International Premiere | Restored Classics | Out Of Competition
Hong Kong, 1992/4K 2026, 150’, Cantonese
Directed by: Jacob Cheung
Screenplay: Jacob Cheung, Yank Wong, Ng Chong-chau
Cinematography (color): Ardy Lam
Editing: Henry Cheung
Art Direction: Chin Yiu-hang, Yank Wong
Music: Eugene Pao
Producer: Jacob Cheung
Cast: Roy Chiao (Fatso), Ku Feng (Luk Tung), Tong San (Teddy Robin), Liu Kai-chi (Prince Sam), Wong Ka-kui (Mao), Michael Lee (7-11), Lau Shun (Taoist), Wu Feng (Officer Lam Tsung), Victor Wong (Sissy), Dennis Chan (Councilor Tsui),
Chow Chung (Councilor Chow), Teddy Chan, Joe Junior, Tats Lau, Jacob Cheung
Date of First Release in Territory: November 19th, 1992
Vincitore di quattro Hong Kong Film Award nel 1993, tra cui quello per il miglior film e per la migliore regia a Jacob Cheung,
Cageman è uno sguardo incisivo e sorprendentemente ottimista sugli “uomini della gabbia” di Hong Kong, lavoratori poveri (per lo più uomini) che vivono in minuscoli cubicoli contenenti unicamente un letto singolo a soppalco, circondato da una grata in rete metallica. Questi spazi, noti come “case-gabbia” o, più sinistramente, “case-bara”, esistono ancora oggi nonostante le preoccupazioni legate a privacy, igiene e sicurezza.
Nella casa-gabbia Wah-Ha uno degli abitanti muore nel sonno, così il supervisore residente Fatso (Roy Chiao) organizza la rimozione del cadavere. Mentre il film ci introduce al suo variegato cast di personaggi, scopriamo che il proprietario intende reclamare l’edificio e sfrattare tutti i residenti. Nelle settimane successive, mentre avvocati e politici fanno visita agli uomini della gabbia cercando di blandirli, il gruppo si arrocca nella propria posizione: rifiuteranno il misero risarcimento e pretenderanno di restare nelle loro case. La loro resistenza, prevedibilmente, è destinata a fallire.
Cageman è caratterizzato da interpretazioni e dialoghi naturali e procede con un ritmo pacato che permette al pubblico di conoscere i personaggi. Tra questi figurano il figlio di Fatso, che ha difficoltà di apprendimento (Liu Kai-chi, che con questo ruolo ha vinto il premio come miglior attore non protagonista), un uomo di bassa statura (Teddy Robin) con una scimmietta, l’anziano 7-11 (Michael Lee) e l’ex detenuto Mao (Wong Ka-kui). Quest’ultimo, che è il più giovane dei residenti di Wah-Ha, diventa un personaggio centrale quando viene reclutato dallo studio legale del proprietario per convincere con discrezione gli altri abitanti a accettare lo sfratto.
Il film mette a fuoco anche la burocrazia corrotta e i politici fintamente solidali, per quanto la critica nei loro confronti resti convenzionale e poco incisiva. Agli “uomini della gabbia” viene offerto solo un sostegno di facciata da varie figure politiche, ma non c’è mai un momento in cui la speranza o la giustizia sembrano davvero possibili. Gli “uomini della gabbia”, fedeli alla propria posizione sociale, finiscono sempre per avere la peggio e lo sviluppo del film ne prende semplicemente atto. Inizialmente Mao viene accolto dai residenti ma poi, date le sue scarse prospettive, molto comprensibilmente li tradisce. Nel trattare con il politico doppiogiochista Tsui (Dennis Chan), Mao dichiara: “Prendo molto sul serio i rapporti umani”. La frase sembra sincera, ma è solo una tattica di Mao per ottenere una mazzetta più alta: pura ironia, in linea con il tono leggermente satirico e allusivo del film.
Tuttavia, l’affermazione di Mao è anche rivelatrice, perché trasmette efficacemente il messaggio principale di
Cageman. Il film nasce da una preoccupazione sociale: Jacob Cheung e il suo team trassero ispirazione da un incendio, scoppiato nel 1990 in una casa-gabbia di Sham Shui Po, che causò la morte di diversi residenti.
Cageman è una testimonianza empatica su individui che raramente ricevono l’attenzione della società. Il film non predica né sollecita azioni, né cerca di paragonare gli “uomini della gabbia” a tutti gli abitanti di Hong Kong, dato che entrambi sono, probabilmente, vittime impotenti di governi indifferenti. Al contrario, il film enfatizza e persino celebra la solidarietà tra i residenti. Infatti, la sera prima dello sfratto, tutti ballano e cantano insieme mentre la telecamera li segue dentro e attraverso gli spazi angusti della casa-gabbia; la loro fugace gioia di vivere risulta forse più struggente del crudele destino che li attende il giorno successivo.
Cageman si conclude con un epilogo ambientato molti anni più tardi, quando uno dei personaggi si ritrova in una gabbia diversa. Incontra per caso altri ex residenti della casa Wah-Ha, e il loro breve incontro porta con sé un peso straordinario che sovrasta l’indignazione per lo sfratto. Nonostante il tema deprimente, l’emozione duratura di
Cageman risiede nel calore, nell’amicizia e nell’accettazione condivisi dai residenti. La casa-gabbia era il posto dove vivevano, ma era lo stare insieme che li faceva sentire a casa.
Jacob Cheung
Jacob Cheung (n. 1959) è un regista, sceneggiatore, produttore e attore a cui si devono alcune delle pietre miliari del cinema di Hong Kong. Cheung ha esordito alla regia con il dramma in costume Last Eunuch in China (1987), che gli valse una candidatura come miglior regista agli Hong Kong Film Awards. Conosciuto principalmente per i suoi drammi sulle relazioni, Cheung ha realizzato anche film diversi, come il dramma d’azione Lover’s Tear (1991), il sofisticato horror The Returning (1994), l’epopea bellica in costume A Battle of Wits (2006) e il fantasy di arti marziali The White Haired Witch of Lunar Kingdom (2014).
FILMOGRAFIA SELEZIONATA
1987 – Last Eunuch in China
1989 – Beyond the Sunset
1992 – Lover’s Tear
1993 – Always on My Mind
1994 – The Returning
1997 – Intimates
1999 – The Kid
2001 – Midnight Fly
2006 – A Battle of Wits
2014 – The White