Black comedy su tre donne che per soldi fanno a pezzi i cadaveri, Out vanta un casting accurato, una vivace recitazione corale e una regia virtuosistica da parte di Hirayama Hideyuki, che capisce sia la commedia che il dramma ed è in grado di miscelare abilmente i due generi per ottenere un effetto di grande intrattenimento. Per quanto la premessa della storia sia un po’ un espediente, essa è utilizzata dal film non solo per scavare in profondità nel rapporto tra le donne, ma anche per studiare una società alle prese con una recessione decennale. Non è uno spettacolo carino, ma Hirayama & C. lo rendono appassionante. Per quanto sia macabro il nuovo lavoro part-time delle tre protagoniste, chi può escludere che farebbe altrettanto, in una situazione spiacevole come la loro?
Quattro amiche - Masako (Harada Mikiko), Yoshie (Baisho Mitsuko), Kuniko (Muroi Shigeru) e Yayoi (Nishida Naomi) - lavorano insieme in una fabbrica di pasti preconfezionati. Ma per quanto la vita alla catena di montaggio possa apparire monotona, il peggio le aspetta a casa. Masako è intrappolata in un matrimonio senza amore. Yoshie passa le sue giornate prendendosi cura della suocera vecchia e inferma. La sventata Kuniko è una malata dello shopping disperatamente indebitata con l’affabile usuraio locale. La graziosa Yayoi è all’ottavo mese di gravidanza ma il marito la picchia quando perde al gioco, cosa che avviene quasi quotidianamente. Un giorno, Yayoi strangola il bruto nel sonno, finché lui non smette di respirare. Presa dal panico, chiama Masako e la prega di aiutarla a nascondere il corpo.
Masako, che è un tipo pratico, decide di sezionare il maritino e gettarne via i pezzi. Per questo compito raccapricciante però ha bisogno di una mano, e chiama Yoshie ad aiutarla. Poi, proprio quando Masako e Yoshie si accingono a iniziare il lavoro, arriva Kuniko a chiedere un prestito. Le altre due la coinvolgono subito, malgrado le sue vibrate proteste, e le tre donne insieme fanno il lavoro sporco. Kuniko, però, è sbadata nello smaltimento dei pezzi che le sono stati assegnati. La scoperta dei resti del cadavere attira l’attenzione dell’usuraio, che (non si sa come) fa due più due e arriva dalle donne con una proposta di affari: “Vedete ragazze, c’è questo corpo che...”
Qui altri registi giapponesi diventerebbero farseschi e leziosi, ma Hirayama mantiene saldamente Out sui binari precedentemente tracciati. Malgrado le assurde complicazioni che seguono, le tre donne non si trasformano in personaggi da cartone animato; diventano esperte in questo compito che non si sono scelte, e iniziano a capire cosa conta davvero nella loro vita. Anche la stupidissima Kuniko comincia ad immaginare una vita che vada al di là di Prada e Gucci.
Mark Schilling