QUALITÀ, NON QUANTITÀ IL CINEMA DI HONG KONG NEL 2003

Nel 2003 il numero di nuovi film prodotti da Hong Kong ha continuato a diminuire, ma lo stesso non si può dire per la qualità delle produzioni. In un anno complessivamente difficile per Hong Kong, molti cineasti locali hanno lavorato per elevare gli standard dei loro film. Il grande successo di Infernal Affairs alla fine del 2002 aveva dimostrato come il pubblico rispondesse positivamente a standard di sceneggiatura e di produzione più elevati, e gli autori di quel film sono stati tra coloro che hanno indicato la strada da seguire nel 2003. I maggiori successi di botteghino dell’anno, i thriller polizieschi Infernal Affairs II e III, hanno completato una trilogia e hanno raccolto forti incassi in autunno e a Natale. L’ambizioso secondo episodio della trilogia ha riportato, con un prequel, gli spettatori a un periodo più colorito, rimpolpando i personaggi presentati nel primo film e introducendo nuovi ruoli chiave. Infernal Affairs III, che ha superato il secondo in termini di incasso, ha riportato indietro i protagonisti del primo episodio mediante l’utilizzo di lunghi flashback, e ha aggiunto altri elementi all’intreccio con alcuni misteriosi nuovi personaggi. Un altro risultato notevole è stato Running On Karma di Johnnie To e Wai Ka-fai. Discostandosi nettamente dalle loro riuscite commedie per l’alta stagione, i due co-registi hanno confezionato un inverosimile successo nel campo del cinema mainstream, col karma come base. Impacchettando un argomento difficile con l’azione poliziesca il soprannaturale, le arti marziali e un commercialissimo costume di muscoli per il protagonista, Running On Karma ha offerto al pubblico uno spettacolo intelligente e avvincente. Questi successi di pubblico e di critica sono usciti nella seconda metà del 2003. Nella prima parte dell’anno, le prospettive erano molto meno rosee. Il Capodanno cinese presentava un listino privo di interesse: il film più invitante era My Lucky Star, un film sul feng shui di Vincent Kok. Poco tempo dopo, la diffusione della SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) in febbraio e marzo ha ostacolato seriamente l’industria cinematografica prima di Pasqua. Molti hongkonghesi hanno preso a evitare i locali pubblici, cinema compresi, e le date di uscita dei film sono state spostate. Quando nuovi film mainstream hanno ripreso gradualmente la programmazione, commedie come Honesty e Why Me Sweetie?! hanno attirato gli studenti - con le scuole chiuse - e gli spettatori abituali, allettati a ritornare nelle sale da biglietti gratuiti. Al tempo dell’uscita, a fine maggio, di Truth or Dare: 6 th Floor Rear Flat, la gente faceva di nuovo la fila al botteghino. In giugno, The Twins Effect guidava la classifica del box office della prima metà dell’anno. Nel 2004 si delinea chiaramente la tendenza dell’industria cinematografica alle coproduzioni tra cineasti hongkonghesi e cinesi. Questo sviluppo ha fornito all’industria una spinta più che necessaria, specialmente quando si è calmato il problema SARS. Il CEPA (accordo di partenariato economico fra stati confinanti), sottoscritto dal governo di Hong Kong e da quello centrale cinese, ha permesso agli autori hongkonghesi di avere accesso al pubblico della Cina continentale. L’entusiasmo per le coproduzioni ha superato perfino i discorsi su una cinematografia panasiatica degli scorsi anni. Le società hongkonghesi che guardano al di là del confine devono però essere prudenti e rispettare le restrizioni della Cina. Oltre a evitare il nudo e le storie nelle quali i cattivi vincono, i cineasti devono anche evitare elementi sovrannaturali, come i fantasmi. Le sceneggiature devono essere approvate prima dell’inizio delle riprese. Alcuni cineasti si sono già attrezzati preparando due versioni, per la Cina e per Hong Kong. Altri sono andati sul sicuro in entrambi i territori. The Death Curse di Soi Cheang è un film eccezionale che ha percorso prudentemente la seconda strada, diventando così il primo horror di Hong Kong a essere distribuito contemporaneamente anche in Cina. Una serie di film del 2003, forse in risposta alla crisi SARS e alle attuali difficoltà economiche di Hong Kong, analizzano il processo del cambiamento. Il più riuscito è l’edificante Lost in Time di Derek Yee, nel quale una ragazza (Cecilia Cheung) perde il fidanzato, ne prende il posto come conducente di minibus e si aggrappa al passato parlando alla segreteria telefonica dell’amato. In seguito la donna fa amicizia con un collega autista di minibus, interpretato da Lau Ching-wan, e la sua vita cambia. Il film di Yee riesce a impostare i suoi personaggi come normali hongkonghesi che lavorano sodo sulle strade, con una caratterizzazione che tocca le corde giuste del pubblico. Carol Lai ha affrontato tematiche analoghe in The Floating Landscape, un’opera interessante ambientata a Quingdao, nel nord della Cina. Il film vede una ragazza hongkonghese, interpretata da Karena Lam, recarsi in questa città per trovare un paesaggio disegnato dal defunto fidanzato. Anche lei dialoga con il passato - riscrivendo le annotazioni del diario di lui - e trova sostegno in uno straniero gentile. Anche Hidden Track di Aubrey Lam è la storia ottimistica di una ragazza che si allontana dal passato, sebbene la storia non abbia la forza dei film di Yee e Lai. Un’altra opera emozionante è l’incantevole Turn Left Turn Right di Johnnie To e Wai Ka-fai, vivace adattamento di un racconto dell’autore taiwanese Jimmy Liao. Parla di due aspiranti fidanzati che non riescono a ritrovarsi una seconda volta. In altro campo, Joe Ma si è allontanato dalla commedia con The Sound of Colors, ispirato anch’esso all’opera di Liao, una gradevole storia d’amore tra la cieca Miriam Yeung e il sensale di matrimoni Tony Leung Chiu-wai. Altri film degni di nota sono The Source of Love di Stephen Shin, un misurato film cristiano che presenta personaggi interessanti in un ambiente familiare difficile; l’originale Give Them a Chance di Herman Yau, che racconta della scalata al successo di una troupe, autentica, di ballerini; e il rutilante Miss Du Shiniang di Raymond To, per il quale il regista ha trasferito sul grande schermo la propria pièce teatrale del 1996, Miss To Sup-neung, lasciando intatto lo stile teatrale. Per quanto riguarda la commedia, Pang Ho Cheung ha fatto ritorno con Men Suddenly in Black. Con una brillante sceneggiatura liberamente tratta da Wise Wives and Foolish Husbands di Chor Yuen, Pang ha ravvivato la vecchia formula dei furbastri che corrono la cavallina con alcuni cambiamenti e colpi di scena deliziosamente moderni. Il grezzo Ronald Cheng ha fatto colpo, verso metà anno, con Dragon Loaded, una folle commedia demenziale su un improbabile poliziotto. Truth or Dare: 6th Floor Rear Flat di Barbara Wong ha saputo divertire con una commedia spesso cruda ambientata in un appartamento condiviso da diverse persone, che è piaciuta agli spettatori universitari. Sandra Ng ha ripreso il ruolo di prostituta che aveva in Golden Chicken nel sequel, Golden Chicken 2. Come il suo (più riuscito) predecessore, Golden Chicken 2 rispecchia la società di Hong Kong nelle imprese della donna, seguendola nella sua adolescenza, nel 2003 e nel futuro. Nel corso dell’anno i film d’azione hanno ottenuto risultati diversi. Jackie Chan è apparso nel film hongkonghese più costoso finora, The Medallion, ma al film mancava il colore locale e il pubblico lo ha accolto con freddezza. Invece gli onori del vertice del box office per i film d’azione sono toccati a The Twins Effect, uno spettacolo molto divertente che contrappone la coppia pop delle Twins (Charlene Choi e Gillian Chung) a vampiri che mirano al dominio del mondo. Altri film d’azione da ricordare sono Colour of the Truth di Wong Jing e Marco Mak, PTU di Johnnie To e Heroic Duo di Benny Chan. Sebbene venisse pubblicizzato come una copia di Infernal Affairs, Colour of the Truth si è rivelato un poliziesco d’azione raffinato, con una bella serie di ottime interpretazioni. PTU, ambientato in una sola notte, presenta una sceneggiatura serrata, mentre Heroic Duo punta all’azione su larga scala, sfoggiando scene d’azione vertiginose accanto a elementi da thriller psicologico. Il regista veterano Lau Kar-leung si è rifatto al passato con il suo film di arti marziali vecchio stile Drunken Monkey. Prodotto dagli Shaw Brothers, questo film di kung fu ha offerto un piacevole cambiamento di ritmo a qualche spettatore curioso e nostalgico. Arti marziali anche in Star Runner di Daniel Lee, che narra di un torneo e vede tra i protagonisti attori taiwanesi e coreani. Gli horror non hanno avuto l’energia degli anni precedenti, con due film importanti che spostano l’enfasi sugli elementi thriller. Soi Cheang ha ottenuto il più grande successo commerciale fino ad oggi con The Death Curse, un piacevole film su una casa infestata, con le Twins al posto numero uno sul cartellone. Più un mystery che un vero e proprio horror, il film di Cheang beneficia di una scenografia fenomenale e di una graduale costruzione della suspense. Un altro thriller simil-horror è Shiver di Billy Chung, nel quale una donna, interpretata da Athena Chu, è tormentata da visioni terrificanti. Come in The Death Curse, un forte senso di disagio prende forma mentre gli spettatori iniziano a scoprire più di quanto si aspettino. Andrew Lau propone un horror più convenzionale con The Park, un film del terrore per teenagers tradito da alcune deludenti scene in 3-D. Julian Lee ha realizzato Night Corridor, un dramma horror con pretese artistiche, con l’attore e coproduttore Daniel Wu nei panni di un fotografo che torna a Hong Kong per cacciarsi nei pasticci. Autori di video digitali di profilo più basso hanno scodellato nel corso dell’anno due ulteriori episodi di Troublesome Night, portando la lunga serie a un totale di 19 episodi. Le sorti della fascia per adulti sono state risollevate nel tardo 2003 da Naked Ambition di Dante Lam e Chan Hingka, un film che dipinge l’ascesa di imprenditori dell’editoria pornografica. Il film, che annovera le briose interpretazioni di Louis Koo e Eason Chan, era liberamente ispirato alle imprese di un personaggio reale ed enfatizzava lo squallore dell’industria del sesso. In un periodo in cui i produttori mainstream continuano a tenersi alla larga dai film di Categoria III, l’arrivo in sala di Naked Ambition è stato inaspettato. Nel frattempo il regista Sam Leong ha diretto un’elegante mix di erotismo e film d’essai con Perfect Education 3, coproduzione tra Hong Kong e Giappone, sebbene il film sia uscito direttamente in video. Andy Lau si conferma il divo numero uno. Lau ha dato ottime prove di sé in una grande varietà di ruoli, da Infernal Affairs III ai film del Capodanno cinese, nonché in vari camei. Anche per il coprotagonista di Lau in Infernal Affairs, Tony Leung Chiu-wai, il 2003 è stata una buona annata, che lo ha visto recitare in un film di Capodanno di successo e in due film di Natale. Lau Ching-wan mantiene una posizione di primo piano, con ruoli gradevoli nella commedia romantica Good Times, Bed Times e in Lost in Time. Anthony Wong ha continuato a far colpo in una varietà di ruoli, specialmente in Colour of the Truth, e Francis Ng ha avuto un buon periodo con Infernal Affairs II, Heroic Duo e Shiver. Chung Kim-fai è tornato con un notevole ruolo da protagonista in The Source of Love, Eric Tsang ha continuato a scegliere personaggi interessanti, Kent Cheng ha ripreso il suo vecchio personaggio di Fat Cat per Happy Go Lucky, Simon Yam è stato eccellente in PTU e Tony Leung Ka-fai ha messo in bella mostra il suo talento comico in Men Suddenly in Black e The Spy Dad. Tra i volti nuovi, Ronald Cheng si è dimostrato il più promettente con My Lucky Star e Dragon Loaded, entrambi caratterizzati dal suo genere spinto di comicità. Cecilia Cheung ha acquisito sempre maggiore rilievo con una gran varietà di film, dalla commedia facile Honesty ai drammi più impegnativi come Running On Karma e Lost in Time. L’interpretazione della Cheung in Lost in Time è diventata uno degli elementi chiave per gli incassi del film, e si ipotizzava che avrebbe vinto alcuni premi. Sammi Cheng ha continuato a essere popolare per le sue due commedie romantiche e Carina Lau si è prodotta in un’abile interpretazione in Infernal Affairs II. Miriam Yeung rimane una stella della comicità col suo ruolo in Love Undercover 2: Love Mission, ma ha anche iniziato a diversificare con ruoli più seri come in The Sound of Colors. Athena Chu ha regalato un’interpretazione magistrale in Shiver, ma il magro incasso del film significa che in pochi hanno visto la sua impresa. Il duo canoro delle Twins (Charlene Choi e Gillian Chung) è rimasto una grande attrazione nel 2003, come sottolinea The Twins Effect, sebbene le fortune della coppia abbiano avuto fasi alterne quando hanno recitato separatamente. Choi è stata protagonista dei film di primo piano Diva - Ah Hey e Good Times, Bed Times, mentre Chung è comparsa in produzioni relativamente più piccole, come The Spy Dad, Colour of the Truth e Happy Go Lucky. Nel 2003 purtroppo sono venuti a mancare due dei più stimati divi di Hong Kong: Leslie Cheung e Anita Mui. La notizia del suicidio di Cheung in aprile è stato un duro colpo per molti hongkonghesi. Per mesi e mesi la morte di Cheung ha gettato un’ombra sugli eventi legati allo spettacolo, già duramente provati dai timori della SARS. Anita Mui è stata sconfitta dal cancro a fine dicembre, pochi mesi dopo aver reso nota al pubblico la sua malattia. Grande interprete fino alla fine, Mui ha raccolto tutte le proprie forze per esibirsi in quella che è divenuta una serie di otto concerti di addio in novembre. Dopo aver superato le difficoltà del 2003, all’inizio del 2004 lo spirito dell’industria cinematografica di Hong Kong è generalmente ottimistico. Le società di produzione sono impegnate in un numero maggiore di coproduzioni con la Cina, e il livello produttivo di questi film è alto. Sarà interessante vedere in che modo i cineasti hongkonghesi si adatteranno alle sfide e alle opportunità di lavorare su questi progetti nel corso dell’anno.
Tim Youngs