World Premiere | In Competition
Japan, 2026, 95’, Japanese
Directed by: Kimura Taichi
Screenplay: Kuniyoshi Saki, Gaijin Shota
Cinematography (color): Uehara Seiya, Kawakami Tomoyuki, Mitsuoka Hyogo, Sato Ryosuke
Editing: Miyake Aika
Music: Thomas Yardley
Producer: Megumi
Cast: Katayama Yuki, Watanabe Yuna, Ogata Issey, Lily Franky, You, Ijiki Tsuyoshi, Terada Kaede, Suna Shuri, Hashimoto Atsushi, Megumi, Takeshita Keiko, Kishimoto Kayoko
Date of First Release in Territory: June 5th, 2026
Oggi in Giappone c’è molta nostalgia per gli anni Settanta e Ottanta, quando le persone lavoravano duramente per creare un miracolo economico e la cultura aveva una creatività e un’energia molto vitali. Basti pensare a Pac-Man e al Walkman, oppure ai grintosi film d’azione di Fukasaku Kinji, che mettevano a nudo la cruda realtà del mondo della yakuza.
Ma, come Kimura Taichi ci mostra in modo così vivido e caloroso in
Fujiko, la sua commedia drammatica sulle difficoltà e le tribolazioni di una madre single che lotta per andare avanti, quella era anche un’epoca in cui le donne non avevano vita facile.
Nonostante il movimento di liberazione femminile fosse in ascesa – la combattiva protagonista del titolo (Katayama Yuki) prende anche parte a una manifestazione tutta al femminile – gli uomini giapponesi erano ancora, in larga misura, convinti sciovinisti che guardavano una donna ostinatamente indipendente come Fujiko con allarme o disprezzo.
Quando la incontriamo per la prima volta a Shizuoka, la sua città natale, è il 1982 e Fujiko sta cercando di vendere un’assicurazione a uno sfinito cuoco d’albergo (Lily Franky) durante la sua pausa sigaretta. Per nulla scoraggiata dal suo rifiuto, lei comincia a raccontargli la sua storia, che ha inizio nel 1977 in una notte buia e tempestosa, quando dà alla luce una bambina che chiama Mari. All’epoca è sposata con un rammollito succube della madre (You), una vera tiranna che rimprovera a Fujiko di non partecipare alla faticosa attività della lavanderia industriale di famiglia. Quando Fujiko ribadisce che deve occuparsi di Mari, la suocera e la sua odiosa figlia le portano via la bimba con la forza.
Questo orrore dickensiano però non dura a lungo: la coraggiosa madre di Fujiko, interpretata da Kishimoto Kayoko, si presenta a un incontro con i consuoceri e, con grande sorpresa della figlia, esige che quel marito smidollato le conceda il divorzio.
Il confronto, che è tutto giocato in chiave comica, degenera in una bagarre familiare a base di schiamazzi e tazze di tè che volano, e ci indica che
Fujiko non sarà un mero esercizio di miserabilismo: il film mantiene invece una vena comica pur senza minimizzare i formidabili ostacoli, i pericoli e le tentazioni che Fujiko deve superare una volta riavuta Mari, e dopo aver mollato il marito.
Il percorso che la porta al suo lavoro attuale di zelante agente assicurativa ha comunque più alti che bassi. Dopo una parentesi come cameriera sottopagata in una caffetteria, Fujiko trova lavoro come cuoca/cameriera in una sala da gioco d’azzardo di
karuta (un tradizionale gioco di carte giapponese), frequentata da clienti che sembrano usciti da un film di yakuza di Fukasaku Kinji. Ma quei clienti ringhiosi e inquietanti lasciano anche buone mance per il suo delizioso
yakisoba, e per un po’ lei e Mari vivono in una sorta di paradiso consumistico.
Quando Fujiko, inevitabilmente, tocca di nuovo il fondo, trova aiuto in un vecchio e scorbutico cuoco di
soba (Ogata Issey), che un tempo era amico di suo padre e che, ubriaco, aveva fatto una scenata al suo funerale. L’uomo ha però un cuore d’oro e quando viene a sapere che Fujiko è completamente al verde, offre a lei e a Mari pasti gratuiti illimitati nel suo locale.
Fujiko però non ha alcuna intenzione di diventare sua apprendista. Vendere assicurazioni è più remunerativo, almeno per una tipa intraprendente come lei. E Tokyo la attira piena di promesse, ma ancora una volta il genere maschile è pronto a prendersi gioco della sua ambizione e a risospingerla verso le acque più sicure del matrimonio.
Nel dare vita a questo personaggio di donna del popolo, Katayama Yuki è un insieme di tendenze contrastanti: dura ma anche tenera, agguerrita ma anche fragile, resiliente e temeraria, ma incarna con grande efficacia l’energia e l’ambizione della sua epoca, così come i suoi disagi. E Fujiko, alla fine, ce la farà.
Kimura Taichi
Kimura Taichi (n. 1987) è nato a Tokyo, ma si è trasferito a Londra per studiare cinema; da allora divide il suo tempo tra le due città. Si è fatto conoscere inizialmente come regista di videoclip musicali per artisti come The Chemical Brothers, Chase & Status, King Gnu e One Ok Rock. Il suo cortometraggio Lost Youth (2016) è stato presentato in più di 15 festival cinematografici in tutto il mondo. Nel 2023 ha realizzato il suo primo lungometraggio, Afterglows, che è stato presentato in anteprima internazionale al festival cinematografico Japannual di Vienna.
FILMOGRAFIA SELEZIONATA
2023 – Afterglow
2026 – Fujiko