90 Meters

International Premiere | In Competition 

 

Japan, 2026, 115’, Japanese

Directed by: Nakagawa Shun
Screenplay: Nakagawa Shun
Cinematography (color): Sung Rae Cho
Editor: Sagara Naoichiro
Music: Moshimoss
Producers: Tsujimoto Tamako, Fujimoto Itaru, Utagawa Yasushi, Taguchi Yusuke
Cast: Santoki Soma, Kanno Miho, Nishino Nanase, Minami Kotona, Tanaka Taketo

Date of First Release in Territory: March 27th, 2026
 
I caregiver scarseggiano in Giappone, dove la popolazione sta invecchiando e diminuendo. Inoltre, anche se i comuni giapponesi mandano i cosiddetti “assistenti domiciliari” alle persone bisognose, l’assistenza 24 ore su 24 è rara e ci si aspetta che siano i familiari a colmare le lacune.

Da qui il dilemma di Tasuku (Santoki Soma), uno studente all’ultimo anno delle superiori che deve prendersi cura della madre Misaki (Kanno Miho), nel dramma parzialmente autobiografico di Nakagawa Shun, 90 Meters. La donna soffre di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), una malattia neurovegetativa progressiva che l’ha costretta a letto, rendendola totalmente dipendente dagli altri.

Il film è basato sulle esperienze personali del regista come caregiver e – a giudicare dalla trama – sembra quasi troppo triste per vederlo: un adolescente non solo deve assistere alla sofferenza della madre, giorno dopo giorno e minuto per minuto, ma deve anche rinunciare alla propria vita normale. Mentre i suoi compagni parlano di andare al karaoke, lui deve trascinarsi fino a casa e sollevare di peso la madre per trasportarla dal letto al bagno e poi riportarla a letto.

Nelle scene iniziali, con Tasuku ragazzino e la madre single ancora in salute, si percepisce il forte legame tra i due: Misaki dice al figlio che non è sbagliato piangere dopo aver perso una partita a basket. “Hai dato il massimo”, gli dice.

Ma la realtà dell’assistenza mette questo legame a dura prova. Tasuku svolge i suoi compiti con risentimento e tristezza. Un tempo era giocatore di punta della squadra di basket della scuola, ora vaga per i corridoi come un fantasma. Quando un insegnante empatico gli parla di programmi per l’università, lui risponde sprezzante: “E chi si prenderà cura di mia madre?”.

Neanche Misaki è una santa. Nell’impeccabile interpretazione di Kanno Miho, diventa capricciosa quando Tasuku non le porta esattamente la tazza che voleva. Si risente anche per il dispositivo che le permette di chiamarlo fino a 90 metri di distanza: lo vuole accanto a sé, non fuori dal suo campo visivo.

Poi accade un miracolo burocratico: a Misaki viene fornita un’assistenza di 24 ore su 24. “Vivi la tua vita”, dice lei al figlio con l’ampio sorriso che avevamo intravisto quando stava ancora bene. Nel frattempo l’espressione dura di Tasuku inizia ad addolcirsi e la normalità torna a fare capolino.

Nella storia però c’è molto di più, e riguarda tanto il difficile ritorno di Tasuku alla sua vecchia vita quanto il lacerante declino di Misaki. Una manager della squadra di basket (Minami Kotona) cerca di aiutare il ragazzo in questo passaggio, ma fatica a penetrare il suo riserbo, mentre un compagno di squadra (Tanaka Taketo) – che aveva dovuto prendere il suo posto facendo perdere alla squadra la partita più importante della stagione – nutre verso Tasuku un malcelato risentimento.

Il film sfiora così il territorio dei seishun eiga (film sull’adolescenza), ma non smette mai di concentrarsi sul suo elemento principale, il rapporto tra madre e figlio. E anche quello tra Misaki e i suoi assistenti domiciliari, rappresentati come professionisti affettuosi e premurosi.

90 Meters potrebbe essere tacciato di eccessivo ottimismo. Non tutti sono informati e determinati come Misaki nel districarsi tra i cavilli burocratici (quei caregiver non sono apparsi dal nulla). Il film però può anche servire da guida, veramente sentita e radicata nella realtà, su cosa significhi essere caregiver e su come qualcuno come Tasuku, rimasto indietro a scuola senza nessuna colpa, possa recuperare terreno nel percorso verso l’università.

Un accenno: il ragazzo ha uno dei migliori argomenti possibili per il suo tema di ammissione all’università e, una volta recuperata la fiducia in se stesso che aveva perso assistendo la madre, non ha timore di servirsene.
 


Nakagawa Shun


Nakagawa Shun (n. 1987) ha inizialmente lavorato come organizzatore di eventi e ha successivamente studiato regia presso il New Cinema Workshop. Il suo cortometraggio a tematica LGBTQ Kalanchoe ha vinto il Grand Prix al Rainbow Reel Tokyo del 2016. Il primo lungometraggio commerciale di Nakagawa, Sayonara, Girls, un dramma adolescenziale tratto da un romanzo dello scrittore Asai Ryo, è stato presentato in anteprima al Tokyo International Film Festival del 2022 ed è uscito nelle sale giapponesi a febbraio del 2023. Il suo film semi-autobiografico 90 Meters è uscito in Giappone il 27 marzo 2026.

FILMOGRAFIA SELEZIONATA
 
2023 – Sayonara, Girls
2026 – 90 Meters

Mark Schilling
Regia: NAKAGAWA Shun
Anno: 2026
Durata: 115'
Stato: Japan
29/04 - 19:15
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
29-04-2026 19:15 29-04-2026 21:10Europe/Rome 90 Meters Far East Film Festival Teatro Nuovo Giovanni da UdineCEC Udine cec@cecudine.org

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