Ultimo dei quattro film della serie Line diretti da Ishii Teruo, Sexy Line è una visione a livello del marciapiede dei bassifondi di Tokyo verso il 1961, con tutta la loro panoplia di prostitute, puttanieri, sbirri e criminali. Rifiutando la sterilità di uno studio cinematografico, Ishii e il suo operatore Yoshida Noboru uscirono per le strade di Ginza e Asakusa, due tra i quartieri del divertimento di Tokyo più vivaci dell’epoca, per girare al volo, senza preoccuparsi di chiedere il permesso alle autorità o di controllare la folla che circolava.
Con tutti i suoi tocchi di cinéma-verité, però, Sexy Line è più vicinonello spirito ai film polizieschi hollywoodiani (dialoghi bruschi e trame dal meccanismo perfetto) di quanto non lo sia agli esperimenti della Nouvelle Vague francese. Tutto, dagli inseguimenti alla gestualità, è orchestrato con armonia e accordato all’irresistibile jazz della colonna sonora di Hiraoka Seiji. Allo stesso tempo, Ishii non sta semplicemente scimmiottando i codici hollywoodiani, ma li interpreta giocosamente contestualizzandoli nella Tokyo di quegli anni. Mayumi (Mihara Yoko), l’eroina borseggiatrice di Ishii, avrà magari imparato come schioccare le dita e ammiccare dai B-movies hollywoodiani, ma rimane sempre e soprattutto una ragazza giapponese del suo tempo, con una durezza e una spensieratezza cresciute nel caos e nella miseria postbellici.
All’inizio del film lei borseggia il giovane manager Yoshioka (Yoshida Teruo) e gli crea problemi con la polizia. Lui viene subito rilasciato, ma quando ritorna al lavoro il suo capo Morikawa (Kokonoe Keiji) lo trasferisce all’ufficio di Osaka - una punizione apparentemente collegata alle sue grane con la legge. All’insaputa di Yoshioka, la sua ragazza Reiko (Sanjo Mako), una dattilografa della società, si guadagna qualche extra come ragazza squillo, e uno dei suoi clienti è proprio Morikawa.
Quando si scopre che Reiko è morta - meglio non dire come - Yoshioka comincia a cercare il suo assassino, con l’inatteso aiuto di Mayumi. L’obiettivo della loro indagine è un club che gestisce il giro delle ragazze squillo. Il club usa come copertura una scuola di disegno “solo per i soci”, le cui modelle nude sono merce in mostra. I suoi dirigenti sono gangster che non si fermeranno davanti a nulla pur di proteggere la loro attività.
Nei ruoli di Yoshioka e Mayumi, Yoshida Teruo e Mihara Yoko seguono il solito iter delle coppie nei polizieschi hollywoodiani: dopo un inizio da nemici, diventano alleati e alla fine anche qualcosa di più. Ishii, però li spedisce in certi meandri dell’industria del sesso che la Hollywood dell’epoca non avrebbe mai osato esplorare, compreso uno spettacolo sadomaso che prefigura la successiva opera ero-guro di Ishii.
Più che far ansimare, comunque, il film ha un tono generale malizioso ed esuberante: il riflesso di un paese e di una cultura che si stavano risollevando dall’oscurità postbellica per andare verso una nuova epoca di prosperità, libertà - e licenziosità.
Mark Shilling