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South Korea, 1988/2K 2014, 108’, Korean
Directed by: Park Kwang-su
Screenplay: Choi In-seok
Cinematography (color): Yoo Young-kil
Editing: Kim Hyun
Production Design: Lee Myoung-soo
Music: Kim Su-cheol
Producers: Lee Woo-suk
Cast: Ahn Sung-ki (Mansu), Park Joong-hoon (Chilsu), Bae Jong-ok (Ji-na)
Date of First Release in Territory: November 26th, 1988
Chilsu and Mansu si apre con il suono stridulo delle sirene d’allarme antiaereo. Il celebre incrocio di Gwanghwamun, a Seoul, inizia a svuotarsi mentre la polizia fa accostare le auto e le persone si rifugiano all’interno degli edifici o nei rifugi sotterranei. Girate durante una vera esercitazione di difesa civile, queste scene erano all’ordine del giorno negli anni Settanta e Ottanta, e avevano lo scopo di preparare la nazione a un possibile attacco da parte della Corea del Nord. Allo stesso tempo, rappresentavano anche una dimostrazione di forza, un’opportunità per lo Stato di imporre l’ordine sulla popolazione.
Il 1988 fu l’anno delle Olimpiadi di Seoul e un periodo di profondi cambiamenti politici e sociali per la Corea del Sud. Le grandi proteste di piazza contro il governo militare e a favore dei diritti dei lavoratori avevano appena raggiunto il loro apice. Tuttavia, la società coreana rappresentata nei film dell’epoca rispecchiava ben poco le passioni visibili nelle strade. La censura governativa, esercitando il suo pugno di ferro sull’industria cinematografica, si assicurava che anche il minimo accenno di critica sociale venisse tagliato in fase di sceneggiatura o in sala di montaggio prima di arrivare al pubblico.
Per questo motivo,
Chilsu and Mansu è spesso citato come un punto di svolta nel passaggio della Corea da una censura restrittiva verso una maggiore libertà di espressione. Il film è tratto dal racconto
The Two Sign Painters dello scrittore taiwanese Huang Chunming, le cui opere all’epoca erano state messe al bando in Corea (da qui l’assenza del suo nome nei titoli di coda). La storia si concentra sull’amicizia tra due protagonisti della classe operaia: Chilsu, un loquace cartellonista che fatica a mantenere un impiego, e Mansu, un lavoratore capace e motivato, la cui vita è però frenata dal fatto che il padre è un simpatizzante comunista “non rieducato”, che sta scontando una lunga pena detentiva in un carcere sudcoreano.
Dopo essersi incontrati in un piccolo laboratorio dove si disegnano e dipingono cartelloni cinematografici, i due finiscono per fare squadra nella ricerca di lavoretti temporanei. Tuttavia, la società offre loro poche opportunità e, sia sul piano economico sia personale, i due faticano a migliorare la propria condizione. Infine, in una calda giornata estiva, si ritrovano sul tetto di un edificio nella parte meridionale della città di Seoul a dipingere un gigantesco cartellone che pubblicizza una birra, dando inizio a una delle sequenze più celebri della storia del cinema coreano…
Chilsu and Mansu segna il debutto alla regia di Park Kwang-su, che diventerà in seguito un autore affermato e un modello autorevole per una nuova generazione di cineasti socialmente impegnati. In questo film Park si concentra su una categoria di personaggi, i meno fortunati, che erano stati praticamente esclusi dal cinema coreano dei decenni precedenti. Raccontando la loro storia, il regista mette anche in luce le strutture sociali e politiche che ne ostacolano il progresso e li mantengono “al loro posto”. Gli ultimi 30 minuti del film, costruiti con grande ingegno, sono drammaticamente intensi e carichi di simbolismo: finalmente i due uomini trovano la propria voce e iniziano a esprimere ciò che pensano, ma la risposta delle autorità si rivela crudelmente ironica.
All’inizio di quest’anno, il cinema coreano ha perso uno dei suoi attori più iconici, Ahn Sung-ki, la cui carriera si è estesa dagli anni Cinquanta fino a oggi. Tra le sue numerose interpretazioni memorabili,
Chilsu and Mansu spicca per il modo in cui riesce a esprimere la sommessa umanità di Mansu, la sua naturale complicità con Chilsu e un represso ma crescente senso di frustrazione verso la propria condizione di vita. Il film segna anche l’inizio della celebre collaborazione tra Ahn e il co-protagonista Park Joong-hoon, insieme al quale interpreterà successi come
Two Cops (1993),
Nowhere to Hide (1999) e
Radio Star (2006). Il Far East Film Festival è lieto di presentare questo film in memoria di Ahn Sung-ki e in onore del suo straordinario contributo al cinema coreano.
Park Kwang-su
Durante i suoi anni da studente alla Seoul National University, Park Kwang-su ha fatto parte del leggendario circolo cinematografico Yallasung e, dopo la laurea, ha fondato il Seoul Film Collective, che ha prodotto numerosi cortometraggi indipendenti innovativi. Dopo aver studiato a Parigi presso la scuola di cinema ESEC, il suo primo lungometraggio
Chilsu and Mansu ha segnato l’inizio di una nuova stagione di cinema socialmente impegnato. Negli anni Novanta ha diretto molte opere iconiche, svolgendo al contempo il ruolo di mentore per nuovi registi come Hur Jin-ho e Lee Chang-dong. Attualmente, Park ricopre il ruolo di presidente del Busan International Film Festival.
Filmografia
1988 – Chilsu and Mansu
1990 – Black Republic
1991 – Berlin Report
1994 – To the Starry Island
1995 – A Single Spark
1999 – The Uprising
2007 – Meet Mr. Daddy