchio, egli offusca i confini tra reale e irreale, tra umano e inumano. Non solo sa più di quanto racconta, ma anche molto più di quanto noi stessi vogliamo immaginare. Che voi sorridiate o rabbrividiate alle sue azioni insane, riuscirete difficilmente a farlo uscire dai vostri incubi.
Mark Schilling