Gwang-sik non è mai stato particolarmente bravo a parlare con le donne. Quando era uno studente universitario si è preso una sbandata per una donna di nome Yun-kyung, ma le circostanze e la sua mancanza di coraggio gli hanno impedito perfino di avvicinarsi, nonostante lei sembrasse interessata a lui. Anni dopo Gwang-sik, che ora gestisce un piccolo studio fotografico, si imbatte di nuovo in Yun-kyung. Ma è davvero cambiato qualcosa in lui?
Gwang-sik ha un fratello più giovane, Gwang-tae. Gwang-tae non ha nessuno dei problemi che tormentano Gwang-sik: rimorchiare ragazze è per lui quasi un’abitudine inconscia, portarsele a letto un gioco da ragazzi. Liberarsene dopo è altrettanto facile, eccettuate le volte che si innamorano e gli tirano sassi contro la finestra. Un giorno però incontra una donna di nome Kyung-jae, che è un filo troppo intelligente, troppo bella, troppo matura per lui da gestire. Improvvisamente, si sente confuso per quanto riguarda i rapporti con le donne proprio come suo fratello Gwang-sik.
Le commedie che si basano sui personaggi più che sulle situazioni farsesche o divertenti spesso durano più a lungo nella memoria, e When Romance Meets Destiny (titolo coreano: “Gwang-tae, fratello minore di Gwang-sik”) è una delle commedie coreane più memorabili del 2005. Il regista e sceneggiatore Kim Hyun-seok propone un ottimo dialogo, alcuni colpi di scena imprevisti nella trama, e humour agrodolce in abbondanza, che producono una sorpresa cinematografica piacevole, nonostante un finale leggermente deludente.
Più di qualsiasi altra cosa, il film illustra l’importanza di un buon casting. Se nessuno degli attori si può definire un vero divo, ognuno di loro è così perfettamente adatto al proprio ruolo, e le combinazioni di ruoli sono talmente interessanti che il pubblico è rimasto istintivamente affascinato, tanto che il film ha venduto ben più di due milioni di biglietti. Questo, forse, è il vero potere che sta dietro lo star system coreano.