The Housemaid

Ritenuto da molti il miglior film coreano mai fatto, The Housemaid di Kim Ki-young è un complesso e brillante esempio di regia che, in termini di creatività, sta alla pari di qualsiasi film contemporaneo nel cinema mondiale. Ingiustamente caduto nell’ombra fino alla sua “riscoperta” alla fine degli anni Novanta, The Housemaid è una rara opera d’arte, che troppo pochi nel mondo hanno avuto l’occasione di vedere. Il film, che si ispira a una notizia di cronaca dell’epoca, parla di una famiglia tradizionale che abita in una casa a due piani, simbolo di ricchezza a quel tempo. Dong-shik insegna musica alle operaie, mentre sua moglie passa tutto il giorno alla macchina per cucire cercando di guadagnare quanto basta per pagare i conti di casa. Un giorno la moglie crolla per il troppo lavoro; Dong-shilk chiede a una delle sue allieve alla fabbrica di trovargli una cameriera. Però la cameriera che assumono si comporta in modo bizzarro e imprevedibile, spia le mosse di Dong-shik e acchiappa i topi a mani nude. Un incidente che accade di lì a poco spinge la donna ad architettare la distruzione della famiglia, e l’ordine confuciano del ménage familiare va a pezzi per opera della maligna ed energica cameriera. La casa a due piani scelta dal regista come ambiente principale del film è vista come un simbolo della moderna famiglia borghese co-reana. Tuttavia, al di là della superficie di apparente normalità della casa, vediamo elementi più oscuri e primitivi invadere lo spazio familiare: operai edili che fanno intrusione nella vita quotidiana, topi che sembrano impazziti, e alla fine la cameriera stessa, che porta lo scompiglio con spirito possessivo ed energia sessuale. Avvalendosi di un montaggio geniale e una fotografia piena d’inventiva, Kim presenta un tormentoso racconto di vita moderna, che ha un forte peso sia estetico sia simbolico.
Darcy Paquet
FEFF: 2003
Regia: Kim Ki-young
Anno: 1960
Durata: 107
Stato: South Korea