Il cinema thailandese prima del nuovo millennio

Qualche anno prima del nuovo millennio, l’industria cinematografica thailandese e il Far East Film Festival avevano qualcosa in comune: la loro comparsa sull’orizzonte cinematografico. Proprio quando in Thailandia nasceva la New Wave thailandese, Udine dava il via al suo festival cinematografico incentrato sull’Asia. Lo scorso anno la Thailandia ha festeggiato i 25 anni del Nuovo Cinema Thai e quest’anno il Far East Film Festival celebra un traguardo analogo.

Il Nuovo Cinema Thai, nel 1997, ha rappresentato in realtà una rinascita che ha invertito il declino che aveva investito il cinema thailandese tra la metà degli anni Ottanta e gli anni Novanta. Con il boom dell’home video, la maggior parte degli spettatori preferiva godersi i film a casa e la maggior parte dei prodotti realizzati erano fortemente mirati ad attirare gli adolescenti. L’affermazione delle case discografiche nello stesso periodo ha contribuito a far sì che i film per adolescenti avessero la priorità. Parallelamente a questa tendenza, in particolare nella regione nord-orientale, sono stati realizzati e proiettati B-movie popolari. Era attivo Panna Rittikrai, cui si deve il successo dei film di arti marziali sulla boxe thailandese e che, dieci anni dopo, ha portato Tony Jaa alla fama mondiale.

Con l’avvento dei multisala, nel 1994, le produzioni locali hanno iniziato a risentire della qualità superiore delle produzioni hollywoodiane e, di conseguenza, per il cinema thailandese era imprescindibile alzare i propri standard per conquistare gli esercenti. In uno scenario così cupo, due registi emergenti hanno fatto il loro ingresso in scena e sono diventati i pionieri che hanno riportato la Thailandia alla ribalta della scena internazionale: Nonzee Nimibutr e Pen-ek Ratanaruang, formatisi entrambi nella pubblicità, un settore da tempo impegnato sul fronte della qualità.

Nei primi mesi del 1998 il lungometraggio d’esordio di Ratanaruang, Fun Bar Karaoke, è stato invitato nella sezione Forum del festival di Berlino, dove le opere thailandesi mancavano da almeno vent’anni. Il film ritrae la città di Bangkok, superstiziosa e incline al crimine, attraverso gli occhi di due adolescenti solitari. Pochi mesi dopo, il pubblico locale si è entusiasmato per un altro debutto, Dang Bireley’s and Young Gangsters, tratto da una storia vera e creato dalla squadra formata dal regista Nonzee Nimibutr e dallo sceneggiatore Wisit Sasanatieng, provenienti entrambi dalla pubblicità. Spettatori di ogni età erano attratti da un film incentrato sulla vita di banditi degli anni Cinquanta, creato da registi esordienti, con protagonisti nuovi e uno stile innovativo. I protagonisti, Dang Bireley’s e i suoi amici, erano noti per essere violenti, ma amavano Elvis Presley e il rock and roll. Il film, con i suoi colori sgargianti, è diventato un blockbuster e ha incassato più di 2 milioni di euro. Entrambi i titoli possono essere considerate opere rivoluzionarie, che hanno inaugurato con naturalezza una nuova tendenza del cinema locale.

Ratanaruang e Nimibutr si sono fatti notare ancor di più, un paio di anni dopo, con le loro opere seconde: 6ixtynin9, di Ratanaruang, storia di una ragazza alle prese con la recessione economica che nel 1997 ha colpito la Thailandia e la zona circostante, è stato selezionato a Berlino. Nimibutr ha avuto risultati anche più lusinghieri con Nang Nak (1999), presentato anche al FEFF e ispirato a una celebre leggenda asiatica su una donna incinta diventata uno spettro. Il successo internazionale di questi due film fu ancora più ampio, tanto da attirare l’attenzione di agenti di vendita internazionali come Fortissimo Film Sales e Golden International Network e, come conseguenza diretta, altri creativi del mondo della pubblicità hanno ottenuto nuove opportunità. Con il nuovo millennio, il percorso internazionale intrapreso sia da Ratanaruang che da Nimibutr aveva garantito a questi registi una presenza a livello globale.

Wisit Sasanatieng, lo sceneggiatore di Nimibutr, è passato dietro la macchina da presa con Le lacrime della Tigre Nera (2000), un pastiche postmoderno di generi sull’amore proibito a causa delle differenze di classe, primo film thailandese a essere invitato in concorso a Cannes. Parallelamente al circuito dei festival cinematografici internazionali, i generi cinematografici thailandesi più popolari (horror, film di arti marziali e storie romantiche) avevano successo in tutta l’Asia. Successivamente, il mercato dei film di genere thailandesi si è esteso al mondo intero, tanto che la commedia su una squadra di basket formata da travestiti, The Iron Ladies di Yongyoot Thongkongthun (2000), è stato un successo inaspettato che ha incassato 9 milioni di dollari a livello mondiale.

Apichatpong Weerasethakul si è affacciato sul mondo del cinema in punta di piedi e in totale autonomia, attraverso un percorso differente (architettura e scuola d’arte) e con uno stile diversissimo. Nel 2000 il suo primo documentario, Mysterious Objects at Noon, è stato presentato in anteprima al festival di Rotterdam mentre il suo primo lungometraggio di finzione, Blissfully Yours (2002), è stato selezionato per la sezione Un Certain Regard di Cannes nel 2002.

Da allora il cinema thailandese è stato celebrato ovunque e i nuovi cineasti hanno potuto cogliere nuove opportunità. Il cinema thailandese è riconosciuto a livello internazionale in tutti i suoi aspetti: da un lato i film di genere, soprattutto horror e film di arti marziali, e dall’altra il cinema d’essai, come le opere di Apichatpong.

Anchalee Chaiworaporn