13 Assassins

Yakusho Koji: Perfect Roles | Out Of Competition

 

Japan, 2010, 125’, Japanese

Directed by: Miike Takashi
Screenplay: Tengan Daisuke
Cinematography (color): Kita Nobuyasu
Editing: Yamashita Kenji
Music: Endo Koji
Producers: Umezawa Michihiko, Ichikawa Minami, Shiraishi Toichiro, Suzaki Kazuomi, Usui Hisashi
Cast: Yakusho Koji, Yamada Takayuki, Iseya Yusuke, Ihara Tsuyoshi, Matsukata Hiroki, Hira Mikijiro, Inagaki Goro

Date of First Release in Territory: September 25th, 2010
 
Con 13 assassini, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e grande successo commerciale, Miike Takashi ha consolidato la sua immagine di autore riconosciuto e di collaudato regista di film di successo.

Il Miike degli anni Novanta e Duemila, che usciva dagli schemi convenzionali assecondando il lato più selvaggio e irriverente della propria immaginazione, è ancora vivo e vegeto in questo rifacimento dell’omonimo film del 1963 diretto da Kudo Eiichi. Ma è presente anche un Miike più maturo, consapevole dell’eredità storica, che si misura con i grandi maestri dell’epoca d’oro dei film sui samurai: non solo Kudo, ma il più grande di tutti, Kurosawa Akira, e in particolare il suo epico I sette samurai (1954).

Il film è carico di azione cruenta e ad alta tensione, con tocchi di umorismo nero, nel classico stile di Miike. Tuttavia, nei 50 minuti della battaglia culminante i protagonisti, da combattenti spavaldi e quasi sovrumani, in grado di annientare i nemici con mezzi che vanno da massicce esplosioni a pietre e bastoni, si trasformano in uomini feriti e disperati, che lottano per la sopravvivenza contro forze schiaccianti. Le immagini scure e sgranate preannunciano un destino tragico. Nella loro lotta emerge un pathos nuovo nell’opera di Miike, ma spesso presente nelle grandi epiche di samurai che il regista cerca di eguagliare.

Miike indica anche una possibile via di rinnovamento per un vecchio genere che cerca di reinventarsi. Invece di impressionare con spettacolari effetti di computer grafica, come molti suoi contemporanei, sceglie un’azione fisica incalzante e carica di sudore. Più che ai fan storici del genere, ormai invecchiati, il regista si rivolge a una generazione più giovane, per la quale i duelli classici dei samurai, elegantemente filmati, spesso sembrano quasi coreografie di danza.

La storia segue a grandi linee il film originale, a sua volta liberamente ispirato a un fatto realmente accaduto. Il crudele e capriccioso signore Naritsugu (Inagaki Goro) semina morte e distruzione tra i suoi sventurati sudditi, finché il suo capo vassallo si squarcia il ventre per protesta. Lord Doi (Hira Mikijiro), membro del Consiglio degli Anziani dello shogun, decide che Naritsugu deve essere fermato prima che arrivi a diventare membro del Consiglio, o addirittura shogun.

Doi affida l’incarico di uccidere Naritsugu a Shimada Shinzaemon (Yakusho Koji), un coraggioso e abile metsuke (una sorta di ufficiale d’intelligence dell’epoca feudale). Dopo aver visto una delle vittime del sadismo di Naritsugu – una donna che è stata mutilata delle braccia, delle gambe e della lingua – Shinzaemon non ci mette molto a farsi convincere.

Riunisce un gruppo di 11 assassini altrettanto determinati, tra cui lo schietto metsuke veterano Kuranaga (Matsukata Hiroki), il tetro ronin (samurai senza padrone) Hirayama (Ihara Tsuyoshi) e il proprio scapestrato ma intrepido nipote Shinrouko (Yamada Takayuki). Insieme pianificano un’imboscata a Naritsugu e ai suoi tirapiedi durante il viaggio con cui ogni anno egli si trasferisce dalla città di Edo (l’antica Tokyo) ai suoi feudi.

Con l’aiuto degli abitanti del villaggio, tra cui il selvatico montanaro Koyata (Iseya Yusuke) che si rivela un’abile guida e guerriero, il gruppo prepara con cura la trappola. Ma poi scoprono che Naritsugu e il suo astuto luogotenente Hanbei (Ichimura Masachika) non viaggiano con una piccola scorta come previsto, bensì con 300 uomini. Consapevoli di andare incontro a una morte quasi certa, i 13 assassini (Koyata incluso) scelgono comunque di combattere, per orgoglio – ma anche perché è il miglior divertimento che conoscono.

Nonostante l’affollamento del cast, gli attori più importanti si fanno decisamente notare. Nei panni di Shinzaemon, Yakusho porta la sua consueta affabilità ma anche un umorismo cupo e una rabbia trattenuta, riuscendo così a incarnare l’eroe ideale di Miike. Iseya è altrettanto convincente nel ruolo del primitivo Koyata, che combatte con istinto, coraggio e un irriverente disprezzo verso la presunzione dei samurai.

Si sarebbero potuti ridurre i 50 minuti di carneficina del film? Forse sì. Ma, in tal caso, 13 assassini non sarebbe un film di Miike, vale a dire un coinvolgente tripudio di eccessi.

 
Miike Takashi

Miike Takashi (n. 1960) ha debuttato alla regia nel 1991 con Eye Catch Junction. Negli anni Novanta ha sfornato una sfilza di film d’azione sulla yakuza spesso caratterizzati da una tipica combinazione di violenza estrema e umorismo nero. Nel 1999 lo sconvolgente Audition lo ha fatto conoscere al pubblico occidentale. Successivamente, Miike ha alternato grandi produzioni commerciali, come 13 assassini, a progetti indipendenti più piccoli. Al FEFF 27 sono stati presentati due film di Miike ispirati al classico Yokai Monsters: Spook Warfare del 1968: Spook Warfare: The Great Yokai War (2005) e The Great Yokai War: Guardians (2021).
 
FILMOGRAFIA SELEZIONATA

1999 – Audition
2001 – Ichi the Killer
2002 – Graveyard of Honor

2003 – One Missed Call

2003 – Gozu

2005 – The Great Yokai War
2007 – Crows Zero
2010 – 13 Assassins 

2021 – The Great Yokai War:Guardians
2025 – Blazing Fists
Mark Schilling
Regia: TAKASHI Miike
Anno: 2010
Durata: 125'
Stato: Japan
25/04 - 21:30
Visionario, Via Asquini 33
25-04-2026 21:30 25-04-2026 23:35Europe/Rome 13 Assassins Far East Film Festival Visionario, Via Asquini 33CEC Udine cec@cecudine.org

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