Opera raffinata e atmosferica di un regista di talento, Mist si colloca giustamente tra i film principali del cinema coreano degli anni Sessanta. Tratto da un romanzo di Kim Seung-ok del 1964 dal titolo Trip to Mujin, il film di Kim Soo-yong narra la storia di Gi-joon, un impiegato del ceto medio di Seoul, che fa un viaggio nella sua città natale, Mujin. Rivedere i luoghi della sua giovinezza, luoghi e persone familiari, gli scatena ricordi del suo passato difficile. Nel frattempo, Gi-joon conosce una giovane e bella maestra che desidera ardentemente di fuggire dalla sua esistenza limitata a Mujin. Man mano che i due diventano più vicini, anche Gi-joon prova lo stesso desiderio di fugggire dalla moglie, che ha sposato per denaro, e dall’aridità della vita moderna.
Ritratto vibrante e profondo dei suoi giovani protagonisti, Mist è degno di nota anche per i suoi risultati estetici. Kim sperimenta con il suono e il montaggio per dare al film un tocco consapevolmente modernista. La storia si mantiene entro la prospettiva di Gi-joon, ma i flashback e la struttura dell’intreccio trasmettono al film un senso di stream of consciousness. Durante lo sviluppo della storia l’Io passato e quello presente di Gi-joon instaurano un dialogo che lo porta a riconsiderare la sua vita da una diversa prospettiva.
Come la nebbia che avvolge la città natale del protagonista, Mist non fornisce risposte certe alle domande che solleva. Vediamo che Gi-joon ha lottato tutta la vita per diventare moderno, ma ora che ha raggiunto i suoi obiettivi, ci chiediamo che cosa in realtà abbia ottenuto. Le aspirazioni e la personalità della maestra riecheggiano fortemente quelle del protagonista, ma anche lei viene lasciata senza alcuna direzione precisa nella vita.
Malgrado il suo tono sommesso e alquanto pessimistico, Mist è anche compassionevole nel ritratto che fa di due persone che si liberano della tradizione per cercare nuove strade. La generazione coreana a cui il film era originariamente rivolto, era nota per le sue idee nuove e per la ricerca di una realizzazione personale. Ma anche per il pubblico contemporaneo, Mist rimane un film introspettivo e intenso.
Darcy Paquet