Tachibana Shinichi (Takakura Ken) sta scontando una condanna a tre anni nella prigione di Abashiri ad Hokkaido, la Siberia del Giappone. Per i lavori forzati è ammanettato a Gonda (Nanbara Hiroshi), un pessimo soggetto che è stato in carcere cinque volte. Tachibana litiga con Gonda e con uno dei boss del carcere, Yoda (Abe Toru), ma di solito si tiene alla larga dai guai. Il direttore del carcere (Tamba Tetsuro) lo prende addirittura in simpatia e presenta la domanda per permettergli di andare a trovare la madre malata.
Poi, quando a Tachibana restano solo sei mesi da scontare, Yoda, Gonda e altri galeotti tentano la fuga, saltando giù da un camion della prigione e scappando nei boschi. Ancora incatenato a Gonda, Tachibana è costretto ad andare con loro. Quando il direttore viene a sapere che il suo prigioniero modello è scomparso si sente tradito. Quando poi gli dicono che Gonda ha aggredito sua moglie diventa furioso, e giura che darà la caccia ai due evasi fino a quando non li avrà trovati, vivi o morti.
L’inseguimento che segue è ispirato a La parete di fango, il film su un’evasione diretto da Stanley Kramer nel 1958, con Tony Curtis e Sidney Poitier; solo che non è ambientato nel soleggiato Sud, bensì a Hokkaido in pieno inverno. In una delle scene clou, Tachibana e Gonda si danno da fare freneticamente su un carrello di servizio della ferrovia scendendo a gran velocità per una montagna innevata di Hokkaido, mentre il direttore su un altro carrello, in un inseguimento mozzafiato, li prende a fucilate. In un’altra scena, Gonda e Tachibana hanno l’idea disperata di spezzare la catena che li tiene uniti sdraiandosi accanto ad un binario ferroviario al passaggio di un treno, Tachibana sul binario, Gonda dall’altra parte.
Oltre alle scene d’azione, grande motivo d’attrazione per il pubblico dell’epoca era costituito dal brano musicale Abashiri Bangaichi (“Prigione di Abashiri”), interpretato dalla voce roca di Takakura: una specie di Folsom Prison Blues di Johnny Clash in versione giapponese, che divenne un grande successo e venne inserito in tutti e dieci gli episodi della serie diretti da Ishii.
Altro elemento di richiamo fu l’interpretazione di Arashi Kanjuro nel ruolo di un anziano recluso che improvvisamente si rivela essere il leggendario oyabun Onitora e che dimostra di essere un lottatore ancora degno della sua temibile reputazione. Sugli schermi fin dal 1927, per interi decenni grande star dei drammi in costume, Arashi divenne un’istituzione all’interno della serie Abashiri Bangaichi.
Il film divenne un grandissimo successo e catapultò Takakura nel firmamento delle grandi star. Ishii andò avanti per dieci episodi e dopo il decimo, Abashiri Bangaichi - Fubuki Toso (Abashiri Prision - Battle in the Driving Snow), lasciò il timone ad altri registi ingaggiati dalla Toei, che diressero altre otto puntate, chiudendo nel 1972.
Mark Schilling