European Premiere | In Competition
Taiwan, 2025, 134’, Mandarin, Taiwanese, Cantonese
Directed by: Chen Yu-hsun
Screenplay: Chen Yu-hsun
Cinematography (color): Chen Chi-wen
Editing: Lai Hsiu-hsiung
Production Designer: Wang Chih-chen
Music: Lu Luming
Producers: Yeh Jufeng, Lee Lieh
Cast: Caitlin Fang (Yue), Will Or (Chao Kung-dao), 9m88 (Hsia), Chen Yi-wen (Fan Chun), Emerson Tsai (Lee Erh-hsiung), John Hu (A-Lin), Chen Chun-cheng (Dirty Tsai), Tseng Jing-hua (Yun), Lily (old Yue), Vivian Sung (Nian-yun), Bamboo Chen (Yue’s uncle)
Date of First Release in Territory: November 27th, 2025
Il periodo della legge marziale a Taiwan, durato dal 1949 al 1987, è noto anche come era del Terrore Bianco, a causa della brutalità subita dai dissidenti per mano del governo del Kuomintang (KMT) e del diffuso clima di paura che scoraggiava la libera espressione in tutta la società. Studenti, giornalisti, attivisti e altri individui falsamente accusati di “attività anti-statali” furono incarcerati e si stima che tra i 3000 e i 4000 civili siano stati giustiziati.
Dalla fine della legge marziale, i cineasti taiwanesi hanno esplorato questo periodo in numerosi film, in particolare in
Città dolente (1989) di Hou Hsiao-hsien,
Super Citizen Ko (1995) di Wan Jen,
Detention (2019) di John Hsu, tratto da un videogioco, e più recentemente
Untold Herstory (2022). Tuttavia, invece di proporre l’ennesimo sguardo crudo sul calvario dei prigionieri, il regista Chen Yu-hsun sposta l’attenzione su coloro che soffrono al di fuori delle carceri con
A Foggy Tale, il suo magistrale dramma premiato ai Golden Horse.
Il film si apre nel 1953. Lo studente universitario Yun (Tseng Jing-hua) vive in clandestinità per sfuggire alla polizia, con l’aiuto della sorella minore Yue (Caitlin Fang). Tuttavia, il giovane viene catturato dalla polizia e scompare nel nulla. Un anno dopo, Yue e la sua famiglia vengono informati della sua esecuzione. Nonostante l’esborso astronomico richiesto per reclamare la salma del fratello, Yue intraprende comunque il faticoso viaggio da Chiayi a Taipei. Quando cade in una trappola orchestrata da un trafficante di esseri umani, viene salvata da Kung-dao (Will Or), un ex soldato del Kuomintang appena uscito di prigione, che ora è braccato da un esponente della polizia segreta (Chen Yi-wen) alla ricerca di informazioni su presunti dissidenti.
Ispirato alle testimonianze dei familiari di persone ingiustamente incarcerate,
A Foggy Tale conduce lo spettatore in un’odissea immersiva nella vita a Taipei durante i primi anni del Terrore Bianco (la scenografia di Wang Chih-chen e la direzione artistica di You Li-wun meritano pienamente il premio ottenuto ai Golden Horse), un’epoca in cui era necessario sopravvivere non solo a un regime autoritario, ma anche a truffatori opportunisti, alla corruzione diffusa e alla povertà generalizzata. Chen, noto per le sue commedie acclamate dalla critica come
Tropical Fish,
Zone Pro Site e la commedia romantica premiata ai Golden Horse
My Missing Valentine più che per drammi seri come questo, trova tuttavia momenti di umorismo radicato nel quotidiano, mostrando come la vita ordinaria dovesse comunque proseguire, in qualche forma, anche in tempi così cupi.
Pur non rifuggendo del tutto la dimensione politica, Chen utilizza
A Foggy Tale non tanto come un invito all’azione, quanto come un atto di memoria per figure come Kung-dao e Yun, la “nebbia” che ha tentato con forza di cambiare il proprio mondo, solo per poi fallire e dissolversi nell’oblio. In una scena particolarmente cupa, che evidenzia la disumanità del regime, un lavoratore setaccia senza alcuna emozione una vasca colma di corpi di prigionieri giustiziati, come se si trattasse di una normale giornata di lavoro.
Il cuore del film risiede però nell’improbabile amicizia tra Yue e Kung-dao. In una città in cui i predatori si nascondono dietro ogni angolo, la gentilezza e la lealtà di Kung-dao nei confronti di Yue, nonostante le sue motivazioni ambigue, danno vita ai momenti più teneri della narrazione. Nella sua intensa interpretazione di Yue, Caitlin Fang domina la scena con un misto di determinazione, dolore e ingenuità. Tuttavia, la vera rivelazione è l’hongkonghese Will Or, al tempo stesso esilarante e struggente nel ruolo del perennemente irascibile Kung-dao. L’ironia per cui il personaggio più rozzo del film risulta essere anche il più umano e compassionevole rappresenta un autentico colpo di genio, concepito da un autore come Chen Yu-hsun.
Chen Yu-hsun
Chen Yu-hsun ha esordito alla regia con Tropical Fish (1994), premiato per la migliore sceneggiatura originale e per la miglior attrice non protagonista ai Golden Horse Awards. Disilluso dall’industria cinematografica taiwanese, Chen si è tenuto lontano dal grande schermo per oltre un decennio, orientando la propria attività verso il settore pubblicitario. Il 2013 ha segnato il suo ritorno con Zone Pro Site, che ha riscosso un enorme successo commerciale. Con My Missing Valentine (2020), Chen è diventato il primo regista a vincere il premio per la migliore regia in tutte e tre le principali manifestazioni cinematografiche taiwanesi: i Golden Horse Awards, i Taipei Film Awards e il Taiwan Film Critics Society Award.
FILMOGRAFIA
1994 – Tropical Fish
1997 – Love Go Go
2013 – Zone Pro Site
2017 – The Village of No Return
2020 – My Missing Valentine
2025 – A Foggy Tale