In The Wink Of An Eye

Italian Premiere | Restored Classics | Out Of Competition 

 

Philippines, 1981/4K 2023, 99’, Filipino

Directed by: Mike De Leon
Screenplay: Clodualdo del Mundo Jr., Raquel N. Villavicencio, Mike De Leon
Cinematography (color): Rody Lacap
Editing: Jess Navarro
Production Design: Cesar Hernando
Music: Lorrie Ilustre
Sound Design: Ramon Reyes
Producers: Simon Ongpin, Ma. Rosario N. Santos
Executive Producer: Rolando S. Atienza
Cast: Vic Silayan, Charo Santos, Jay Ilagan, Charito Solis, Ruben Rustia, Juan Rodrigo, Aida Carmona, Cora Alforja, Dindo Angeles, Mely Mallari

Date of First Release in Territory: December 25th, 1981
 
Guardare In the Wink of an Eye (Kisapmata) significa fare i conti con la paura. Questo dramma poliziesco, tratto da un reportage dello scrittore Nick Joaquin (Artista Nazionale delle Filippine per la Letteratura), che firmava con lo pseudonimo Quijano de Manila, sprigiona tutta la forza devastante della sua semplice premessa fin dalla scena d’apertura. Il padre-padrone Dadong (Vic Silayan) guarda con sospetto alla relazione della sua unica figlia, Mila (Charo Santos), con il fidanzato Noel (Jay Ilagan), nonostante lei abbia ormai 25 anni. La madre Adelina (Charito Solis) ascolta in disparte, tutta intenta a cucire diligentemente, fermandosi ogni volta che percepisce che Dadong sta per esplodere. L’ambientazione non potrebbe essere più essenziale: un piccolo soggiorno arredato con mobili in legno, all’interno della casa in cui è ambientata la maggior parte del film, evocativa di un’atmosfera profondamente claustrofobica. “Per quanto tempo ancora dovrò restare in questa casa?”, scrive Milagros nel suo diario. Lo scopriremo presto.

Silayan incarna con un’intensità devastante il mostro dispotico, con la sua risata agghiacciante, il suo aspetto dimesso, lo sguardo assassino, il cipiglio perennemente corrucciato. Il suo Dadong, ex poliziotto, evoca la figura dell’uomo forte di stampo fascista, quell’ex presidente Ferdinand Marcos Sr. che per nove anni tenne le Filippine in una morsa di ferro, sotto la legge marziale – una metafora confermata dallo stesso De Leon nella sua autobiografia in due volumi Last Look Back, forse la sua opera conclusiva: “Per quanto lunga e sordida possa essere la loro permanenza al potere, tutti i dittatori condividono uno stesso ignominioso destino: che trovino o meno la loro punizione in vita, è la storia a smascherarli per i mostri che sono”.

Il terrore che permea la casa non si esaurisce nella figura di Dadong, ma sta anche nella disponibilità degli altri a farsi strumento dei suoi capricci riversandoli su Mila e Noel. Dadong non intende rinunciare alla sua preziosa figlia: la vuole sempre a portata di mano. Li costringe a vivere sotto il suo stesso tetto, nonostante siano adulti in grado di prendere decisioni autonome. In una scena, Mila si rivolge alla madre, complice dei soprusi di Dadong, chiedendole: “Guardaci: viviamo nella paura. Come fai a sopportarlo?” Mila resiste, nel timore, ma anche nella speranza che Noel riesca a portarla via. Con il procedere del film, però, quella speranza viene erosa poco a poco.

A prima vista In the Wink of an Eye può sembrare un horror-thriller psicologico. Gli eventi che vi si svolgono sono talmente sconvolgenti da continuare a gravare sugli spettatori anche dopo lo scorrere dei titoli di coda. Tuttavia, il terrore che attraversa In the Wink of an Eyenon è un caso singolo, ed è proprio in questo che risiede la genialità della regia e della sceneggiatura: aver realizzato un’opera capace di catturare un’epoca oscura della storia filippina e di averla portata sugli schermi durante quello stesso regime (sebbene la legge marziale fosse già stata revocata) testimonia con ancora maggiore forza la capacità del film di rappresentare quei mali che per lungo tempo hanno tenuto il Paese stretto in una morsa soffocante. De Leon rimase un critico fermo e intransigente dei governi autoritari dei presidenti Marcos e Rodrigo Duterte. Visse abbastanza a lungo da assistere all’ascesa alla presidenza del figlio di Marcos, un evento tanto sconfortante da spingerlo a realizzare un ultimo cortometraggio, espressione dell’indignazione in lui suscitata da un simile destino.

 

Mike De Leon

Mike De Leon è autore di alcuni tra i migliori film filippini di sempre. È stato attivo anche come direttore della fotografia, montatore e sceneggiatore; a lui si deve tra l’altro la fotografia del film fondamentale di Lino Brocka Manila – Negli artigli della luce. Le sue opere si distinguono per l’incisivo commento sociale e per la capacità di ampliare la profondità narrativa, tratto che è diventato il suo marchio distintivo anche quando si è cimentato in generi diversi. De Leon è stato una delle figure centrali del cinema filippino, nel corso della seconda età d’oro della cinematografia nazionale. Le sue opere sono state presentate in prestigiosi festival internazionali, tra cui Cannes e Venezia. Nel 2022 il MoMA di New York gli ha dedicato una retrospettiva.

FILMOGRAFIA SELEZIONATA

1976 – The Rites of May
1982 – Batch 81
1984 – Sister Stella L
2000 – Third World Hero
2018 – Citizen Jake

Don Jaucian
Regia: Mike DE LEON
Anno: 1981
Durata: 99'
Stato: The Philippines
25/04 - 14:25
Visionario, Via Asquini 33
25-04-2026 14:25 25-04-2026 16:04Europe/Rome In The Wink Of An Eye Far East Film Festival Visionario, Via Asquini 33CEC Udine cec@cecudine.org
01/05 - 11:00
Visionario, Via Asquini 33
01-05-2026 11:00 01-05-2026 12:39Europe/Rome In The Wink Of An Eye Far East Film Festival Visionario, Via Asquini 33CEC Udine cec@cecudine.org

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