The Silenced

Corea della colonizzazione giapponese, 1938. Ju-ran, una bella ragazza che pero e ammalata di tubercolosi, chiamata con il nome giapponese Shizuko (Park Bo-young, A Werewolf Boy), viene mandata all’Accademia Kyeongseong, un collegio in una sperduta localita tra le montagne. 
 
L’affascinante e suadente preside della scuola (Uhm Ji-won, Like You Know It All) sta, a quanto pare, seguendo un programma educativo sponsorizzato dall’esercito giapponese alla fine del quale due studentesse verranno mandate a Tokyo con una borsa di studio completa. 
 
Ju-ran viene perseguitata dalla malevola Yuka (Kong Ye-ji, Shuttlecock) ma fa presto amicizia con In-deok, alias Kazue (Park So-dam, The Priests), una famosa atleta della scuola. Ju-ran scopre che a scuola c’era un’altra ragazza di nome Shizuko che e misteriosamente scomparsa dopo aver manifestato alcuni strani sintomi come una completa insensibilita al dolore fisico. 
 
Quando altre sue compagne spariscono in circostanze misteriose, Ju-ran e In-deok iniziano a indagare insieme sul cupo segreto che sta dietro il “programma” del preside e sul destino terribile che attende le candidate. Lee Hae-young, che ha iniziato la sua carriera come meta di una coppia di fenomeni della sceneggiatura composta da lui e da Lee Hae-joon (i due hanno scritto a quattro mani film come Conduct Zero, Arahan, Kick the Moon e Like a Virgin), ha continuato da solo a partire dal 2010, scrivendo la sceneggiatura del controverso 26 Years e dirigendo Festival
 
Con Lee si puo contare su un’ampia conoscenza di una ricca varieta di generi e su una visione aperta che restituisce umanita alle minoranze disprezzate della societa coreana. Il suo nuovo progetto come sceneggiatore e regista e sicuramente unico nel suo genere: inizia premendo tutti i tasti prevedibili di un horror coreano con tanto di ragazzina in uniforme scolastica, ma poi fa una brusca deviazione verso un sottogenere completamente diverso. 
 
Dare un nome concreto a tale sottogenere significherebbe rivelare troppo – paradossalmente, proprio come ci si potrebbe aspettare dal cinema giapponese (Kaneko Shusuke, uno dei decani del cinema tokusatsu giapponese, ha in effetti realizzato di recente un film sulla stessa linea). 
 
Lee e un cineasta di talento che consente alla linfa creativa di scorrere attraverso lo staff produttivo e il gruppo delle giovani attrici (che, malgrado le convincenti interpretazioni di ragazze adolescenti, hanno quasi tutte piu di vent’anni). Il direttore della fotografia Kim Il-yeon (Hide and Seek) e il direttore dell’illuminazione Kim Min-jae (The Front Line) ci consegnano immagini straordinarie, come le vedute aeree mozzafiato della scuola e delle foreste che la circondano, e che ricordano la sequenza di apertura di Shining (1980). 
 
Han A-reum (Another Family) e il suo gruppo di scenografi, inclusa la societa Manjijak, responsabile di una meravigliosa collezione di oggetti appartenenti al periodo coloniale, hanno lavorato ore su ore per creare un ambiente squisitamente ordinato e tuttavia leggermente sinistro. 
 
Park Bo-young e adeguatamente silenziosa e fragile, ma piuttosto deludente dopo la “trasformazione” che subisce nella seconda meta della storia; ritengo dovesse essere decisamente piu coraggiosa o, al contrario, decisamente piu spaventata, esattamente come immagino sarebbero state Im Soo-jung o Kim Ok-vin al posto suo. 
 
Tra i componenti del cast, il segno piu grande e quello lasciato dalla star in ascesa Park So-dam, la cui espressione giudiziosa, seppur leggermente confusa, possiede a tratti un fascino straziante. Sfortunatamente Lee prova a stringere le fila della storia in modo preciso negli ultimi trenta minuti, ma lo sforzo gli si ritorce contro, e gli stereotipi (compresi dei soldati giapponesi perfettamente idioti e interpretati da attori coreani con un accento e un’intonazione terribili) alla fine soverchiano i personaggi. 
 
Come film di genere che tenta di analizzare l’esperienza coloniale subita dai coreani, The Silenced non e riuscito del tutto; ma la sua considerevole bellezza e l’audace mescolanza di generi lo rende un film che vale la pena vedere.
Kyu Hyun Kim
FEFF: 2016
Regia: LEE Hae-young
Anno: 2015
Durata: 99'
Stato: South Korea

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