Ritorno col botto: il cinema malaysiano nel 2022

Come nella vicina Indonesia, anche in Malaysia il 2022 è stato l’anno del ritorno al cinema, e con il botto! Perché anche il cinema malaysiano, come quello indonesiano, ha registrato il trionfo di un successo commerciale che si è imposto anche sulla concorrenza hollywoodiana, dando una spinta di grande fiducia all’industria locale.

Uscito a giugno 2022, Mat Kilau di Syamsul Yusof ha incassato oltre 95 milioni di ringgit (circa 19,8 milioni di euro) al botteghino locale, che aumentano a oltre 97 milioni di ringgit (oltre 20 milioni di €) con gli incassi a Singapore e Brunei. L’epica storica di ambientazione coloniale vede come protagonista l’eroe titolare, maestro del silat, l’arte marziale malese-indonesiana, che la utilizza per avversare i coloni britannici. Venato di forte nazionalismo, Mat Kilau si è imposto anche sui campioni d’incasso a stelle e strisce, con un risultato che a fine anno è stato all’incirca doppio rispetto agli incassi di Avatar – La via dell’acqua, Doctor Strange nel Multiverso della Follia e Jurassic World – Il dominio, rispettivamente secondo, terzo e quarto a fine 2022.

Ma nella top ten di fine anno, altri due titoli malaysiani hanno brillato: da un lato, al quinto posto, l’animazione Mechamato Movie, che testimonia l’affezione del pubblico malaysiano per le produzioni animate locali e che ha incassato oltre 37 milioni di ringgit (circa 7,7 milioni di €), e dall’altro, al nono, il film d’azione Air Force The Movie: Selagi Bernyawa di Zulkarnain Azhar e Frank See che sul mercato interno ha superato i 29 milioni di ringgit di incasso (equivalenti a circa sei milioni di €). Appena fuori dai primi 10, all’undicesimo posto, si è collocata la commedia Abang Long Fadil 3 di Syafiq Yusof, offrendo testimonianza della varietà di generi che il pubblico malaysiano ha favorito. Vale la pena segnalare che, appena sotto, al dodicesimo posto, si è piazzato il campione d’incassi horror indonesiano KKN di Desa Penari di Awi Suryadi, con oltre 20 milioni di ringgit (più di quattro milioni di €) e al sedicesimo posto si è classificato Satan’s Slaves: Communion di Joko Anwar, con quasi 9,8 milioni di ringgit (più di due milioni di €). Il primo incasso per l’horror locale, per contro, è stato The Devil's Deception di Kabir Bhatia (presentato al FEFF 2022), con un incasso di 4,6 milioni di ringgit tra Malaysia e Singapore (circa 960.000 €).

Nonostante l’enorme successo commerciale, Mat Kilau non è però risultato vincitore ai premi nazionali al Festival Filem Malaysia che ha invece clamorosamente incoronato come miglior film Spilt Gravy (noto anche come Spilt Gravy on Rice) di Zahim Albakri. Un esito decisamente sorprendente se si pensa che questa modesta commedia tratta dall’omonima, acclamata pièce teatrale è stata girata quasi 10 anni fa, per poi rimanere bloccata dalla censura locale per via del suo trattamento di argomenti “sensibili” e trovare un’uscita solo a giugno 2022.

La visibilità del cinema della Malaysia al di fuori dei confini nazionali e dei territori linguisticamente afferenti (nel caso della produzione in lingua malese, Singapore e Brunei) rimane limitata e affidata alle produzioni indipendenti, soprattutto quelle in lingue cinesi, che si affermano ai festival, ma che non hanno grande eco a livello nazionale. In tal senso, il 2022 è stato conferma di tale tendenza. Il film prodotto in Malaysia che ha avuto più visibilità nel circuito festivaliero è stato senza dubbio Stone Turtle di Woo Ming Jin. Coprodotto con l’Indonesia e interpretato dall’indonesiana Asmara Abigail e dal malaysiano Bront Palarae, il film ha celebrato la sua prima mondiale al festival di Locarno, dove ha vinto il premio FIPRESCI della critica internazionale. Nonostante vari altri riconoscimenti nel circuito dei festival, Stone Turtle rimane inedito in Malaysia e non ha ancora una data d’uscita nazionale programmata.
Paolo Bertolin