“LA VITA È IMPERMANENZA” INTERVISTA CON JOHNNIE TO KEI-FUNG

Johnnie To Kei-fung è entrato alla rete televisiva di Hong Kong TVB nel 1972, diventando regista-sceneggiatore e produttore. To ha diretto il suo primo film, The Enigmatic Case, nel 1980 e da allora la sua filmografia si è arricchita di molti successi di pubblico e di critica. Nel 1996 ha fondato la società di produzione Milkyway Image, lavorando a stretto contatto con lo sceneggiatore-regista Wai Ka-fai. La società ha destato attenzione per i suoi apprezzati thriller, tra i quali A Hero Never Dies (1998) e The Mission (1999), prima di dare il via a una serie di film di grande successo commerciale con l’uscita del campione d’incassi del 2000, diretto da To e Wai, Needing You. Nel 2003 To ha co-diretto insieme a Wai Love for All Seasons, Turn Left Turn Right e Running On Karma. È inoltre uscito, dopo un lungo periodo di produzione, il film poliziesco di To PTU, che ha vinto il premio per la Migliore Regia ai XXIII Hong Kong Film Awards. Quando ha iniziato a lavorare su Running On Karma, qual era l’obiettivo iniziale della storia? Perché il tema guarda al karma? Wai Ka-fai ed io abbiamo concepito inizialmente Running On Karma come un film commerciale: avere Andy Lau che recita in una commedia con effetti speciali per il make-up. Tuttavia, dopo aver fatto una serie di commedie nel 2001 e nel 2002, e con il mercato sommerso da film di genere simile, abbiamo deciso di cambiare direzione e realizzare film con una maggiore componente drammatica ma - speriamo - altrettanto divertenti per il pubblico. L’argomento del film è venuto da Wai Ka-fai. Hong Kong ha avuto molte esperienze negli ultimi due anni. Questo film esprime la filosofia buddhista secondo la quale “la vita è impermanenza”. Quali sono state le difficoltà nell’adattare questi argomenti a un film mainstream? La sfida era essere sicuri che il pubblico capisse quello che rappresenta il personaggio di Andy Lau e cosa affronta. Siamo stati sorpresi che il finale del film abbia registrato molte reazioni positive e abbia beneficiato del passaparola del pubblico normale, non solo della critica. Eravate preoccupati della reazione del pubblico al film, quando è arrivato nelle sale? Lo slogan del film, “Le sole cose da portare nella prossima vita sono le azioni accumulate in questa vita”, è diventato un modo di dire popolare a Hong Kong. Non era quello che ci aspettavamo mentre realizzavamo il film. Erano state preparate versioni diverse prima che il film uscisse? C’era una versione alternativa, preparata per il mercato della Cina continentale. Abbiamo dovuto tirar via molte delle idee del film per essere approvati dalla censura cinese. Si è parlato molto del costume di muscoli per Andy Lau, nell’imminenza dell’uscita. Qual era il significato della sua immagine di monaco culturista soprannaturale? Una persona può avere un gran fisico e capacità nelle arti marziali, ma possiede anche un cuore generoso nel perdono, così da liberarsi dal ciclo del peccato? Questo è essenzialmente il dilemma che affronta il personaggio di Andy Lau. Come in Running On Karma, anche la storia di Turn Left Turn Right parla del destino. In che misura avete modificato o aggiunto elementi alla sceneggiatura e ai temi in Turn Left Turn Right rispetto al testo originale? L’argomento del film nasce dal libro originale di Jimmy Liao: imparare ad amare e apprezzare ogni relazione e ogni incontro, perché non sappiamo mai quando il destino interverrà. Wai Ka-fai ed io abbiamo deciso di tenerci stretti al concetto originario del libro, anche se per ragioni commerciali abbiamo aggiunto due figure di contorno, per inserire una variazione nel tema del film. Questo film rappresenta per lei e per la Milkyway Image la prima collaborazione con la Warner Bros. In che cosa la produzione è stata diversa dagli altri vostri film di Hong Kong? Turn Left Turn Right è stato finanziato dalla Warner Brothers Asia, e in termini di finanziamento e di produzione il film ha seguito il modello tipico del cinema di Hong Kong. La perizia della Warner Bros. è nella promozione e nella distribuzione, e credo sia proprio di questo che il nostro film ha beneficiato maggiormente. È stato accolto bene in tutto il sud-est asiatico. Sebbene Turn Left Turn Right sia stato considerato un “film da studio”, avevamo il totale controllo creativo sul prodotto finale.
Tim Youngs