Deep Quiet Room

European Premiere | In Competition | Online


Taiwan, 2026, 108’, Mandarin

Directed by: Shen Ko-shang
Screenplay: Lu Hsin-chih, Shen Ko-shang
Cinematography (color): Chen Da-pu
Editing: Przemyslaw Chruscielewski, Shen Ko-shang, Chen Hsiao-dong
Production Designer: Penny Tsai
Music: Hanan Townshend
Producers: Sylvia Y.C. Shih, Brendan Huang, Carlos S. Hintermann, Gerardo Panichi
Cast: Joseph Chang (Yu-ming), Ariel Lin (Yi-ting), King Shih-chieh (Professor Ko), Umin Boya (Zhi-cheng), Ding Ning (Yu-ming’s mom), Bella Chen (Yi-ting’s mom), Tai Jo-mei (Yi-ting’s older sister)

Date of First Release in Territory: March 20th, 2026
 
Quando si vive un trauma, la prima cosa che si cerca è una spiegazione. Ma cosa accade quando tale risposta continua a sfuggire? E cosa succede se la risposta si rivela più insostenibile di quanto si possa sopportare? Con Deep Quiet Room, il suo esordio nel lungometraggio, l’esperto documentarista Shen Ko-shang si addentra profondamente nella psicologia del trauma, dando vita a una delle rappresentazioni cinematografiche più strazianti degli ultimi anni.

Deep Quiet Room trae il proprio titolo da un racconto breve di Lin Hsiu-ho, incentrato su un vedovo che ripercorre il tempo trascorso con la moglie defunta mentre cerca di convivere sotto lo stesso tetto con il suocero. Tuttavia, Shen ha attinto anche al materiale raccolto nel corso delle ricerche per un progetto documentaristico mai realizzato, dedicato a persone che hanno subito traumi così gravi all’interno della propria famiglia da indurle ad abbandonare definitivamente la propria casa.

Anziché focalizzarsi sulla vittima, il film è narrato dalla prospettiva del vedovo, Yu-ming (Joseph Chang). Dopo che la moglie Yi-ting (Ariel Lin) si è tolta la vita durante la gravidanza, egli tenta di mantenere un equilibrio emotivo mentre si prende cura del padre di lei (King Shih-chieh), che manifesta progressivamente segni di demenza. Ripercorrendo i propri disperati tentativi di spingere Yi-ting, emotivamente distante, a rivelare le cause del suo crollo psicologico e del suo rapporto conflittuale con il padre, Yu-ming si rende conto di aver ignorato diversi segnali d’allarme nel corso del tempo.

Già avvezzo all’esplorazione di tematiche complesse nei suoi documentari, Shen affronta la materia oscura di Deep Quiet Room con delicatezza, evitando dettagli che potrebbero compromettere l’anonimato delle persone intervistate per il suo lavoro, ma senza sottrarsi alla rappresentazione delle verità emotive legate ai postumi del trauma. I flashback dei crolli psicologici di Yi-ting risultano difficili da sostenere per lo spettatore, ma si rivelano necessari per mostrare il progressivo deterioramento mentale che conduce alla sua tragica decisione. Se la storia di Yi-ting è rappresentativa, si comprende perché Shen abbia dichiarato che il materiale raccolto per il progetto documentaristico contenesse segreti così traumatici da costringerlo ad abbandonare l’impresa per tutelare la privacy dei soggetti coinvolti.

Riflettendo il comportamento tipico di un familiare in lutto a seguito del suicidio di una persona cara, Yu-ming trascorre gran parte del film alla ricerca di spiegazioni per lo stato mentale di Yi-ting, scontrandosi costantemente con un muro di silenzio. Shen mostra empatia nei confronti delle famiglie di chi soffre per traumi o altre patologie psichiche e della loro naturale inclinazione a ritenere che esistano risposte razionali a ogni evento, ma al contempo si interroga sulla legittimità di tale esigenza. La ricerca di spiegazioni contribuisce realmente all’elaborazione del lutto, soprattutto quando ogni forma di giustizia giunge troppo tardi? E se la verità sul suicidio di Yi-ting fosse così terribile da impedire a Yu-ming di andare avanti? Il modo in cui Shen suggerisce possibili risposte agli interrogativi più difficili del racconto può risultare frustrante per chi è in cerca di una catarsi, ma non si può negare che il suo ritratto emotivamente crudo e straziante del trauma e del dolore rimanga impresso nella memoria a lungo.

 
Shen Ko-shang

Shen Ko-shang dirige documentari e cortometraggi acclamati dalla critica fin dal 1995. Il suo documentario A Rolling Stone (2013), incentrato su un padre e il figlio adulto affetto da autismo, ha vinto il gran premio ai Taipei Film Awards. Oltre all’attività cinematografica, Shen è stato direttore del Taipei Film Festival dal 2016 al 2018 e attualmente insegna presso università locali. Deep Quiet Room è il suo primo lungometraggio di finzione.

 
FILMOGRAFIA SELEZIONATA
 
2003 – Silent Cello (co-director)
2009 – Baseball Boys (co-director)

2011 – My Name is Choy Jie

2011 – Children from the Distant Planet

2013 – A Rolling Stone 

2018 – Love Talk

2025 – Seven Ages of a Man

2026 – Deep Quiet Room
Kevin Ma
Regia: SHEN Ko-shang
Anno: 2026
Durata: 108'
Stato: Taiwan
28/04 - 14:35
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
28-04-2026 14:35 28-04-2026 16:23Europe/Rome Deep Quiet Room Far East Film Festival Teatro Nuovo Giovanni da UdineCEC Udine cec@cecudine.org

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