A Udine, quest’anno, tornano molti vecchi amici, come i registi hongkonghesi Johnnie To e Pang Ho-cheung, che considerano il Far East Film come il festival che ha lanciato le loro carriere internazionali. Altri due graditi ritorni sono quelli di Dante Lam, con il nostro film di chiusura, The Viral Factor, un film di azione a tutto campo, e – dalla Corea del Sud – di Kang Hyoung-chul con il nostro film d’apertura, Sunny Johnnie To è qui per presentare l’anteprima europea del suo ultimo film, Romancing in Thin Air, e “Fresh Wave”, un programma di cortometraggi realizzati dalla prossima generazione di registi hongkonghesi. In qualità di presidente della Film and Media Arts Group dell’Hong Kong Arts Development Council, To ha innalzato il profilo di questo progetto unico nel suo genere, che prevede il finanziamento e il tutoraggio dei giovani registi che ne fanno parte Pang Ho-cheung ha tre film a Udine quest’anno: una lettera d’amore per il fumo con Love in a Puff, una lettera d’amore (a modo suo) per Pechino con Love in the Buff, e una lettera d’amore per il cinema hongkonghese stesso con Vulgaria. Pang sarà presente con il produttore Subi Liang, il co-sceneggiatore Jody Luk e gli attori Fiona Sit e Chapman To. Il prossimo film di Pang sarà girato in parte in Italia Pang sta seguendo le orme di Johnnie To, che ha già girato alcune scene chiave di uno dei suoi film a Udine, e del giapponese Takeuchi Hideki, che arriva al festival con il suo fantasy di viaggi nel tempo Thermae Romae, girato in Italia. Il film di Takeuchi viene presentato a Udine in prima mondiale, solo pochi giorni prima dell’uscita in sala in Giappone, e siamo entusiasti del fatto che il regista sottragga alcuni giorni alla sua campagna promozionale in Giappone per essere qui con noi questa settimana Dal Giappone arrivano anche l’attrice emergente ventunenne Renbutsu Misako (The Shock Labyrinth, Quirky Guys & Gals) e il regista ventisettenne Matsui Dago Renbutsu sarà qui per l’ultimo film di Hiroki Ryuichi, River, che è tuttora in programmazione nelle sale giapponesi Il film d’esordio di Matsui è Afro Tanaka, incentrato sulla vita sentimentale di un ventenne giapponese che si trasferisce a Tokyo con la sua acconciatura afro completamente naturale Dalla Cina arriva un altro nostro habitué, Zhang Yuan, con la sua mostra fotografica “Beijing Flickers” e il suo caratteristico taglio di capelli. Zhang, impegnato attualmente nella post-produzione del film Beijing Flickers, è già stato a Udine con film anti-romantici che hanno colto lo spirito mutevole della capitale cinese. Sempre dalla Cina arrivano gli esordienti Du Jiayi, Jin Rui e Chen Zhuo, quest’ultimo affiancato dagli attori, dal compositore e dal produttore Nella Corea del Sud più di sette milioni di persone hanno visto al cinema il nostro film di apertura, Sunny, una pellicola gioiosa e nostalgica sull’amicizia che sa cogliere la vitalità e il valore della gioventù. Un altro fenomeno da botteghino sugli adolescenti, il taiwanese You Are the Apple of My Eye, verrà presentato a Udine in prima europea alla presenza del regista Giddens. Apple è il film in lingua cinese di maggiore successo nella storia del cinema di Hong Kong La vitalità del cinema taiwanese contemporaneo è rappresentata da altri due film, l’epica bellica aborigena di Warriors of the Rainbow (Seediq Bale) e la storia d’amore corale Love. Warriors è il film più costoso della storia di Taiwan, ma anche il più ambizioso. Love, interpretato dai più popolari divi giovanili taiwanesi, è stato un grande successo in Cina, dove ha incassato più di 20 milioni di dollari USA ed ha aperto il mercato a ulteriori co-produzioni Udine non è solo dei giovani. Diamo il benvenuto anche a uno dei volti più noti del cinema di genere del Sud-Est asiatico, la leggenda vivente Lilia Cuntapay, che partecipa al festival con l’anteprima internazionale di un film sulla sua straordinaria carriera trentennale di donna più spaventosa dell’horror filippino. È uno dei due film provenienti dalle Filippine quest’anno, ed entrambi esprimono un amore sincero per la storia del cinema di questo Paese Non celebriamo soltanto la vitalità del cinema asiatico contemporaneo, ma anche la sua storia. La nostra retrospettiva di quest’anno, “Il decennio oscuro”, analizza l’intraprendenza del cinema della Corea del Sud sotto il governo autoritario di Park Chung-hee, prima del suo assassinio avvenuto nel 1979. I nostri nuovi film sudcoreani possono anche essere interpretati come una risposta al governo sempre più autocratico della Corea del Sud di oggi.
Stephen Cremin