Anche se trae la sua ispirazione dai celebri film su Sherlock Holmes firmati da Guy Ritchie, The Bullet Vanishes di Lo Chi-leung lascia un suo segno indelebile nel genere del poliziesco d’azione in costume. Lau Ching-wan interpreta l’epigono di Holmes, Song Donglu, un investigatore della Cina degli anni Trenta, che collabora con il poliziotto Guo Zhui (Nicholas Tse) per risolvere alcuni casi di omicidio nei quali sono implicate delle “pallottole fantasma” che sfuggono alle analisi forensi. Alcuni decessi che avvengono all’interno di una fabbrica di munizioni vengono imputati a una maledizione spettrale, anche se il proprietario della fabbrica, Ding (un beffardo Liu Kai-chi) e il corrotto capo della polizia Jin (Wu Gang) stanno sicuramente tramando qualcosa di losco. Guo e Song non credono alla superstizione come causa dei diversi omicidi. Insieme al giovane poliziotto Xiaowu (Jing Boran), l’intrepida coppia affronta il mistero con dedizione e con una giocosa capacità di usare stratagemmi al limite della correttezza.
Il comportamento eccentrico di Song e la sua propensione a sperimentare su se stesso diversi metodi di omicidio ne fanno in apparenza una copia dello Sherlock Holmes di Robert Downey Jr., ma c’è una storia dietro la scelta di Lau Ching-wan per il ruolo del bizzarro detective. Lau aveva già interpretato una versione più edulcorata dello stesso personaggio, in una versione più, nei film della serie Running Out of Time di Johnnie To, conducendo poi quello stesso archetipo in terreni più cupi e inquietanti con Mad Detective di To e Wai Ka-fai. L’investigatore impersonato da Lau nei primi anni Novanta in Thou Shalt Not Swear di Wellson Chin e nel suo sequel rappresenta forse il personaggio più simile all’Holmes di Downey Jr. che Lau abbia fatto, a parte il fatto che l’ha creato quasi quindici anni prima. Morale della favola: dire che il Song Donglu di Lau Ching-wan scimmiotta Hollywood è un giudizio affrettato.
Inoltre, The Bullet Vanishes è un film commerciale divertente e che funziona; e la chiave del suo successo è l’abbinamento dei due protagonisti, che si fronteggiano in modo splendido. Tse è più intenso del rilassato Lau e conferisce al suo poliziotto assetato di giustizia un’integrità decisa ma sfumata. Lau però è forse più convincente, perché esprime un’interpretazione carismatica e toccante malgrado sia chiamato a fornire alcuni spunti comici.
Ciascuno dei due attori lascia spazio all’altro quando è necessario e ciascuno assume il comando con eguale convinzione. Mini Yang (l’informatore Little Lark) è poco più che decorativo ma Yumiko Cheng (il medico legale del distretto locale) e soprattutto Jiang Yiyan (una carcerata per la quale Song nutre dei sentimenti) sono ottimi attori di contorno. The Bullet Vanishes presenta anche una trama abilmente costruita e dal ritmo elegante. Ogni mistero è presentato nel film con indizi rilevanti, e l’esposizione procede chiaramente attraverso le indagini dei personaggi, per non parlare dei necessari flashback che illustrano le loro deduzioni. Il film è punteggiato di dettagli forti, come le varie volte in cui si ricorre alla roulette russa; e quando saltano fuori dei punti deboli nella trama, o delle omissioni nella storia, il suo ritmo regolare appiana il tutto. La sceneggiatura di Lo Chi-leung e Yeung Sin-ling è brillante e veloce, ma a tratti impacciata. Anche il momento culminante della storia, un faccia a faccia all’ultimo sangue tra i due protagonisti, diventa troppo didascalico e teatrale ma è ampiamente compensato dalle ottime prove attoriali e dalla tensione ponderata di Lo.
L’ azione è messa in scena dall’action director Li Chung-chi con grande maestria; le sequenze più emozionanti non si trascinano inutilmente e non sono mai troppo sopra le righe. Allo stesso tempo però l’azione è iperrealistica in modo divertente (per esempio con il tiro di altissima precisione di Guo Zhui, o nell’occasionale sequenza al ralenti) e questi elementi si amalgamano bene con lo spiccato stile visivo e la riservata consapevolezza del film. Se a tutto questo si aggiungono la produzione di prima qualità e gli eccellenti effetti visivi, ecco il miglior film di Lo Chi-leung dai tempi del suo thriller Koma nel 2004. The Bullet Vanishes può mettere a dura prova la buona volontà di chi guarda, con i suoi molteplici picchi narrativi che si prendono gioco delle aspettative del pubblico muovendosi in direzioni che a molti non piaceranno, ma anche gli inesorabili colpi di scena finali spingono The Bullet Vanishes al di là di quei film mediocri per i quali è fondamentale compiacere il pubblico, e lo rendono un prodotto eccezionale tra i film commerciali di Hong Kong, e non solo.
Ross Chen (www.lovehkfilm.com)