The Guillotines non fa in tempo a cominciare che il regista Andrew Lau si affretta a presentare al pubblico i protagonisti con uno sfoggio di azione folgorante. A entrare in battaglia tra fiamme e lame volanti sono sette membri delle Ghigliottine, uno squadrone della morte segreto della dinastia Quing creato al fine di eseguire gli ordini dell’imperatore e specializzato nell’uso della ghigliottina volante per far fuori i bersagli. Questa notte il loro avversario è Wolf (Huang Xiaoming), un profeta di origine Han la cui comunità di seguaci, i cosiddetti Herder, è considerata una grave minaccia dall’imperatore manciù Qianlong (Wen Zhang).
Le Ghigliottine hanno ricevuto l’ordine di catturare Wolf vivo e all’inizio tutto procede come da copione. Ma quando arriva il giorno dell’esecuzione, Wolf mette in atto una fuga clamorosa e anche un membro, femmina, della squadra, Musen, scompare. In risposta il comandante delle Ghigliottine (Jimmy Wang) manda sei guerrieri a vendicarsi e a riprendere il corpo di sua figlia Musen, che crede morta. I sei sono scortati da Haidu (Shawn Yue), una guardia imperiale che ha in serbo un piano che potrebbe decretare questa missione come l’ultima delle Ghigliottine.
A questo punto i fan delle pellicole precedenti caratterizzate dall’arma distintiva delle Ghigliottine – si veda fra gli altri il classico La ghigliottina volante (1974) dei Fratelli Shaw e la bizzarra pellicola, gravitante attorno a un torneo, Master of the Flying Guillotine (1976) – potrebbero stupirsi per l’andamento impresso a questo film da Lau e dai suoi sceneggiatori. Dopo la sequenza di apertura le apparizioni dell’arma sono limitate e, se le scene di azione non finiscono certo qui, la storia nel suo complesso prende direzioni inattese e ambiziose. Si scopre che in alcune sfere del regime Qing le Ghigliottine sono viste come un sordido segreto da cancellare a poco a poco; uno sviluppo, questo, che lascia il manipolo di assassini a doversela cavare da soli, lontani dal sistema che li ha creati affinché non pensassero ad altro che al loro lavoro.
Nel frattempo il personaggio di Wolf e il suo mondo circostante introducono tematiche pressoché religiose e presentano l’etnia Han, perseguitata dal dominio manciù. L’aspetto di Wolf è inequivocabile, con la barba e le vesti che lo fanno assomigliare a Gesù, e le immagini bibliche si susseguono nelle scene in cui lui e gli Herder sono protagonisti. Intanto la storia precedente di Haidu e Leng (Ethan Ruan), comandante di battaglia delle Ghigliottine, rafforza i temi della fratellanza, della lealtà e del tradimento, concetti che insieme alla musica dei titoli di coda rimandano al film sulle triadi di Lau del 1996 Young and Dangerous, senza peraltro tralasciare il messaggio sull’armonia e sulla costruzione della nazione in chiusura.
Proprio come la sceneggiatura, anche la regia di Lau abbandona i canoni tradizionali dei film epici in costume per offrire alcune sorprese. Le classiche scene di eserciti fanno la loro comparsa verso la fine, ma prima le sequenze di azione risultano fortemente stilizzate, con variazioni di velocità, esplosioni, sguardi accesi e un’inquadratura curiosamente high-tech della ghigliottina volante. Lau condisce il film con momenti di estrema violenza, come quando Wolf vuole insegnare a un membro delle Ghigliottine prigioniero come ci si sente nel ruolo di vittima dei soprusi. Le location spaziano dai corridoi bui del palazzo di Pechino e del quartier generale delle Ghigliottine alle spettacolari catene montuose e ai campi lussureggianti, tutti filmati con un movimento continuo ma fluido della macchina da presa. Tra gli interpreti, Wen Zhang e Jimmy Wang offrono delle belle interpretazioni, fin troppo brevi, mentre Chris Lee gestisce con perizia una importante trasformazione di ruolo e infine Ethan Ruan e Shawn Yue si misurano con personaggi complessi e tormentati. Il catalizzatore principale dell’attenzione resta tuttavia Huang Xiaoming, che fa sentire la sua presenza con quello che è semplicemente uno dei personaggi protagonisti più insoliti e originali che negli ultimi anni hanno impreziosito i grandi schermi di Hong Kong.