European Premiere | Restored Classics | Out Of Competition
Hong Kong, 1981/4K 2025, 93’, Cantonese
Directed by: Patrick Tam
Screenplay: Joyce Chan
Cinematography (color): Brian Lai
Editing: Chow Shui-yuen
Art Direction: William Chang
Music: Joyce Chan, Patrick Tam
Producer: Patrick Lung Kong
Cast: Brigitte Lin (Ivy), Chang Kuo-chu (Chu Chung), Charlie Chin (Louie), Joy (Tina Liu), Deanie Ip (Chu Chung’s wife), Patrick Lung Kong, Ann Hui
Date of First Release in Territory: March 26th, 1981
Love Massacre di Patrick Tam, che a prima vista sembra una storia d’amore estrosa e suggestiva, si trasforma in un’opera di tutt’altro genere, e tiene fede al proprio titolo con un’efficacia impressionante. Soprattutto per quanto riguarda il massacro.
Il film, che si apre con una splendida inquadratura di Brigitte Lin che avanza in un deserto incontaminato, compie un salto indietro nel tempo per presentare una giovane coppia, Joy (Tina Liu) e Louie (Charlie Chin): una discussione banale tra i due sfocia in un sanguinoso tentativo di suicidio da parte di Joy. Louie e Ivy (Brigitte Lin), compagna di corso di Joy all’università di San Francisco, vegliano su di lei durante la convalescenza, ma il suo comportamento li turba. Ivy è attratta dal fratello maggiore di Joy, Chu Chung (Chang Kuo-chu), che ha conosciuto l’estate precedente, e gli chiede di partire da Hong Kong per venire a trovare la sorella.
Quando Chu Chung arriva a San Francisco, l’attrazione reciproca tra lui e Ivy si trasforma in qualcosa di più profondo, e i due iniziano a intraprendere viaggi notturni attraverso le distese californiane mentre Louie, riluttante, resta a prendersi cura di Joy. Louie però si scontra con Chu Chung riguardo alle condizioni della ragazza: lui vorrebbe sottoporla a ulteriori cure per il suo “disturbo psichiatrico ereditario”, mentre Chu Chung sembra stranamente a suo agio con i problemi della sorella. Ivy osserva restandosene in disparte, facendo ciò che le riesce meglio: riempire l’inquadratura come solo Brigitte Lin sa fare, emanando un carisma senza pari, capace di eclissare la maggior parte dei corpi celesti.
Prima di
Love Massacre, Brigitte Lin era una superstar del cinema taiwanese, nota per i suoi film romantici, molti dei quali interpretati accanto a Charlie Chin (che qui compare in un ruolo platonico). In seguito Lin sarebbe diventata una star internazionale del cinema di Hong Kong, spaziando in tutti i generi, dal film romantico alle arti marziali fino al cinema d’autore.
Love Massacre ha rappresentato per lei una rottura rispetto ai suoi ruoli predefiniti, sfruttando il suo status consolidato di icona romantica per sovvertirlo in qualcosa di decisamente più oscuro.
Con il deteriorarsi della situazione tra le due coppie, peggiora anche la salute mentale di Chu Chung, che sembra condividere il disturbo di Joy ma rifugge l’autolesionismo per rivolgere invece la violenza verso gli altri.
Nel lungo climax del film, Chu Chung si mette alla ricerca di Ivy, ma non la trova mai dove immagina; così chiunque gli si pari davanti diventa prima un ostacolo e poi una vittima. Patrick Tam mette in scena l’escalation di violenza con una meticolosità tanto impressionante quanto terrificante. La trasformazione del film da dramma romantico a horror slasher non è priva di premonizioni: Tam e la sua troupe conferiscono all’opera una sinistra qualità onirica, ricorrendo a una messa in scena surreale e a un uso del colore che richiama Dario Argento. La San Francisco del film appare stranamente spopolata, con ambienti vuoti o asettici: ovunque si guardi, c’è sempre qualcosa che sembra semplicemente fuori posto. L’irrealismo potrebbe essere proprio il punto centrale. Nonostante la sua violenza,
Love Massacre non è caotico né cacofonico: è invece implacabilmente stilizzato e controllato, tanto che perfino le scene più disturbanti possiedono una composizione e una cromia di una bellezza al contempo affascinante e straniante. Questa dimensione ultraterrena rende superflua una caratterizzazione verosimile; e senza un radicamento in una realtà riconoscibile i personaggi cessano di essere persone concrete e diventano simulacri delle emozioni umane, osservabili nella loro purezza e persino con empatia. Dopotutto, chi non ha mai provato sentimenti come il rimpianto, il rifiuto, l’incertezza o la rabbia? Ivy, Chu Chung, Louie e gli altri non sono né vittime né carnefici: sono simultaneamente entrambe le cose. Che si tratti di amanti o di assassini,
Love Massacre non giustifica né giudica e, attraverso il colore, lo stile e il movimento (cioè attraverso il cinema), essi si fanno veicoli di emozioni umane che continuano a turbare ben oltre l’ultima inquadratura.
Patrick Tam
Patrick Tam (n. 1948) è un regista, sceneggiatore e montatore di Hong Kong. I suoi film degli anni Ottanta costituiscono un vero e proprio percorso guidato attraverso l’eccellenza del cinema hongkonghese: dal classico di arti marziali The Sword (1980) al thriller giovanile e disincantato Nomad (1982), fino al poliziesco Final Victory (1987), scritto da Wong Kar Wai , e al melodramma d’azione incentrato su un sicario My Heart Is That Eternal Rose (1989). Tam è inoltre un montatore di grande talento: ha lavorato a Days of Being Wild (1990) e Ashes of Time (1994) di Wong Kar Wai , nonché a Election (2005) di Johnnie To.
FILMOGRAFIA
1980 – The Sword
1982 – Nomad
1984 – Cherie
1987 – Final Victory
1987 – Burning Snow
1989 – My Heart Is That Eternal
Rose
2006 – After This Our Exile
2020 – Septet – The Story of
Hong Kong (episode)