International Festival Premiere | Restored Classics | Out Of Competition
Japan, 1965/4K 2025, 79’, Japanese
Directed by: Yuasa Noriaki
Screenplay: Takahashi Niisan
Cinematography (color): Munegawa Nobuo
Editing: Nakashizu Tatsuji
Music: Yamanouchi Tadashi
Special Effects: Tsukiji Yonesaburo
Producers: Nagata Masaichi, Nagata Hidemasa
Cast: Funakoshi Eiji, Sugata Michiko, Kiritachi Harumi, Yamashita Junichiro, Uchida Yoshiro
Date of First Release in Territory: November 27th, 1965
Vedendo il successo della serie di
Godzilla della rivale Toho e del thriller di Alfred Hitchcock
Gli uccelli (1963) presso il pubblico giapponese, il presidente della Daiei e potente produttore Nagata Masaichi decise che il suo studio aveva bisogno di qualcosa di simile. Quando gli ispettori sanitari si opposero all’uso di ratti vivi destinati a essere protagonisti di questo progetto
kaiju (film di mostri), intitolato
Nezura (un gioco di parole con
nezumi, cioè “ratto” in giapponese), Nagata ripartì da zero con un film su una tartaruga gigante che chiamò Gamera, nonostante le obiezioni interne alla società, secondo cui il nome aveva un suono troppo simile a Godzilla.
La Daiei Film disponeva di tecnici esperti negli effetti speciali, ma questi lavoravano con tempi strettissimi e un budget ridotto, soprattutto in confronto con i film
kaiju della Toho, che, sotto la direzione del gigante degli effetti speciali Tsuburaya Eiji, dominavano il genere. Inoltre, quando il regista Yuasa Noriaki accettò di dirigere il film, i colleghi lo avvertirono che avrebbe potuto trattarsi di una mossa fatale per la sua carriera. Ma Yuasa aveva all’attivo un solo altro lavoro come regista, una commedia musicale che era stata un flop al botteghino, per cui non pensava di avere molte alternative. Come si si è visto poi, nonostante fosse girato in bianco e nero e presentasse effetti speciali risibili, come modellini di navi che somigliavano fin troppo a dei giocattoli,
Gamera, the Giant Monster fu un successo e diede origine a ben sette sequel, sei dei quali diretti dallo stesso Yuasa.
Il mostro del titolo viene liberato quando un aereo di un paese non identificato viene abbattuto sopra l’Artico e il suo carico nucleare esplode, liberando una gigantesca tartaruga dalla sua tomba di ghiaccio. Un anziano Inuit racconta al dottor Hidaka (Funakoshi Eiji), uno zoologo impegnato in ricerche nella zona, che la creatura è Gamera, un mostro leggendario presso il suo popolo.
Si tratta di una storia sulle origini del
kaiju piuttosto comune, ma, a differenza delle incarnazioni più spaventose di Godzilla, Gamera è presentato in chiave più a misura di bambino, tanto che salva un ragazzino amante delle tartarughe, Toshio (Uchida Yoshiro), da una caduta mortale. Toshio diventa il più grande sostenitore e amico di Gamera, anche se la creatura ha distrutto il suo faro, che era anche la sua casa.
Inoltre, Gamera non solo può sputare fuoco (un’abilità tipica dei
kaiju), ma è anche in grado di risucchiare fiamme e altri materiali non organici per accumulare energia. Ci viene detto che può persino mangiare una bomba atomica.
Di ritorno in Giappone, il dottor Hidaka e la sua assistente affascinante ma dedita solo al lavoro, Kayoko (Kiritachi Harumi), collaborano con l’esercito per elaborare una strategia che prevede l’uso di una nuova arma – una bomba congelante – contro la creatura dalle grandi zanne. Le esplosioni capovolgono Gamera sul dorso; ma, invece di dimenarsi impotente, il mostro inizia a ruotare su se stesso e poi a volare in un cerchio di fuoco, in uno degli effetti speciali più spettacolari del film.
Rendendosi conto che nulla, nel loro arsenale, può fermare il mostro, la task force giapponese anti-Gamera convoca esperti russi, americani e di altri paesi per una conferenza internazionale, nel tentativo di trovare una soluzione. Il risultato è il cosiddetto “Piano Z” (che potrebbe anche chiamarsi “Piano Finale”), che prevede come prima mossa di attirare Gamera sull’isola di Oshima.
Il modo in cui il film supera le rivalità della Guerra Fredda per salvare il mondo da Gamera può sembrare ingenuo, ma resta comunque rassicurante ancora oggi, in un’epoca in cui sono emersi nuovi contrasti e nuovi pericoli. E anche se Toshio è a tratti un po’ irritante, visto che è sempre pronto a saltar fuori per difendere a gran voce il suo eroe squamoso, rappresenta comunque un sostituto credibile per il pubblico a cui il film è destinato: i bambini che credono, come Toshio, che una tartaruga domestica possa trasformarsi in un amico alto 60 metri. Anche se, vedendolo distruggere mezza Tokyo, compresa la sede di una certa casa di produzione cinematografica, gli adulti potrebbero descriverlo in un modo ben diverso.
Yuasa Noriaki
Yuasa Noriaki (1933-2004) è stato un regista cinematografico e televisivo che iniziò la sua carriera come attore bambino. Dopo la laurea nel 1955 iniziò a lavorare agli studios Daiei come assistente alla regia affiancando registi come Kawashima Yuzo, Shima Koji e Inoue Umeji. La svolta nella sua carriera avvenne nel 1965 con Gamera, the Giant Monster, un film kaiju a basso budget, di cui poi diresse anche sei dei suoi sequel.
FILMOGRAFIA SELEZIONATA
1964 – If You’re Happy, Clap Your
Hands
1965 – Gamera, the Giant Monster
1967 – Gamera vs. Gyaos
1968 – Gamera vs. Viras
1968 – The Snake Girl and the
Silver-Haired Witch
1969 – Gamera vs. Guiron
1970 – Gamera vs. Jiger
1971 – Gamera vs. Zigra
1980 – Gamera, Super Monster
1984 – Anime-chan