Adultery Diary

Kumiko è una normale casalinga. Suo marito Kunio è un normale impiegato, che ci tiene a sua moglie e le permette di condurre una vita senza problemi. Ma Kumiko ha la sensazione che nella sua vita manchi qualcosa. Si iscrive a un corso di scrittura al circolo ricreativo e si lancia con tutta se stessa nell’impresa di diventare una buona scrittrice. Per riuscirci, incoraggiata anche dal suo insegnante Oikawa, che vuole portarsela a letto, Kumiko decide che deve esplorare anche gli aspetti più oscuri della vita e segue Oikawa in un love hotel per imparare com’è l’adulterio.

Akiko, una compagna di corso gelosa del fatto che Oikawa abbia iniziato una relazione con Kumiko senza neanche accorgersi di lei, racconta a Kunio del tradimento di sua moglie. Con sua grande sorpresa, però, Kunio dà il suo beneplacito a questa relazione extraconiugale - che, gli spiega Kumiko, le serve solo allo scopo di accrescere le sue abilità nella scrittura. Determinata ad andare fino in fondo, Kumiko non esita neanche quando si tratta di avventurarsi in territori pericolosi.

Le cose si complicano quando lei viene strangolata e muore durante una delle sue esplorazioni sessuali. Come fantasma lei scopre alcune verità inattese, ma sarà mai in grado di raccontare a suo marito di aver preso la giusta decisione?

Dei quattro registi denominati shitenno, Sato Toshiki è stato l’unico a cimentarsi con successo nella commedia, un sottogenere poco rappresentato nel listino della Kokuei. Nello sceneggiatore Kobayashi Masahiro, le cui opere da regista non sono affatto divertenti, egli trovò un partner che gli era congeniale e insieme i due crearono alcune tra le commedie più argute degli anni Novanta, non solo nel genere pink, ma nel cinema giapponese in generale.

Adultery Diary inizia come una commedia, nello stile tipico di Sato Toshiki, con conversazioni in un rigoroso campo/controcampo che richiamano scene dell’ultima produzione di Ozu. Ma verso la metà il film scivola verso toni più cupi, senza tuttavia perdere il suo umorismo e sarcasmo. La pellicola fu premiata come miglior film ai PG Pink Film Awards del 1996, e fece vincere alla protagonista Hazuki Hotaru il premio per la miglior attrice e a Kobayashi Masahiro il premio per la miglior sceneggiatura.
Roland Domenig
FEFF: 2011
Regia: SATO Toshiki
Anno: 1996
Durata: 59'
Stato: Japan

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