International Festival Premiere | In Competition
Taiwan, 2026, 127’, Mandarin, Taiwanese
Directed by: Giddens Ko
Screenplay: Giddens Ko
Cinematography (color): Chou Yi-hsien
Editing: Chen Chun-hung
Production Design: Dato Wang
Music: Chris Hou
Producers: Lu Wei-chun, Giddens Ko
Cast: Kai Ko (Yuen), Berant Zhu (Yi), Gingle Wang (Jing), Leon Dai (Huang Jun), Liu Kuan-ting (Lan Jin), Yen Yi-wen (Madam Speaker), Tseng Wan-ting (Jing’s mom), Kao Ying-hsuan (Goat), Esther Huang (Flower Cat)
Date of First Release in Territory: February 13th, 2026
Al posto dei fumetti, generazioni di giovani nel mondo di lingua cinese sono cresciute leggendo i romanzi
wuxia di autori come Jin Yong, Liang Yusheng e Gu Long. Fondendo insieme storia e arti marziali, fantasy e melodramma, questi avvincenti racconti di cavalleria, patriottismo, romanticismo e della costante lotta per il potere supremo erano superiori a qualsiasi fumetto di supereroi americano.
Uno degli appassionati più irriducibili è Giddens Ko, romanziere divenuto regista, noto soprattutto per il modo in cui combina la sua ricca immaginazione con un umorismo irriverente e idee che sfidano i confini di genere. Nel 2001 Ko pubblicò online il suo romanzo
Kung Fu, una dichiarazione d’amore per il genere
wuxia. Dopo essere passato alla regia, Ko era così determinato ad adattare
Kung Fu al cinema che, nel 2013, investì di tasca propria 4 milioni di NT$ (nuovi dollari taiwanesi, pari a 125.000 dollari statunitensi) per realizzare un teaser promozionale, annunciandolo come seguito del suo blockbuster del 2011
You Are the Apple of My Eye.
Vincoli tecnologici e di budget hanno impedito a Ko di mantenere quella promessa fino al 2025, quando finalmente ha realizzato
Kung Fu come suo quinto lungometraggio, con un budget di 300 milioni di NT$ (9,38 milioni di USD), una cifra straordinariamente elevata per un mercato piccolo come quello taiwanese. Come suggerisce il titolo,
Kung Fu ha sangue
wuxia nelle vene, ma la storia inizia come una tipica “storia delle origini” da fumetto: gli adolescenti Yuen (Kai Ko, storico collaboratore di Giddens) e Yi (Berant Zhu) sono due sfigati che vengono presi di mira da tutti. Quando, una notte, aiutano un barbone di nome Huang Jun (Leon Dai), questi ricambia offrendosi di insegnare loro arti marziali dai poteri quasi sovrumani, in nome della giustizia e della rettitudine. Dopo che Huang dimostra il suo potere aprendo un buco nel muro della stanza di Yuen, i due ragazzi accettano l’offerta. A loro si unisce anche una compagna di scuola, Jing (Gingle Wang), e nasce così un piccolo clan di arti marziali.
A questo punto,
Kung Fu sarebbe stato perfetto come film
wuxia mascherato da divertente film di supereroi, soprattutto quando Yuen e Yi diventano vigilantes per smantellare un traffico di droga gestito da un politico corrotto. Ko si diverte un mondo a citare la sua letteratura
wuxia preferita, i film e le serie tv di Hong Kong (incluse le pacchiane spade volanti) e persino Pili, la compagnia di burattini taiwanese specializzata in serie
wuxia in lingua locale. Canalizzando lo spirito dei film di Stephen Chow, Ko mescola una travolgente comicità slapstick con spettacolari scene d’azione fantastiche (rese con impressionante realismo grazie agli effetti digitali) e intensi passaggi emotivi, che includono la violenza brutale inflitta da un malvagio capace di tagliare a pezzi le persone usando solo le dita.
Tuttavia, nella terza parte del film Ko compie una svolta oscura che sovverte il genere e mette in discussione l’intero concetto dei superpoteri. Il colpo di scena non è facile da digerire per chi si aspetta un film fumettistico di evasione, ma colloca astutamente in una nuova prospettiva tutto ciò che è venuto prima – incluso un flashback scanzonato che include persino il condor a grandezza d’uomo delle trasposizioni televisive di
The Return of the Condor Heroes di Jin Yong. Ko eleva
Kung Fu da mero pastiche a un omaggio al suo genere preferito, creando una storia inequivocabilmente sua, ricca di idee ambiziose e inattese.
Dopo aver realizzato quattro film di tipo diverso, Ko dimostra ora con
Kung Fu di avere raggiunto una notevole maturità come regista, gestendo con sicurezza generi diversi, cambi di tono e scene d’azione. Può essere considerato una fortuna inaspettata il fatto che Ko abbia atteso un decennio per realizzare
Kung Fu, perché oggi ha dimostrato di poter essere sia un narratore fantasioso, sia un grande intrattenitore cinematografico.
Giddens Ko
Sin dalla pubblicazione del suo primo romanzo online, nel 2000, Giddens Ko è stato uno degli autori taiwanesi più affermati della sua generazione. Dopo aver esordito alla regia con un episodio del film antologico L-O-V-E (2009), ha adattato il suo romanzo semi-autobiografico in You Are the Apple of My Eye (2011), che ha ottenuto quattro candidature ai Golden Horse Awards. Tutti e cinque i suoi lungometraggi sono tratti dalle sue opere letterarie.
FILMOGRAFIA
2011 – You Are the Apple of My Eye
2017 – Mon Mon Mon MONSTERS
2021 – Till We Meet Again
2023 – Miss Shampoo
2026 – Kung Fu